Divagazioni

Il testo vaga qua e là, non ha un centro razionale-logico, ma esprime dimensioni descrittive e letterarie

Franco Vangi Elzeviri coratini
Corato - giovedì 24 aprile 2014
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Ammesso che mi si perdoni l’audacia di aver proposto per CoratoLive.it una rubrica alquanto inusuale, devo un chiarimento ai lettori. L’elzeviro, per sua natura, è uno spazio libero, vario e multiforme, “fiorisce” in vari colori. Ora è tagliente e logico e indaga la realtà sociale e politica, a volte s’insinua nei meandri delle forme letterarie. Come in questo caso.

Il titolo “Divagazioni” suggerisce che il testo vaga qua e là, non ha un centro razionale-logico, ma esprime dimensioni descrittive e letterarie. E consentito – per qualche attimo- come in un “flash” improvviso, “perdersi” nelle forme cangianti della Natura? Si apre un cielo con le sue metamorfosi di azzurro e di grigio, nubi e vento scorrono sul nostro Esistere e poi la pioggia e infine un mistero d’ombra. Ecco qui di seguito il testo affidato alla pazienza dei lettori.

Nel cielo spazi azzurri di sereno – volgendo in alto lo sguardo, grossa nube grigionera forma un’arca di Noè. Si accosta un’altra nube che si sforma e sembra creare figure di fragili contorni.

Le nubi raccontano fiabe.
Giornata di vento, grigia, cielo curvo sulla vita umana e il vento è a suo agio negli spazi, non visto passa su tetti –urta su banderuole –folleggia – piega - scende e sale - forse ride e tocca le corde dell’aria.
Nubi. Vento. Stasi serena. Silenzio.
La pioggia cade, silenziosa repentina - ai neri tetti di case lucida lo smalto.
Silenzio. Sortilegio. Camini si vestono di gocce di perla, quasi merletti di fanciulle.
Un filo d’erba nato per caso su di un muro.
Azzurrina luce, opaca, quasi spenta copre tutto di un velo come vibrazioni in quadri di Van Gogh.
Serenità in penombra.