Abbecedario per candidati sindaci (e speriamo che non si incacchi qualcun altro)

Allora, cari candidati, volete avere la bontà di dirci quello che intendete fare per attuare questi principi generali?

Francesco Stolfa Il Cor(ro)sivo
Corato - venerdì 18 gennaio 2013
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Siccome c'è tanta gente in questo periodo che dice di voler fare il Sindaco o il Consigliere Comunale e molti di loro non si prendono neanche la briga di dirci perchè si candidano, con quali programmi, con quale idea di Città, voglio dare a costoro qualche suggerimento semplice semplice.

Ripartiamo dall'A, B, C. Questi che seguono sono alcuni estratti non da una norma qualsiasi ma dalla Norma Fondamentale della nostra Città.

Sono, anzi, i Principi Generali dello Statuto Comunale, contenuti nei primi sei articoli, quelli che ogni cittadino, figuriamoci i pretendenti amministratori, dovrebbe conoscere a memoria.

Allora, cari candidati, volete avere la bontà di dirci quello che intendete fare per attuare questi principi generali?

Mi permetto di segnalare che lo Statuto è in vigore ormai da vent'anni (!!) e mi pare che alla maggior parte di questi obiettivi non ci siamo ancora neanche avvicinati. Sarebbe il caso che i candidati Sindaci, specialmente, ci dessero qualche idea su quel che intendono fare per rimediare a questa vera indecenza. Attiro la vostra augusta attenzione e quella dei partiti che vi candidano specie sulle cose evidenziate in neretto.

Non so, per fare qualche esempio:
- vogliamo prendere qualche impegno preciso su una presenza adeguata di donne in Giunta, se non altro per non perpetuare la figura barbina che facciamo sempre sui giornali il giorno successivo al varo del governo cittadino?

- qualche idea su provvedimenti in favore delle famiglie? per migliorare i servizi pubblici così carenti (trasporti ad es.)?

- e che ci dite dei problemi ambientali, della raccolta differenziata, della valorizzazione delle masserie e dei frantoi tradizionali?

- avete una qualche idea su come promuovere l'artigianato, le imprese, il loro associazionismo, in un momento così delicato della nostra economia? E nessuno ci venga più a dire che su questi temi il Comune non può fare niente: intanto non è vero (Molfetta docet) e poi il nostro Statuto impone agli amministratori interventi di questo genere!

- e sull'integrazione fra istituzioni educative e imprese? qualche idea?

- e, poi, soprattutto, vogliamo deciderci (dopo vent'anni) a dare piena attuazione alle forme di partecipazione dei cittadini e delle loro associazioni all'azione amministrativa comunale?

- infine, questo ufficio a tutela dei minori e questo vigile di quartiere li vogliamo finalmente attuare? Non sono cose su cui discutere, sono obblighi derivanti addirittura dai principi fondamentali statutari!

Come vedete, di carne al fuoco ce n'è davvero tanta. E ognuna di queste norme è una domanda che  nessun candidato amministratore di questa povera Città può pensare ormai di eludere. Sta a noi Cittadini (se vogliamo meritarci la C maiuscola) pretendere le risposte.

Altrimenti, scusate, siamo alle barzellette.


DALLO STATUTO DEL COMUNE DI CORATO

Art. 1 Principi e finalità
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2. Il Comune ... informa le proprie linee ed indirizza i propri programmi ed i propri provvedimenti agli obiettivi di piena attuazione dei principi di eguaglianza , di pari dignità sociale dei cittadini e del completo sviluppo della persona. Il Regolamento stabilisce le forme per la concreta partecipazione delle donne alla Giunta e agli Organi Collegiali, anche delle aziende speciali. Il Comune ispira la propria attività al principio di solidarietà e di piena realizzazione dei diritti di cittadinanza; riconosce i diritti e la funzione essenziale delle formazioni sociali a partire dalla famiglia; riconosce, altresì i diritti e la funzione essenziale delle associazioni, ne garantisce l’autonomia, ne sostiene l’attività e ne promuove lo sviluppo; opera per il superamento degli squilibri economici, sociali e territoriali esistenti nella propria comunità. Garantisce l’approntamento di efficienti ed efficaci servizi pubblici e di adeguati servizi sociali riferiti ai bisogni primari dei cittadini.

