La sanità integrativa

Nei prossimi anni assisteremo a manovre finanziarie che porteranno ad un contenimento progressivo della spesa sanitaria

Antonio Arbore Brokeriamo
Corato - martedì 01 marzo 2016
La sanità integrativa
La sanità integrativa © n.c.

Un argomento molto sentito è quello della sanità, oggetto di numerose riforme soprattutto in tempi di manovre e spending review.

Il Servizio Sanitario Italiano si può fregiare del titolo di terzo più efficiente del mondo dopo Singapore e Hong Kong. A sostenerlo è la multinazionale americana dei media Bloomberg nella sua classifica 2014: siamo terzi al mondo e primi in Europa!

Però vediamo perché e in che misura è necessario ricorrere alla sanità integrativa. Ci sono due tipologie di cause:

1. Cause di breve termine: la spesa sanitaria a carico delle famiglie (cosiddetta Out of Pocket);
2. Cause di medio-lungo termine: aumento della spesa sanitaria e della spesa per le cure di lungo termine (LTC) a causa dell’invecchiamento della popolazione.

All’origine della spesa Out of Pocket (OOP) ci sono le motivazioni oggettive come la mancanza di copertura pubblica per le spese odontoiatriche e la lungodegenza, le lunghe liste di attesa che inducono i pazienti a rivolgersi ai servizi a pagamento soprattutto per le visite specialistiche e la diagnostica e motivazioni soggettive nella scelta del medico e il comfort alberghiero.

Secondo l’indagine Censis-RBM Salute, sono 22 milioni gli italiani che nel 2014 hanno fatto almeno un accertamento specialistico (radiografia, ecografia, risonanza magnetica, Tac, elettrocardiogramma, pap-test) dei quali circa 5,4 milioni hanno pagato per intero la prestazione, sono invece 4,5 milioni (di cui 2,8 milioni a basso reddito) coloro che hanno dovuto rinunciare ad almeno una prestazione. Puglia e Campania sono le due regioni in cui è più alto il ricorso agli specialisti privati.

L’invecchiamento della popolazione incide notevolmente sul mantenimento del welfare nel lungo periodo. Nei prossimi anni quindi assisteremo obbligatoriamente in Italia a manovre finanziarie che porteranno ad un contenimento progressivo della spesa sanitaria e di quella per LTC (non autosufficienza) con un conseguente trasferimento progressivo delle stesse a carico delle famiglie.

La necessità di ricorrere a strumenti di sanità integrativa sarà sempre più evidente negli anni a venire.

Tra i vari strumenti della sanità integrativa ho preso a cuore una mutua sanitaria assicurata, la Previsalute, società di mutuo soccorso assicurata da RBM Salute che è la prima compagnia italiana specializzata nel ramo malattia.

La scelta della Mutua assicurata presenta notevoli vantaggi rispetto alla sottoscrizione diretta di polizze tradizionali:

1. La mutua non può fare selezione ed ha un costo di circa il 30% in meno delle polizze con analoghe coperture nel caso del singolo e del 200%-300% in meno nel caso del nucleo familiare;
2. La mutua non può disdire unilateralmente il rapporto come invece può fare una compagnia dopo un sinistro;
3. La mutua ha un costo (contributo) uguale per tutti, indipendente dall’età dell’assicurato, inoltre il contributo iniziale rimane costante a vita;
4. I contributi versati alla Mutua sono detraibili dalle imposte nella misura del 19% sino  ad un massimo di 1.291,41€uro.

A oggi sono previste diverse tipologie di prodotto offerto a Copertura del rimborso spese mediche e Copertura Indennitaria. Il titolare del piano sanitario può scegliere se estendere la copertura anche al proprio nucleo familiare: l’età massima d’ingresso è 70 anni, mentre quella di uscita 80 e la copertura è riservata ai residenti in Italia e vale in tutto il mondo.

Ritengo sia un prodotto nuovo ed  innovativo e spero di aver suscitato interesse, ragion per cui non mi dilungo nell’esposizione dettagliata ma sono disponibile ad ogni approfondimento dovesse necessitare all’interessato. 

Cordialità,

Antonio Arbore

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