Il signor C, II puntata: “Una città pulita”

Aveva finalmente capito che non doveva attendersi l'aiuto di nessuno, di nessuna barca salvatrice per uscire dal mare di M che aveva invaso la sua città, aveva finalmente capito che egli stesso era una barca

Francesco Stolfa Il Cor(ro)sivo
Corato - giovedì 07 giugno 2012
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Il sig. C, quindi, stava nuotando. Aveva finalmente capito che non doveva attendersi l'aiuto di nessuno, di nessuna barca salvatrice per uscire dal mare di M che aveva invaso la sua città, aveva finalmente capito che egli stesso era una barca.

Dopo un po' pero' si rese conto che non sapeva dove andare. I punti di approdo, fino a poco prima ben visibili, erano ormai scomparsi, sommersi da quel mare maleodorante. Molti altri cittadini stavano cercando di mettersi in salvo ma, come lui, non sapevano dove andare.

Era rimasto solo un isolotto, corrispondente al terrazzo del più alto palazzo della città. Il sig. C lo raggiunse in poche bracciate e così poté riposarsi. Si guardo' attorno e capi': si, certo, ognuno di loro, nuotando, poteva evitare di affondare ma per mettersi in salvo veramente dovevano COLLABORARE.

Allora comincio' a chiamare a raccolta tutti i suoi concittadini perché salissero anch'essi sull'isolotto. Poco dopo il terrazzo era gremito e il sig. C, che non era certo abituato a parlare in pubblico, spinto dalla necessita' li arringo' così: "Cari amici, nuotare non serve a niente se non cooperiamo per un unico obiettivo!".

"Si, ma collaborare per fare cosa?", gli chiese un vecchietto arzillo in prima fila. "Insomma - lo incalzo' un altro - non lo capite che se aspettiamo un altro poco anche questo isolotto sarà sommerso? E allora dove andremo?". "E' chiaro che bisogna trovare un modo per far abbassare il livello della M", disse un giovanotto che aveva l'aria di saperla lunga.

"Bravo, e come si fa?", gridarono in tanti facendo una gran confusione. "Signori, calma" - intervenne ad alta voce il sig. C - "propongo di nominare una Commissione di inchiesta che individui, in tempi rapidissimi, da dove cavolo viene tutta questa M".

La proposta fu  immediatamente approvata per acclamazione e furono individuati tre cittadini, fra i migliori nuotatori in apnea, che si immersero subito e dopo una mezz'ora tornarono con la notizia che confermava i sospetti di tutti:  il liquido maleodorante proveniva dal Comune e dalle sedi dei principali partiti politici.

"Lo sapevamo! Che schifo!". Dalla folla si alzarono alte grida di sdegno e tutti cominciarono a pontificare sui mali della politica, sul distacco sempre piu' evidente fra politici e cittadini, ecc. ecc.. Furono quindi create tante task force quante erano le sedi politiche e istituzionali sulle quali intervenire: non c'era più tempo da perdere, infatti, e bisogna tamponare immediatamente le falle nel sistema fognario che dal Palazzo di Città, dalla sede dell'Asipu e da quelle di tutti i partiti alimentavano il mare di M che ormai sommergeva quasi del tutto la Città.

I gruppi di sommozzatori si attrezzarono da un negozio specializzato e partirono immediatamente all'attacco. Dopo qualche ora tornarono trionfanti alla base: missione compiuta! Tutte e falle erano state turate e Corato poteva finalmente tornare a essere una Città pulita. Bisognava solo attendere qualche giorno che il livello di M scendesse ma si prevedeva un deflusso rapido attraverso i tombini e quindi i canali fognari.

In effetti, il livello di M scese visibilmente e riapparvero le sommmita' di alcuni altri palazzi e persino il campanile della Chiesa Matrice. Poi pero' non scese piu'. Anzi, dopo qualche giorno, riprese a salire nuovamente gettando nel panico tutti i cittadini che non sapevano piu' a che santo votarsi. Tutti erano nella disperazione.

Il sig.C chiese ad alta voce: possibile che nessuno sappia da dove viene tutta questa M?

"Io lo so", si senti' rispondere". Chi aveva parlato era il sig J, un tipo strano, conosciuto per essere sempre stato un personaggio scomodo,  spesso malvisto dai piu' per aver detto sempre la verità, anche quando era sgradita alla maggioranza.

Il sig. C gli chiese: "Allora, che cosa sa?". "Io so perché il livello di M non scende", disse lui; e aggiunse con voce bassa e pacata, mentre sembrava disegnare col dito qualcosa per terra: "Ma voi pensate che i vostri politici, i vostri amministratori pubblici siano venuti da un altro pianeta? Li avete votati voi, sono l'espressione fedele della popolazione coratina".

"E allora?", gli chiese il sig. C. "Allora, se andate e controllare, verificherete che le stesse falle che avete trovato nelle fogne delle istituzioni esistono anche in molte, molte delle vostre case. La M viene dalle vostre case".

Dalla folla si levarono grida sdegnate: "Ma questi e' pazzo! Come si permette?".  Ma il sig. J si limito' a rispondere pacatamente: "Possiamo fare un controllo, magari proprio in casa di quelli che urlano".

Le urla cessarono di colpo e segui' un breve silenzio. Lo ruppe il sig. C che chiese sconsolato: "Ma non possiano certo intervenire sulle fognature di tutte le case di Corato?". "Certo - convenne il sig J - il problema non può risolvervelo nessuno, ognuno deve risolverselo da solo".

Seguì un altro imbarazzato silenzio. Poi alzo' timidamente la mano il farmacista: "Beh, se vi interessa, io dovrei avere una bella scorta di Imodium...".