L'energia pulita

Giacomo De Lillo Cronache dal Palazzo
Corato - venerdì 24 aprile 2009
L'energia pulita
L'energia pulita © n.c.

La Regione Puglia, nel suo programma di difesa dell’ambiente e di sostegno allo sviluppo, ha assegnato un posto di rilievo alla produzione di “energia pulita” .

Ai tre Distretti tecnologici istituiti a Lecce (per l’hi-tech), a Bari per la Meccatronica e a Foggia per l’agroalimentare, ad agosto del 2008 si è aggiunto il “Distretto Tecnologico dell’Energia”. Una iniziativa che punta al potenziamento della ricerca ed alla creazione di nuove attività imprenditoriali nel settore delle energie rinnovabili.

La Puglia è già la prima Regione in Italia per l’eolico, la terza per il fotovoltaico, la quarta per le biomasse. La produzione di energia elettrica da fotovoltaico, in particolare, è in continua crescita.

Singolare appare, pertanto, la delibera della Giunta Comunale n. 90, del 19 giugno 2008, che impartisce agli Uffici una direttiva, in applicazione della quale “la presentazione di progetti per l’insediamento, in zona agricola, di impianti fotovoltaici la cui autorizzazione sia di competenza comunale e/o regionale, è differita fino alla individuazione di una specifica disciplina che sarà parte integrante dei contenuti del PUG in corso di formazione”.

Si parla, cioè, non di impianti fotovoltaici destinati all’autoconsumo, per i quali l’assenso degli Uffici comunali è subordinato ad una valutazione, in verità del tutto soggettiva e superficiale, di compatibilità paesaggistica, ma di quegli impianti, di potenza elettrica nominale fino a 1 MWe, da realizzare in zona agricola.

Le ragioni che sosterrebbero una siffatta decisione sono illustrate nella Delibera in cui:
- si rivela una serie di lodevoli iniziative che l’Amministrazione avrebbe in mente di avviare e sostenere nel settore agricolo, agrituristico e culturale;
- si invocano i limiti posti dalla normativa nazionale (D.Lgs. n. 387/2003) e regionale (L.R. n. 1/2008) alla realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, in zona agricola;
- si richiamano le tutele previste dal DPP ( Documento Programmatico Preliminare ) in materia di produzioni tipiche, di identità ambientale e paesaggistica;
- si sottolinea la presenza di strumenti sovracomunali di tutela del territorio agricolo (Parco Nazionale dell’Alta Murgia e Piano di Assetto Idrogeologico );
- si paventa il rischio di possibili realizzazioni di impianti fotovoltaici in prossimità del centro abitato.

Insomma, un complesso di “preoccupazioni” legate alla temutissima compromissione che il territorio agricolo potrebbe subire per effetto della installazione di impianti fotovoltaici, cioè di impianti per la produzione di “energia pulita”. E, in considerazione di tanto, la famigerata Delibera sospende qualsiasi iniziativa fino... all’approvazione del Piano Urbanistico Generale.

La Delibera, come ricordavo, è del 19 giugno 2008 e, già a quella data, le “ansie” legate ad un uso improprio ed intensivo del territorio agricolo, sebbene fondate, si sarebbero potute superare con un apposito Regolamento per la disciplina di quelle specifiche attività.

Ma, dopo il 19 giugno 2008, con una Circolare, la n. 38/8763 datata 1 Agosto, del Dirigente dell’Assessorato regionale allo Sviluppo Economico ed all’Innovazione Tecnologica, con riferimento al D. Lgs. N. 387/2003 di attuazione della Direttiva Comunitaria 2001/77/CE relativa alla promozione di energia elettrica da fonti rinnovabili, si richiama l’attenzione delle Amministrazioni Comunali sull’obbligo, posto a carico degli installatori di impianti di produzione di energia elettrica con potenza nominale fino a 1 MWe, di accompagnare la DIA (denuncia di inizio de attività) con una serie di documenti e di pareri, tra cui: la “dichiarazione, resa dal progettista dell’intervento ai sensi del DPR n. 445/2000, di insussistenza di vincoli ambientali, paesaggistico-territoriali, urbanistici, del patrimonio storico-artistico, della salute, della pubblica incolumità, idrogeologici, della navigazione aerea”.

La Circolare, inoltre, sollecita i Comuni a vigilare sulla eventuale presenza di connessioni tra più DIA volte a coprire l’installazione di impianti, di potenza superiore ad 1 MWe, sottoposti ad autorizzazioni e controlli regionali (evenienza, peraltro, già paventata nella più volte citata Delibera di Giunta Comunale).

