E se vincessero veramente?

Incubo di una notte di mezzo inverno

Francesco Stolfa Il Cor(ro)sivo
Corato - venerdì 15 febbraio 2013
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Roma 25 febbraio 2013, ore 17 - Le urne sono ormai chiuse da alcune ore, cominciano ad affluire i primi dati e subito ci accorge che qualcosa non quadra: questa volta i sondaggi hanno toppato alla grande; i voti della lista XXXXX (preferiamo ometterne il nome per non violare la par condicio, ma si tratta di uno di quei partiti che esistono solo in Italia, popolati o guidati da barzellettieri, comici o giustizieri) sono molti più del previsto e del prevedibile. Molti di più.

Improvvisamente le linee telefoniche del Quirinale diventano caldissime, come anche quelle dei maggiori partiti, dei sindacati e persino dei palazzi vescovili.

Ore18 - Lo sconcerto si diffonde in tutto il mondo politico e istituzionale.

Ore 20 - La notizia è ormai certa e fa immediatamente il giro anche delle Cancellerie europee e internazionali: la lista XXXXX ha conquistato la maggioranza assoluta sia alla Camera che al Senato!

Ore 21 - Scoppia il delirio fra i vincitori che invadono tutte le piazze d'Italia al grido: "pa-ghe-re-te ca-ro, pa-ghe-re-te tut-to", che tradisce l'origine sessantottini di alcuni di loro.

25 febbraio, ore 9 - La prima apertura dei mercati è disastrosa: lo spread schizza a quota 400.

Ore 17.00 - I mercati chiudono in terreno ampiamente negativo, l'indice Mibtel precipita a - 8,75%. Lo spread è salito ancora e chiude a quota 430.

28 febbraio, ore 9 - Il presidente della Repubblica, obtorto collo, conferisce l'incarico al leader di XXXXX in una Roma blindata dalle forze dell'ordine.

Ore 17,00 - Reazioni preoccupate da tutte le Cancellerie Europee. I mercati segnano un vero e proprio record negativo con il Mibtel a - 15% e lo spread ormai fuori controllo a quota 500.

5 marzo, ore 10 - Si insedia il Governo sostenuto da XXXXX.  I ministri sono 15, tutti privi di esperienza politica o istituzionale. Il nuovo Presidente del Consiglio proclama la sua soddisfazione: per la prima volta al Governo non ci sono esponenti politici. L'esecutivo appena insediato si riunisce immediatamente e vengono varati i primi provvedimenti: eliminazione dell'IMU (restituzione dell'IMU), salario minimo per tutti, abrogazione della legge Biagi, dazi doganali sui prodotti agroalimentari, sussidio di disoccupazione garantito senza limiti,  riduzione dell'età pensionabile a 57 anni, abolizione  della legge Fornero e di tutti gli altri principali provvedimenti del Governo Monti. 

Dilagano le manifestazioni popolari di giubilo. L'indice Mibtel crolla di altri 15 punti. Lo spread raggiunge quota 600. Molti investitori stranieri dichiarano di voler smobilitare i loro investimenti in Italia.

25 marzo, ore 10 - Nuovo Consiglio dei Ministri. Viene deliberata l'uscita graduale dell'Italia dall'euro e la rinegoziazione della nostra adesione all'Unione Europea.

Ore 17 - Crollo dei titoli di stato a lungo termine, lo spread supera quota 750. Il debito pubblico italiano è, ormai, di fatto, fuori controllo. Le maggiori aziende italiane vedono precipitare le quotazioni dei loro titoli in borsa. Quelli bancari vengono tutti sospesi dal mercato per eccesso di ribasso.

26 marzo, ore 8.30 - Tutte le banche italiane sono sull'orlo del fallimento. Si cerca di tenere la notizia riservata ma dopo qualche ora essa si diffonde  in un lampo e il panico spinge i correntisti ad affollare gli sportelli per tentare di ritirare i depositi.

Ore 12 - Il Presidente del Consiglio interviene in TV a reti unificate e minaccia i mercati internazionali di non rimborsare il debito pubblico. A quel punto è il caos, la bancarotta.

27 marzo, ore 10 - Il Ragioniere Generale dello Stato annuncia che le casse dello Stato hanno liquidità solo per i prossimi due mesi. Poi non si potranno pagare più gli stipendi dei pubblici dipendenti e le pensioni.

28 marzo - Il Presidente Napolitano invia un Messaggio alle Camere raccomandando di richiedere urgentemente l'Intervento del Fondo Salva Stati dell'Unione Europea.

29 marzo - Il Capo del Governo tentenna ma, sotto la pressione della Banca d'Italia e del Quirinale, si decide a richiedere l'intervento.

4 aprile - Il Consiglio dei Ministri dell'Unione Europea, riunitosi d'urgenza, delibera il prestito ma pone condizioni ferree, la prima delle quali è che la guida del Governo sia affidata a persone affidabilissime.

12 aprile - Dimissioni del leader XXXXX da Presidente del Consiglio. Napolitano conferisce l'incarico a Mario Monti.

15 aprile - Il nuovo Presidente tenta subito di rassicurare i mercati e le Cancellerie Internazionali e, appena ricevuta la fiducia dalle Camere, parte per un giro di consultazioni. Ma la credibilità del Paese è ormai pressochè  a zero e l'operazione non porta risultati apprezzabili.

24 aprile - L'Unione Europea concede all'Italia un prestito di 100 miliardi.

25/29 aprile - In meno di una settimana una ulteriore impennata dello spread brucia gran parte del prestito e l'Italia è ormai virtualmente fuori dall'Euro.

29 aprile/7 maggio - Il Default italiano travolge anche Grecia, Spagna, Portogallo e Irlanda. Cominciano a barcollare vistosamente anche gli equilibri finanziari della Francia: è evidente che l'euro è spacciato e la Germania se ne tira fuori. È la fine economica ma anche politica dell'Unione Europea.

7 maggio/6 giugno - La gravissima crisi europea, ha comportato il fallimento di moltissime banche e imprese, soprattutto nell'area mediterranea e una marea di disoccupati. Ne derivano fortissime tensioni
sociali e politiche che rischiano di destabilizzare l'intera Eurozona.

Giugno/luglio - il contagio si estende inevitabilmente anche all'economia USA che precipita in una recessione gravissima con il fallimento di tutti gli istituti finanziari che avevano investito in titoli europei. Il panico di diffonde in tutti i mercati internazionali, anche asiatici: è la più grave crisi di sistema della storia economica recente. Si prevede un lungo periodo di povertà e di sacrifici per tutto il mondo.

A questo punto, grazie a Dio... squilla la mia sveglia: era solo un sogno? Mi alzo e corro a guardare la data: meno male, siamo ancora in tempo!

PS: Dite che è un sogno esagerato? È perché mai, allora, tutti i leader europei, di destra e di sinistra e persino lo stesso Obama, questa volta, a differenza che in passato, sembrano tanto interessati (e preoccupati) per le elezioni italiane?