Sinapsi. Il cinema nasce per strada, ma non per caso

Il progetto di tre ragazzi che hanno reso Bari set per una produzione cinematografica innovativa

Corato - venerdì 02 maggio 2014
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Punto di contatto funzionale tra cellule diverse, connessione, trasmissione: sinapsi. Chimica. Solo chimica? No, non solo, non più.

C’è una nuova realtà contenuta nel nome “sinapsi” e merita la lettera maiuscola, oltre alla nostra partecipazione attiva e consapevole, come attori e come spettatori. E lo schermo cinematografico, sì, pure quello.

Sinapsi: è questo il nome di un grande progetto di cinema dal basso che giunge ora alla fase finale. La sfida è mettere in connessione tra loro persone che altrimenti non si sarebbero mai conosciute creando fra esse legami, in una città caotica e dispersiva quale Bari, e non attraverso le piazze virtuali dei social network, bensì attraverso un mezzo molto più “vecchio”, sempre affascinante e ambito: il cinema. Quasi a caso, ma non per caso. Sono queste le premesse fondanti e fondamentali di Sinapsi, che intende utilizzare l’esperienza di tutor professionisti unitamente all’esperienza di gente che nella propria vita svolge lavori lontani dai riflettori e diversi dai mestieri prettamente artistici, ma appassionata di cinema, fotografia, competente nel montaggio, nella regia, nella sceneggiatura e non.

Nasce nel 2013, quando tre giovani baresi strutturano adeguatamente un’idea iniziale in un progetto che presentano a Principi attivi. Vincenzo Ardito, Ilaria Schino e Andrea Sgobba: nella vita si sono incontrati benché si occupassero di tutt’altro. Vincenzo Ardito ha una vita professionale che si divide tra regia e laboratori cinematografici, oltre ad essere attore; Ilaria Schino è un’educatrice; Andrea Sgobba si occupa di promozione eventi e spettacoli.

Il progetto, presentato a Principi Attivi, si articola in tre diverse fasi: scendere in strada con un vero e proprio tour per far conoscere i propri intenti e trovare candidature è il primo step, a cui seguono selezione e start up per il lavoro più impegnativo e importante: scrivere la sceneggiatura di un film e realizzarlo. Tutto “da soli”, Niente professionisti, niente grandi produzioni o cast cinematografici.

È il 7 Marzo 2013 quando giunge la risposta da Spiriti Bollenti: il finanziamento c’è, Sinapsi diventa realtà.

Il successivo 28 Settembre, lo start up.

Un lancio importante, strumenti diversi per sensibilizzare la gente di tutti i giorni, informarla e far conoscere il progetto. Si cercano candidature, ne arrivano oltre duecento. A raffiche, interviste agli aspiranti protagonisti del film in tutte le sue fasi, colloqui e selezione. Il criterio di selezione utilizzato è semplice ma fondamentale: il desiderio di mettersi davvero in gioco con una motivazione strettamente personale, unitamente alla voglia di novità. Sessanta è il numero vincente: sessanta persone incontrate per strada entrano a far parte del progetto, iniziano a lavorare.

Sessanta persone che non si conoscono, con una vita che procedeva distante da simili progetti o ambizioni. Fanno tutti sul serio. Saranno loro i protagonisti attivi dello step successivo: divisi in diversi gruppi, lavoreranno su diversi fronti per inventare la storia da raccontare, buttar giù la sceneggiatura, mettere su il set, erigere la produzione cinematografica tutta.

Si incontrano dopo il lavoro, dalle 18.00 alle 20.00: il banchiere, il poliziotto, la casalinga, lo studente, il disoccupato. I fuori sede ritardano il regolare appuntamento col treno per tornare a casa, la Mediateca regionale e L’officina degli esordi –due importanti contenitori culturali attivi per la città di Bari- offrono i loro spazi a Sinapsi per poter lavorare in ambienti congeniali e confortevoli. 

Siamo ormai a Maggio, un mese delicato per il progetto: è la parte finale del lavoro, la più pressante, come per tutti i progetti artistici.

Ho incontrato personalmente Andrea Sgobba, a Bari, per farmi raccontare questa bella esperienza. Con lui, Martina Melilli, filmaker e artista visivo unitasi alla squadra originaria in un secondo momento. È lei, Martina, a realizzare e curare i filmati che testimoniano le diverse fasi di realizzazione attraverso le voci dei partecipanti: un vero e proprio “dietro le quinte” del percorso maturato sino ad oggi che racconta e mostra come si è lavorato, come si sta lavorando, come è nata la storia che poi vedremo sugli schermi, come la sua sceneggiatura, come la sua fotografia e le sue riprese, o la preparazione per le singole scene.

