Parole ed Eros: Luciana Manco

Anticonformista con brio e senso del giusto, ama provocare divertendosi, o divertire provocando. Il risultato è un mix di coscienza e passione, ironia e sentimenti

Corato - venerdì 28 agosto 2015
©

Un libro, “Manco”, che è stato un grande successo a tiratura limitata: le sue poesie, sin da prima della pubblicazione, hanno affascinato grandi artisti, ispirandoli a opere meravigliose che hanno arricchito l’opera letteraria con tavole, dove le sensazioni e le emozioni evocate dalle parole della scrittrice prendono forma, assumono tinte precise. Non solo: una sceneggiatura per un cortometraggio a cui sta lavorando, laboratori di scrittura creativa, uno spazio tutto suo sul Wall Street International, dove pubblica i suoi racconti, e un programma radiofonico. Tutto porta il suo nome: Luciana Manco.

Anticonformista con brio e senso del giusto, ama provocare divertendosi, o divertire provocando. Il risultato è un mix di coscienza e passione, ironia e sentimenti, quelli che nascono dal guardare davvero intorno, e che solo uno sguardo attento e sensibile può nutrire.

Il suo programma radiofonico parla di erotismo.

“Carnet erotique: il sesso nella vita quotidiana, nell’arte, nella musica. Fantasia e punti di vista”: a definirlo tale è lei stessa.

Ho incontrato questa giovane donna dotata di una genuinità disarmante, senza filtri, che si mostra e si dichiara per quello che è, conferendo alle sue idee una forza prepotente ma mai offensiva, in una mattinata di Giugno. Che si parli di erotismo in modo così aperto e intelligente, paradossalmente, nella nostra era tecnologica dove selfie clamorosi, video compromettenti e provocazioni di ogni sorta rendono l’argomento volgare (con tutte le connotazioni che tale aggettivo possiede) è raro. Che a farlo sia una donna, poi, lo rende un raro atto di coraggio e autenticità. Insomma, come a dire: non prendiamoci in giro, tanto è cosa di tutti. Pensiero che personalmente condivido pienamente e di fronte al quale solo chi ha deciso di essere ipocrita con sé stesso prima ancora che con gli altri può tirarsi indietro, in un falso senso del pudore che non traspare invece su altri fronti.

«L’erotismo è nelle scelte, legato alle emozioni, alle curiosità. Molti lo vedono come esterno alle proprie vite. Oggi c’è una sorta di riscoperta della persona legata all’erotismo»: sedute davanti a un caffè, in una Feltrinelli rumorosa e caotica, il mondo esterno lo percepiamo come davanti a un televisore, e tutto ci scorre sotto gli occhi mentre noi stesse siamo in vetrina, tavolino del bar aderente alla parete in vetro della libreria.
Che cos’è l’erotismo nel tuo programma radiofonico?

L’erotismo nel programma è un motore per parlare d’altro. Molti degli artisti che ospito non vi sono legati in modo diretto o esplicito. Ci arriviamo strada facendo. Perché l’erotismo esiste nelle nostre vite, nelle nostre quotidianità: è come mangiare, bere, parlare.

Ha la voce solare e gli occhi che brillano di vitalità, Luciana Manco, leccese d’origine che oramai vive nella nostra Provincia da molti anni. Bari l’ha adottata, ma il vero affare l’ha fatto proprio questa città, con la moltitudine di attività che la giovane e poliedrica scrittrice organizza e gestisce per la sua popolazione. Su tutte, primeggiano i suoi laboratori di scrittura creativa, che portano poi alla pubblicazione dei lavori in un’opera che prende il nome dallo stesso progetto, Scrivia, con l’intento di raccontare il percorso in base ad argomenti diversi.

I tuoi corsi di scrittura creativa sono molto seguiti e contano tra gli iscritti persone dai diciotto ai sessant’anni. Come vivi queste esperienze, da un punto di vista prettamente personale, intimo?

Fondamentalmente mi piace insegnare la struttura reale di qualcosa, poi i corsisti vanno oltre quel che io insegno attraverso la propria creatività, che non ostacolo mai in alcun modo, a differenza di molti altri scrittori che tengono laboratori di scrittura creativa dove fondamentalmente impongono il loro modo di scrivere. A me piace soprattutto l’idea di creare, e creare un circuito di persone che insieme possano creare altro. Ognuno di loro mi regala emozioni uniche. A un laboratorio, per esempio, tra gli iscritti c’era una donna di circa sessant’anni. Aveva deciso di frequentare il mio corso di scrittura perché da poco aveva perso suo marito: voleva scrivere per elaborare il lutto. I suoi scritti erano bellissimi, carichi di amore, sentimento, ricordi; erano elaborati molto vivi. Alle volte le emozioni che vivo grazie ai miei laboratori sono fortissime, accade persino che mi tengano sveglia di notte, talmente sono intense e di straordinaria bellezza.

Cos’è la scrittura per te?

La scrittura per me è un modo per stimolare la riflessione, anche se odio chi scrive per insegnare qualcosa. Inizialmente scrivevo poesie e testi per musiche; da circa sei anni a questa parte ho scritto altro, racconti e poesie soprattutto.

Come definisci la tua scrittura, e come nasce?

La mia scrittura è istintiva, “ora o mai più”. Mi piace osservare, scrivo di gente che osservo. Mi affascina molto il discorso dell’età.  Se avessi potuto scegliere, mi sarei fermata ai sedici anni come età anagrafica. Per quanto però mi definisca “una sedicenne mancata”, non tornerei indietro: non invidio affatto gli adolescenti di oggi. Essere adolescenti oggi è molto più complicato rispetto a quando lo siamo stati noi. Se avessi una figlia adolescente, avrei molta paura.

Qual è la tua paura più grande?

La mia paura più grande è perdere la mia essenza. Non vorrei perdere mai la mia ironia, è ciò che mi permette di vivere così come faccio. Se penso al mio futuro, è questo che mi fa davvero paura: non riuscire più a trasmettere, a scrivere, a esprimermi.

Come si coniugano i due paradigmi “paura” ed “erotismo”?

Tramite l’ostentazione. Paura ed erotismo sono consequenziali. Quando qualcuno ha paura, si maschera dietro qualcosa. Il mio modo per affrontare le mie paure consiste nel creare uno scudo, nell’esorcizzare con l’ironia. Tutto quello che riguarda le paure deve essere condiviso perché le paure sono universali. In questo modo si ridimensionano. Nei miei racconti si parla molto delle mie paure.

Non resta che leggere i suoi racconti, sul Wall Street International, e seguire il suo programma radiofonico, che riparte a Settembre, in onda su Radioflo.it, ogni martedì, dalle 22 alle 23.

Altri articoli
Gli articoli più letti