Il delinquente nato

Quante volte si sentono dire frasi del genere "quello ha una faccia da delinquente" oppure "è un tipo che non mi piace"?

Enrico Schiralli Criminologia, devianza e mutamento sociale
Corato - venerdì 15 febbraio 2013
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Quante volte si sentono dire frasi del genere "quello ha una faccia da delinquente" oppure "è un tipo che non mi piace". Sicuramente sono modi di dire, ma nella scienza criminologica tali affermazioni possono trovare un fondamento riconducendosi ad una teoria, quella del "delinquente nato", ipotizzata da un grande criminologo, Cesare Lombroso.  

Di professione medico e precisamente psichiatra, diviene professore di medicina legale nel 1874 all’Università di Torino e successivamente di psichiatria e antropologia criminale, considerato il pioniere del nuovo indirizzo individualistico della criminologia, il cui studio del reato doveva polarizzarsi sulla personalità del delinquente, fino ad allora pressoché trascurata. Lombroso indirizzò i suoi tantissimi studi sulla persona del delinquente e sulle sue componenti morbose ritenute responsabili della sua condotta rappresentando una svolta epocale verso l’astrattismo di una concezione solo morale o legale del delitto, fino ad allora dominante.

Lombroso ha l’indiscusso merito di avere impiegato la ricerca biologica per lo studio degli autori dei reati, di aver dato l’avvio allo studio della delinquenza, la scuola di antropologia criminale. Si ritiene che Cesare Lombroso è stato il primo grande studioso di criminologia, anche se la maggior parte delle sue teorie, già molto contestate ai suoi tempi, oggi hanno solo un valore storico, ma ancora ricche di fascino.

La più nota teoria è quella del delinquente nato, secondo la quale un’alta percentuale dei  più pericolosi e persistenti delinquenti possiederebbero disposizioni congenite che, indipendentemente dalle condizioni ambientali,li renderebbe antisociali, cui si accompagnavano particolari caratteristiche anatomiche, fisiologiche e psicologiche. Lombroso attribuiva grande importanza all’innata tendenza al delitto, all’epilessia ed altre patologie cerebrali.

Lo studioso, esaminando nel dicembre del 1870 un reperto autoptico, il cranio del brigante Vilella, morto nel 1864, notava un’anomalia morfologica congenita , la presenza della fossetta cerebellare mediana o fossetta vermiana che è propria degli stadi embrionali degli animali inferiori. Per Lombroso si trattava di una folgorazione perché riteneva di aver scoperto il segreto delle cause della criminalità, di natura biologica, e cioè che nel criminale si è avuto un arresto dello sviluppo ontogenetico; egli è un individuo filogeneticamente arretrato, un atavico e presenta gli istinti feroci degli uomini primitivi.

La teoria del delinquente nato si basa proprio in questo e cioè che i criminali sarebbero indotti fatalmente al delitto dalle loro malformazioni congenite che causano l’arresto dello sviluppo ontogenetico.

Secondo Lombroso le principali malformazioni sono la morfologia cranica alterata, la fronte sfuggente,la mascella inferiore prognata, particolari asimmetrie facciali oppure cervello di dimensioni eccessive o troppo ridotte, una fronte bassa, zigomi pronunciati, occhi strabici, sopracciglia folte e prominenti, naso storto, grandi orecchie. Altre deformità hanno natura mentali e comportamentali, come la mancanza di sentimenti morali( compassione e pietà), l’assenza di scrupoli e rimorsi, la ridotta sensibilità al dolore ,la vanità, il rifiuto del lavoro.  Per Lombroso, le condizioni ambientali o di natura sociologica non influiscono sulla criminalità.

Altro studioso operava una classificazione basata sulla costituzione fisica:
- costituzione endomorfa,caratterizzata da un apparato digerente sviluppato, aspetto corporeo rotondeggiante, scarso sviluppo di muscoli e ossa;
- costituzione mesomorfa, presenta struttura corporea forte, solida, resistente al dolore e agli sforzi fisici, in genere aggressivi e amanti del rischio e del pericolo;
- costituzione ectomorfa, corpo longilineo, fragile e  dal carattere chiuso ed introverso.

Tra i delinquenti, specie giovani, predominerebbero i mesomorfi.

Sicuramente la teoria del delinquente nato di Cesare Lombroso è ricca di fascino , allo studioso si dà il merito di essere il padre della criminologia, ma la sua teoria è ormai superata da altre teorie  sociologiche o psicologiche e non si spiega per intero la causa del delitto. Lo stesso Lombroso rivide le sue considerazioni, riconoscendo che il delitto poteva avere origine da altre cause, affiancando al delinquente nato il delinquente folle ed occasionale( si pensi ai delitti d’impeto).

Tale tesi fu ripresa ed ampiata da altro studioso, Ferri, il quale pur riprendendo la teoria di Lombroso circa la relazione fra fattori fisici e criminalità, se ne discosta distinguendo i criminali in cinque categorie:
1- Delinquenti occasionali,coloro i quali sono influenzati da fattori esterni;
2- Passionali, dove i fattori morali e sociali sono alla base delle azioni criminose;
3- Abituali, i crimini dipendono da fattori economici e sociali;
4- Folli, la condotta criminale dipende da disturbi mentali;
5- Nati, sono portati al crimine a causa del loro essere impulsivi e privi di senso morale. 

Non esiste, infine, una ereditarietà criminale ma si può parlare di condizionamenti familiari a commettere crimini, si pensi a intere famiglie dedite ad attività delittuose come unica cultura criminale imperante che viene tramandata per intere generazioni.

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