La circolazione stradale

Giacomo De Lillo Cronache dal Palazzo
Corato - venerdì 22 maggio 2009
La circolazione stradale
La circolazione stradale © n.c.
Se qualcuno pensa che le intimidazioni possano sortire un qualche effetto sulla mia libertà di pensiero, di critica e di proposta, si sbaglia. Io non ho mai fatto parte della vecchia fattoria amministrata dal Sindaco Perrone e non intendo farlo ora.

Continuerò a curare questa modesta Rubrica fino a quando vi saranno le condizioni alle quali facevo cenno al momento della sua presentazione su questo “sito”.

Sostenevo, in un mio intervento, ormai lontano nel tempo, che lo sviluppo locale deve essere sostenuto ed incentivato da politiche tese a garantire adeguata infrastrutturazione della zona industriale, efficace tutela dell’ambiente, pace sociale, commercializzazione dei prodotti locali, offerta di servizi materiali ed immateriali, vivibilità del territorio e della “città costruita” in particolare: tutte componenti che, insieme con altre, concorrono a sostanziare un marketing territoriale.

Dalla complessità di queste politiche programmatiche che meriterebbero, finalmente, l’elaborazione di un “libro bianco”, enucleo alcune considerazioni su un solo aspetto della vivibilità della città: quello che riguarda la circolazione stradale. Vorrei omettere considerazioni sullo stato di manutenzione delle strade e sulla segnaletica stradale, ma mi costringe a farlo la perdurante inerzia dell’Amministrazione che è causa di danni rilevanti a carico del “parco auto” cittadino.

Ormai, è così: “strada che vai, buca che trovi”. E quando le buche, le malformazioni del manto stradale non provocano un danno immediatamente rilevabile, certamente minano la tenuta delle sospensioni, degli ammortizzatori e delle barre di torsione, deformano la convergenza delle ruote, incrinano l’assetto della scocca, ecc.

A Corato, se è applicabile il rapporto nazionale di un autoveicolo per 2,5 abitanti, gli automezzi in circolazione sono circa ventimila, oltre ai ciclomotori, ai motoveicoli ed alle biciclette: un patrimonio di elevato valore la cui tutela è affidata in buona parte alla corretta manutenzione della rete stradale. C’è stato un lungo e recente periodo durante il quale le strade sono state ridotte a veri percorsi di guerra e sarebbe interessante conoscere, oltre a quella che incide direttamente sulle tasche dei cittadini, l’entità della spesa che ogni anno grava sul bilancio comunale, e quindi ancora sulle tasche dei cittadini, per il risarcimento dei danni, contenuti entro la franchigia assicurativa, causati dal dissesto stradale, da interventi tampone e dalla carenza di una programmazione nella sistemazione delle strade.

Come al solito, quando si tratta di privilegiare iniziative e progetti di facciata sembra che le risorse finanziarie non abbiano limite, quando poi occorre far fronte ai problemi quotidiani dei cittadini, si eleva un coro di lamenti per la mancanza di risorse: un atteggiamento inqualificabile ed insopportabile, contraddetto da scelte di cui ci occuperemo nella prossima...puntata. Torniamo alla circolazione stradale. La carenza di segnaletica verticale ed orizzontale su strade interne con carreggiata di circa 6 metri di larghezza, a doppio senso di circolazione e con sosta consentita su un lato, è ormai caratteristica dominante, per cui l’uso di percorsi alternativi allo Stradone, all’extramurale ed alle principali arterie di collegamento con i centri abitati viciniori, diventa un’avventura.

