Calamità naturali, come assicurare la prevenzione

Dopo il terremoto che ha interessato l’Italia centrale, bisogna trovare le risorse da destinare all’emergenza e alla ricostruzione. Ma è anche necessario incentivare la prevenzione

Antonio Arbore Brokeriamo
Corato - lunedì 05 settembre 2016
Calamità naturali, come assicurare la prevenzione
Calamità naturali, come assicurare la prevenzione © n.c.

La questione viene sollevata puntualmente, dopo ogni terremoto. Stavolta il governo ha chiarito subito le sue intenzioni: nessuna assicurazione obbligatoria contro il rischio terremoto, ha detto il ministro per le Infrastrutture Graziano Delrio. Al massimo un incentivo fiscale, cioè la possibilità di scaricare dalle tasse il costo della polizza. Idea controcorrente rispetto alla più volte annunciata (e mai realizzata) sforbiciata degli sconti fiscali. Ma sarebbe un modo per spingere le famiglie verso un passo che oggi non fa quasi nessuno.

Secondo le stime dell’Ania, l’associazione delle imprese di assicurazione, in Italia la case coperte su base volontaria da una polizza di questo tipo sono meno dell’1%. Nulla rispetto al Giappone che arriva al 20%, nonostante un livello di prevenzione e di sicurezza degli edifici (spesso studiato proprio in Italia) che non ha paragoni con il nostro. La polizza contro i sismi è tassativa solo in Turchia e Nuova Zelanda.

Nell’ipotesi di introdurre sgravi fiscali per chi assicura la casa contro i terremoti, per l’Ania il costo medio sarebbe di 75 euro all’anno.

Secondo l’AIBA (Associazione Italiana Broker di Assicurazioni) la soluzione per la polverizzazione del rischio Calamità naturali è rendere obbligatoria la polizza assicurativa, aumentando così la capacità di offerta del mercato. Ma questo verrebbe visto dalla pubblica opinione come un regalo al settore assicurativo; invece sarebbe conveniente anche per lo Stato, se valutati i costi e i benefici.

L’intensità e la frequenza delle calamità tende a crescere sempre più: negli ultimi 40 anni ci sono stati ben otto terremoti analoghi a quello che ha distrutto Amatrice e Accumoli.

Come broker io ritengo che esistono rischi e il mio compito è quello di aiutare i clienti – persone, aziende, enti pubblici – ad analizzarli e trovare le soluzioni più efficaci. Bisogna però cercare di uscire dal meccanismo costi-benefici: i clienti non pensano che con l’assicurazione esiste qualcuno che si fa carico dei costi nel momento in cui avvengono questi disastri. Il primo pensiero è quello di recuperare il premio pagato, perché ‘se non dovesse succedere nulla, ho buttato i soldi’, questo è il ragionamento.

Ma è sbagliato: certe eventualità vanno messe sempre di più in conto.

Sono disponibile ad approfondire l’argomento e consigliare la migliore soluzione assicurativa per chiunque fosse interessato.

Cordialità

Antonio Arbore


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