Mia figlia ha scarsa autostima, cosa faccio?

Può essere capitato, che sua figlia si sia ritrovata a vivere un evento difficile che non abbia saputo affrontare correttamente

Emma Quinto Buonasera dottoressa
Corato - venerdì 03 ottobre 2014
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«Buongiorno Dottoressa Quinto, la contatto per delle informazioni o semplicemente dei chiarimenti su mia figlia. Ha 5 anni, è una bambina molto sensibile, molto timida, attenta alle sue cose e al suo mondo, si isola molto spesso all’asilo, non riesce a relazionare bene con I suoi coetanei. Alcune volte, anche a casa, si isola, si allontana e gioca da sola. Da premettere che ha un fratellino di 8 anni con cui non condivide molto.

Da circa un anno mi sembra che si senta leggermente inferiore rispetto ai suoi coetanei, eppure parlando con le maestre non emerge nessuna difficoltà. Quando le chiedo se lei è bella, mi risponde di no, quando le chiedo se lei è brava si vergogna. Non riesco proprio a decifrare questo suo comportamento. Da un punto di vista cognitivo non ha alcun problema e svolge I suoi compiti in maniera sempre molto precisa, come se in alcuni aspetti della sua vita, quelli più intimi, più personali, non avesse fiducia in se stessa. Cosa dovrei fare? Ho paura che questo suo comportamento possa renderla debole nei confronti degli altri e ho paura che noi, io e mio marito, abbiamo potuto contribuire a questo suo carattere così debole. La ringrazio anticipatamente per la sua risposta».

Salve, leggo la sua mail con attenzione, quando si parla di figli, specialmente piccolo, si ha spesso paura di sbagliare e si ha spesso paura di essere noi adulti la “colpa” di ogni loro comportamento, ma non sempre è così, anche se durante il percorso di crescita è importante che i bambini siano affiancati per avere maggiore fiducia in se stessi. In questo percorso i genitori, gli insegnanti e altre figure di riferimento, con i loro comportamenti, sono basilari.

D'altra parte, però, ci sono varie tipologie di genitori e un genitore può adottare uno o l'altro atteggiamento verso il bimbo per i motivi più svariati. Può essere, per esempio, troppo rigido per 'esigenze quotidiane'. Oppure per insicurezza. Cosa che viene immediatamente colta dai più piccoli.
Certo non è semplice essere genitori, ma fermarsi a riflettere ogni tanto su cosa e come ci si relazione con i bambini è sicuramente d'aiuto. 

É essenziale che si prenda coscienza del loro operato, permettendo anche al bambino di vivere le sue frustrazioni e aiutandolo, non tanto direttamente quanto, piuttosto, fornendogli gli strumenti per affrontare le difficoltà.

I bambini crescono osservando i comportamenti di mamma e papà, le loro emozioni, le reazioni che hanno agli eventi della vita. I discorsi, le parole, in questo senso contano poco. 
Proprio per questo, i genitori devono imparare a rendersi conto di quelle che sono le loro attitudini, devono avere maggiore consapevolezza di quella che è la loro personalità, i loro difetti e i pregi, in modo da porsi con maggiore coscienza e senza maschere davanti ai figli. 



Può essere capitato, che sua figlia si sia ritrovata a vivere un evento difficile che non abbia saputo affrontare correttamente. I bambini hanno degli schemi differenti dagli adulti, e che probabilmente questo l’abbia fatta allontanare affettivamente, in maniera momentanea da se stessa. Una sorta di caduta dell’autostima.

Ma questo “passaggio” può e deve essere affrontato con estrema serenità, cercando di parlare il più possibile con la bambina, creando in lei dei rinforzi positive, così che crescendo, penserà a se stessa come a una persona capace di superare gli “ostacoli” e meritevole e degna di amore e attenzione. Se, però, la risposta alla sua ricerca fosse negativa, non sono da escludere, in età adolescenziale o da adulto, eventuali disagi dovuti, appunto, a mancanza di autostima.
 Queste prime esperienze di vita si mantengono nel tempo e formano la percezione che tutti noi abbiamo di noi stessi e delle nostre relazioni passate, presenti e di quelle che immaginiamo per il futuro.