3. Il Comune, nell’ambito delle proprie competenze, pone fra gli obiettivi della propria azione amministrativa la tutela e la valorizzazione delle risorse ambientali, territoriali, naturali, storicoartistiche ed archeologiche; ripudia ogni forma di inutile violenza e di razzismo ed a tal fine si impegna a favorire l’integrazione sociale; riconosce la pace come diritto fondamentale delle persone e dei popoli. Agisce attivamente per rimuovere ogni forma di discriminazione ed emarginazione.

4. Il Comune considera il Centro Antico e lo stradone un insieme urbanistico-architettonico da salvaguardare e da valorizzare come testimonianza della propria identità storica e socioculturale.

5. Il Comune considera le masserie, i frantoi oleari e gli stabilimenti vinicoli tradizionali annessi, strumenti di ripresa economica e di presidio del territorio e ne incentiva il recupero e la riattivazione.

6. Il Comune, allo scopo di rilanciare e valorizzare il tradizionale artigianato locale, incentiva la introduzione di botteghe scuola.

7. Il Comune sostiene le attività imprenditoriali ponendo particolare cura nell’assicurare servizi adeguati per la piccola e media impresa e nel promuovere una cultura d’impresa diffusa.

8. Il Comune favorisce una progressiva integrazione sul proprio territorio fra agricoltura e industria, con particolare impegno per quella alimentare, favorisce inoltre l’associazionismo e la cooperazione economica dei produttori per la qualificazione, la valorizzazione e la migliore commercializzazione dei prodotti locali.

9. Il Comune promuove azione concreta per la tutela, sul proprio territorio delle essenze tipiche della flora murgiana e ne incentiva l’impianto.

10. Il Comune, inoltre riconosce ai fini della crescita materiale e spirituale della comunità, il ruolo essenziale della scuola e si impegna a raccordare le esigenze sociali e produttive del territorio con le finalità formative del tessuto scolastico.

Art. 2 Criteri e metodi dell’azione comunale
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2. Il Comune, nell’esercizio dell’attività di programmazione, assicura la partecipazione dei cittadini, delle organizzazioni sociali, professionali ed economiche rappresentative di interessi collettivi e diffusi della cittadinanza alla formazione delle proprie scelte ed alla verifica della coerente attuazione del programma e delle sue modifiche ed integrazioni.

3. L’organizzazione degli uffici e dei servizi, l’utilizzazione delle risorse umane e patrimoniali del Comune sono orientate al soddisfacimento dei bisogni e delle domande dei cittadini e sono improntate i criteri di economicità di gestione, di responsabilità, di trasparenza e della più diffusa partecipazione ed informazione dell’azione amministrativa, in coerenza col principio della distinzione tra le funzioni politico-amministrative e quelle di gestione.

Art. 5 Diritti dei minori

1. E’ compito del Comune adottare tutti i più opportuni provvedimenti per dare piena attuazione alla convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia.

2. Il Comune predispone ed attua periodicamente forme di consultazione dei minori sulla attività amministrativa, prevedendo specifiche giornate dedicate al colloquio diretto ed indiretto degli amministratori comunali con i minori.

3. L’adozione di qualsiasi provvedimento richiesto da Enti o istituti che si occupino di minori ed in particolare la concessione ad essi di qualsiasi agevolazione o contributo, deve essere espressamente condizionato alla effettuazione di periodici controlli da parte di una delegazione del Consiglio Comunale sulle condizioni e la qualità del servizio, sulle condizioni di vita dei bambini e sul loro trattamento.

4. Ad apposito ufficio comunale viene attribuito il compito di assicurare la difesa dei diritti dei minori e dei bambini, di raccogliere le denunce e le richieste di intervento e di sviluppare tutte le più opportune iniziative in materia.

Art. 6 Ordine pubblico

1. Il Comune adotta tutti gli opportuni provvedimenti per assicurare ai cittadini ed alle persone che dimorano anche temporaneamente nel territorio comunale una serena convivenza civile ed un tranquillo esercizio delle attività economiche e professionali, promuovendo forme di coordinamento fra tutti gli organismi preposti alla sicurezza ed istituendo presidi di sicurezza di quartiere al fine di prevenire e reprimere tempestivamente ogni turbativa dell’ordine pubblico

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