La sosta in prossimità degli incroci, non a distanza di almeno 5 metri come vorrebbe il Codice della Strada, ma oltre l’incrocio stesso, è un comportamento abituale e tollerato che, in molti casi, rende impossibile la svolta su strada di intersezione. Ma il divieto di sosta e di fermata è sistematicamente eluso soprattutto in prossimità di impianti semaforici, così da rendere problematico il rispetto dei segnali orizzontali di preselezione e l’uso delle corsie di canalizzazione. I dispositivi di segnalazione acustica ( i clacson) sono usati per salutare l’amico, per sollecitare il veicolo che precede ad elevare la velocità di marcia, per segnalare l’arrivo del guidatore in prossimità della propria abitazione e non certamente nei casi di “ effettivo ed immediato pericolo” come prevede il Codice della Strada. Il volume degli apparecchi radiofonici o di riproduzione sonora a bordo dei veicoli è tale, in molti casi, da rendere fruibili le più recenti melodie napoletane ad un vaso uditorio lontano anche cento metri dalla fonte sonora. I dispositivi “silenziatori” di molti autotreni e di molti motoveicoli sono tali che, ad ogni debraiata o all’attivazione del turbocompressore, corrisponde un rombo anzi un boato prolungato che, straziando l’udito, lascia istintivamente temere la fase iniziale di un’esplosione vulcanica o nucleare. I telefonini costituiscono, ormai, un corpo unico con una mano portata ad un orecchio del guidatore.

Le cinture di sicurezza, invece, sono semplici, fastidiosi, civettuoli ammennicoli, buoni solo per gente snob. Il Codice della Strada prevede che, quando qualcuna delle violazioni di cui sopra si sia ripetuta in un periodo di due anni per almeno due volte, alla sanzione amministrativa pecuniaria debba aggiungersi quella accessoria che comporta la sospensione della patente per un periodo di tempo. In ogni caso, le sanzioni, nel bilancio comunale, alimentano un capitolo d’entrata di circa 300.000,00 euro il cui 50% è destinato, con delibera di Giunta n. 52 del 17 aprile scorso, al fondo di assistenza e previdenza della Polizia municipale in ragione del 25%, all’acquisto di segnaletica, automezzi, vestiario e mobilità ciclistica e pedonale in ragione del 54,67%, al miglioramento della circolazione stradale, alla manutenzione di vie e piazze, alla riqualificazione dello Stradone e del centro antico in ragione del 20,33%. Pochissimo, malgrado il fumoso riferimento in bilancio all’avanzo di amministrazione, se si tien conto della complessità, dell’urgenza e della vastità del campo di applicazione. Ciò non significa che si debba necessariamente inasprire l’attività sanzionatoria.

Significa semplicemente che occorre fermare il processo di ulteriore degrado della città con ogni mezzo possibile ed investire sul fronte della desiderabilità del vivere urbano; che occorre, anche, acuire il senso civico in ogni cittadino. Non intendo generalizzare. Maleducazione, inciviltà, indisciplina, stupidità sono “vizi” che caratterizzano il comportamento di alcuni automobilisti, di alcuni motociclisti, di alcuni camionisti, di alcuni ciclisti e di alcuni pedoni. Per porvi rimedio, per poter rendere credibile una bozza di marketing territoriale al capitolo “ vivibilità della città”, è necessario che chi vi è tenuto inizi ad ad adottare misure per prevenire ed intervenire, a farsi in quattro, anziché girarsi dall’altra parte adducendo a propria discolpa un un supposto spirito di tolleranza, l’inadeguatezza della dotazione organica o la scarsità delle risorse finanziarie, piuttosto che la prevalenza malcelata degli interessi elettorali su ogni azione.

P.S. Il Sindaco di San Francisco ha annunciato l’introduzione di una tassa di 33 centesimi sul prezzo dei pacchetti di sigarette, per far fronte alla spesa necessaria per rimuovere dalle strade i filtri non biodegradabili abbandonati dai fumatori. Nel nostro nuovo Regolamento di Polizia Urbana che, come tutti gli altri, rimane largamente inapplicato, l’art. 28, suggerito da chi scrive nella sua qualità di Presidente della 5^ Commissione consiliare, prescrive che “è vietato imbrattare o sporcare il suolo pubblico o gettarvi rifiuti, bucce, pezzi di carta, gomme da masticare, mozziconi di sigarette, ecc.”. La sanzione pecuniaria, prevista per la violazione della norma, è compresa tra un minimo di 25.00 euro ed un massimo di 250,00 euro. Se, come penso, dal 2008 in poi non è stata contestata alcuna violazione della norma in parola, c’è da credere che sulle strade della città non sia stata abbandonata nemmeno un cicca di sigaretta o un pezzo di carta.