Ancora successivamente alla Circolare, la Regione Puglia emana la Legge n. 31 del 21 ottobre 2008 che reca “Norme in materia di produzione di energia da fonti rinnovabili e per la riduzione di immissioni inquinanti e in materia ambientale”: una Legge con la quale disciplina, in modo definitivo e dettagliato, i casi in cui deve ritenersi vietata la realizzazione di impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica, le condizioni alle quali è possibile realizzare impianti fotovoltaici in zona agricola e le condizioni per conseguire l’autorizzazione unica regionale.

Precisati i casi di cui innanzi, la Legge regionale, al comma 2 dell’art. 2, conclude: “I Comuni, con motivata deliberazione approvata dal Consiglio Comunale, possono individuare parti del territorio di particolare pregio ai sensi del comma 1, lettera a), fermo restante che, nelle more della loro eventuale approvazione, vige il regime previsto dalla vigente legge, SENZA ALCUNA SOSPENSIONE DELL’ATTIVITA’ AUTORIZZATIVA”.

Ora, premesso che il Consiglio Comunale, con apposita delibera, oltre ai casi previsti dalla Legge Regionale, potrebbe considerare di particolare pregio anche i terreni in cui siano coltivati uliveti definiti monumentali ai sensi della L.R. n. 14/2007, proposta peraltro avanzata a più riprese da chi scrive, è evidente che la Delibera di Giunta Comunale n. 90 del 19.06.2008, quella che impartisce direttive agli Uffici, opinabile fin dal momento della sua adozione, deve ritenersi illegittima per sopravvenuta mancata conformità alla fonte normativa di rango superiore.

Ho detto in precedenza che, a mio sommesso parere, la delibera di Giunta comunale sarebbe “opinabile” fin dalla sua adozione sia perché non circoscrive entro limiti certi ed accettabili la contrazione del diritto costituzionale di libertà di iniziativa privata (art. 41 Cost.), ma lo sospende a tempo indeterminato (fino all’approvazione del PUG), sia perché in stridente contraddizione con la legge dello Stato, il D. Lgs n. 387/2003 appunto, che: a- prevede l’erogazione di incentivi per la produzione di energia elettrica da fonte solare (art. 7); b- promuove la ricerca e la diffusione delle fonti rinnovabili (art. 9); c- definisce le opere per la realizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili...di pubblica utilità, urgenti e indifferibili (art. 12).

Dopo l’entrata in vigore della Legge regionale, quella delibera è palesemente illegittima e si pone, quindi, la necessità e l’urgenza di revocarla e di varare un Regolamento che disciplini la materia.

E’ necessario ed urgente che il Regolamento definisca i criteri generali e le condizioni per l’installazione di pannelli fotovoltaici e per solare termico sui fabbricati e sul terreno agricolo; che preveda le opere di mitigazione necessarie ad attutire l’interferenza visiva degli impianti; che stabilisca i titoli abilitativi edilizi, le procedure, la documentazione e le sanzioni nei casi di inosservanza delle norme. E’ necessario che lo si faccia presto perché qualsiasi operatore, oggi, sarebbe autorizzato, con la DIA e nel rispetto delle norme regionali, ad installare impianti fotovoltaici in zona agricola, a prescindere dalla Delibera di Giunta ed a prescindere dalle più severe e vincolanti condizioni che un Regolamento potrebbe introdurre.

Si provveda tempestivamente, se si vuole annoverare Corato tra i Comuni virtuosi che aprono le porte alle energie rinnovabili; se si vuole interrompere il lungo silenzio che ha coperto questa infelice delibera di Giunta Comunale.

Si faccia presto perché non vorrei che anche Legambiente abbia ritenuto i pannelli solari più inquinanti e più dannosi per la salute delle fonti fossili e non abbia compreso quanto importante per la Puglia sia la strada intrapresa verso uno sviluppo di tipo nuovo che porta al potenziamento della ricerca, all’innovazione tecnologica del settore industriale e all’incremento dell’occupazione soprattutto giovanile e qualificata.

Non mi ha convinto la scelta della Giunta e non mi convince oggi a maggior ragione.

Non mi convince perché si è attribuita una competenza che forse appartiene al Consiglio Comunale.

Non mi convince perché viola un principio costituzionale ( non ci può essere la “sospensione” dell’esercizio di un diritto; la “salvaguardia” degli interessi generali, nelle more dell’adozione di una nuova disciplina, prevede l’applicazione della norma più restrittiva e non la negazione di un diritto!).

Non mi convince la “posteriorità” attribuita alla introduzione ed alla diffusione delle energie rinnovabili rispetto alla “priorità” assegnata al PIP e al Piano comunale dei Tratturi nella prospettiva dell’approvazione del PUG.

Non mi convince il fatto che il PUG possa disciplinare, nel dettaglio, localizzazione, modalità e condizioni per l’installazione di impianti fotovoltaici nella “città costruita” e nelle aree agricole.

Non trovo corretto, infine, che il Comune di Corato “remi contro” le politiche di sviluppo economico ed ambientali della Regione e contro gli interessi dei propri cittadini.