“Si tratterà di una vera e propria web serie sul dietro le quinte”, mi racconta Martina.

Chiunque potrà seguire l’operato e l’evolversi di questo meraviglioso viaggio chiamato Sinapsi direttamente sul sito, www.sinapsi.it, dove da qualche giorno si può vedere il primo “episodio” di questa realtà. Un ritratto dal vero, quasi, considerando i tagli e il montaggio. 

Conversando con Andrea e Martina scopro molte curiosità, come quella dei tweet, ovvero 140 caratteri per dare il proprio contributo all’incipit dell’opera, alcune storie nella storia sui diversi candidati e aspiranti a Sinapsi, o la soddisfazione di vedere il gruppo di lavoro stringere relazioni di amicizia al di là del progetto stesso.

Come mi racconta Andrea Sgobba, un obbiettivo intermedio del progetto era esattamente quello di   costruire relazioni attraverso il mezzo filmico che andassero al di là del progetto stesso. “Un obbiettivo fortemente raggiunto”, mi dice, “tanto che alle volte siamo noi ideatori che dobbiamo frenare le proposte di incontrarsi anche al di fuori delle fasi progettuali.”

Quello che mi affascina particolarmente è la capillarità del progetto, peculiarità indubbiamente prevista sin da subito: essendo un progetto che si fonda anche sul crowdfunding, chiunque può contribuire economicamente in qualsiasi momento e ognuno vedrà riconosciuto il proprio impegno: chi potrà vedere il film in anteprima, chi potrà partecipare a una festa che si terrà davvero e durante la quale saranno girate delle riprese per il film, chi potrà ritrovarsi nel film come comparsa, o nei titoli di coda tra i ringraziamenti.

Ho chiesto ad Andrea Sgobba qualche anticipazione sul film.

“Per ora il film ha un titolo provvisorio”, racconta Andrea. “Al suo interno vi sono tre storie. La prima narra di una coppia che si sgretola perché lui decide di trasferirsi al nord come ricercatore di un’azienda. La seconda racconta di un protagonista che, dopo 12 anni, torna al Sud, al suo paese d’origine, per realizzare il sogno di una vita: un bar; sarà una decisione legata a ricordi molto importanti che lo spettatore scoprirà man mano che le storie si riveleranno. Infine, la terza storia si incentra su una madre e sul rapporto simbiotico col figlio più piccolo, all’ultimo anno di scuola media superiore, col desiderio segreto di diventare fumettista. Storie senza nessun punto di contatto tra loro, inizialmente: nessuno dei protagonisti conosce gli altri, eppure a un certo punto le loro vite si intrecceranno. Sarà interessante scoprire come e quali dinamiche ne nasceranno.”

Bello è anche ascoltare i racconti su alcuni aneddoti. “È stato simpatico ricevere il post di qualcuno che voleva corromperci con le orecchiette fatte in casa dalla nonna, Prendete me e ve ne faccio fare tante!, ci ha scritto una volta un tizio. Questo dimostra come essere nella macchina creativa costituisca ancora una fortissima attrazione. Ci ha fatto piacere constatare come ognuno abbia deciso di dare il proprio contributo ridimensionando il proprio narcisismo e il proprio orgoglio. Molti sono i cinefili preparati e competenti, ma nessuno di loro si è imposto per occuparsi della regia o della fotografia, ognuno ha lavorato per tutto quello che c’era da fare e curare”, continua Andrea.

Per quel che mi riguarda, Sinapsi si pone nel nostro contesto storico e contingente come un esempio eclatante di cittadinanza attiva e sensibilizzazione alla sensibilizzazione verso tutti, oltre che essere un contenitore per imparare qualcosa e mettersi in discussione, imparare a collaborare e lavorare in gruppo. Sensibilizzazione alla sensibilizzazione: un gioco di parole? No, di più, molto di più. Perché, quando ci sono persone che lavorano con serietà e umiltà, qualunque associazione di parole che possa sembrare gioco sarà in realtà il significante di contenuti altri, certamente grandi e importanti, a partire dai valori che chiama in causa e dai legami che crea. Come vere sinapsi, in questo caso.    

Sinapsi: la sinergia dinamica di chi vuol collaborare per realizzare qualcosa di più grande, quasi un’apertura delle monadi che siamo nei tempi odierni. Come non aspettare di vederli sul grande schermo?

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