L’Italia di oggi. Quale rotta verso il futuro?

Il momento storico che stiamo vivendo è enormemente complesso e assiste a cambiamenti profondi a tutti i livelli, specie quello informatico-comunicativo che ha creato una nuova antropologia vale a dire un modello nuovo dell’essere umano...

Franco Vangi Elzeviri coratini
Corato - venerdì 05 giugno 2015
©

Il momento storico che stiamo vivendo è enormemente complesso e assiste a cambiamenti profondi a tutti i livelli, specie quello informatico-comunicativo che ha creato una nuova antropologia vale a dire un modello nuovo dell’essere umano: informazione piuttosto che formazione, esecutività immediata dell’agire, difficile rimeditazione interiore. 

Non vale soffermarsi molto su questo problema: tanta pubblicistica filosofica-sociologica-giornalistica ne scrive almeno da un trentennio. Basta usare il termine “globalizzazione”: questa ha mutato le stesse coordinate mentali del vivere quotidiano, sancito la centralità di Finanza e Mercato che hanno “gettato ai loro piedi” la Politica e la Cultura.

Nel mondo globalizzato tutto diventa, oltre che virtuale, insondabile, volatile, quasi indominabile. In questo snodo storico a livello planetario la condizione sociale-culturale dell’Italia soffre più di quella di altri paesi e affligge la stessa qualità della vita di un popolo che - già per vizi suoi - presenta comportamenti individualistici, clientelari, opportunistici. Bisogna però chiarire: non che il popolo italiano per sua natura sia “bacato”... certo, da sempre noi ci manifestiamo “allegri e disordinati”, meno cupi e disciplinati dei tedeschi, meno prammatici e semplici degl’inglesi ma pure questo nostro carattere può essere negativo o positivo a seconda del momento storico (vedi la  vitalità civile della Resistenza e le fervida creatività del “miracolo economico”).

Il fatto è che ancora scontiamo le conseguenze delle diverse istituzioni che hanno connotato da nord a sud la nostra penisola.: svariate entità statali, dominazioni straniere, diversissimi assetti politici hanno creato non un popolo unitario e coeso, ma tanti popoli, molteplici atteggiamenti mentali ed esistenziali.

Tuttavia la diversità può diventare non un limite, ma una risorsa purchè oggi si riconquisti un’identità nazionale un senso di appartenenza ad una progettualità e a un destino comune.

Purtroppo i partiti politici ancora oggi sono “fuori chiave”. Alcuni “si divertono” a disfare la tela di un disegno unitario aprendo le ferite piuttosto che sanarle (non c’è bisogno che di tali partiti indichi i nomi!); altri, ma ben pochi,  perseguono – pur tra inevitabili errori che sempre connotano noi esseri umani- una visione organica e progressiva verso un futuro migliore.

I problemi sono tanti: contorti e aggrovigliati, ma pure in un mare in tempesta si può e si deve governare il timone della nave sulla rota giusta verso il porto.

Altri articoli
Gli articoli più letti