A proposito di Piano Urbanistico Tematico Territoriale per il Paesaggio

Giacomo De Lillo Cronache dal Palazzo
Corato - venerdì 13 febbraio 2009
A proposito di Piano Urbanistico Tematico Territoriale per il Paesaggio
A proposito di Piano Urbanistico Tematico Territoriale per il Paesaggio © n.c.

Si è fatto un gran parlare, in questi ultimi mesi, di una delibera della Giunta Comunale: la n. 168 del 15 ottobre 2008 che contiene la “Proposta al Consiglio Comunale di adozione della variante alle Norme Tecniche di Attuazione del vigente Piano Regolatore Generale: Indicazione del lotto minimo di intervento in zona agricola.”

Nel far questo, la Giunta si ispira al Piano Urbanistico Tematico Territoriale per il Paesaggio (PUTT/P) approvato dalla Giunta Regionale il 15.12.2000, quindi sottoposto a verifica di compatibilità con gli indirizzi del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e riconfermato, con leggere modifiche, con delibera della Giunta Regionale n. 1422 del 30 Settembre 2002.

Entrato definitivamente in vigore il 14 Novembre 2002, le relative Norme Tecniche di Attuazione impongono ai Comuni di provvedere, entro 12 mesi, a riportare:

1. sulla cartografia dello strumento urbanistico generale vigente la perimetrazione degli Ambiti Territoriali Estesi (ATE) e le perimetrazioni degli Ambiti Territoriali Distinti (ATD).
2. sulla cartografia dello strumento urbanistico generale vigente le aree dei “territori costruiti”.

In caso di inadempienza entro il termine previsto, la Giunta Regionale, previa diffida a provvedere , avrebbe dovuto nominare un commissario ad acta per gli adempimenti.

Qual è la funzione del PUTT/P? E' quella di sottoporre l'intero territorio regionale a specifica normativa, per la sua valorizzazione ambientale. Ciò attraverso la disciplina dei processi di trasformazione fisica del territorio stesso, volta alla salvaguardia dell'identità storica e culturale ed alla compatibilità della qualità del paesaggio, nelle sue componenti strutturali. Attraverso il PUTT/P, quindi, la Regione ha proceduto alla perimetrazione di Ambiti Territoriali
Estesi, omogenei (ATE), all'interno dei quali ha rilevato la minore o maggiore presenza di valori paesaggistici, prescrivendo un grado di trasformabilità decrescente del territorio, fino ad escluderla in aree direttamente interessate da “emergenze” e/o “componenti ed insiemi di pregio” (Ambiti Territoriali Distinti -ATD) che caratterizzano l'assetto paesaggistico del territorio regionale.

Più specificatamente, con riferimento al livello dei valori paesaggistici presenti, gli ATE sono classificati in ATE di tipo A (valore eccezionale), di tipo B (valore rilevante), di tipo C (valore distinguibile), di tipo D (valore rilevante) e di tipo E (valore normale).

Il Comune non ha inteso adeguare il Piano Regolatore Generale al PUTT/P, forse riservandosi di farlo attraverso il nuovo Piano Urbanistico Generale in via di elaborazione. Configurandosi, però, il PUTT/P non solo come piano meramente paesaggistico, ma anche urbanistico territoriale e strumento di pianificazione generale sovraordinato, non ha potuto non applicare , purtroppo acriticamente, perimetrazioni e normativa in esso contenute. Dal che, anche, la Delibera di Giunta Comunale di cui innanzi.

Precisato che il PUTT/P regionale non rileva, nel nostro territorio, elementi paesaggistici di valore eccezionale di tipo “A”, il Comune ha provveduto, appunto con la delibera n. 168/2008, ad applicare la disciplina regionale prevista per gli interventi di trasformazione fisica del territorio agricolo compreso nelle declinazioni degli Ambiti Territoriali Estesi (B-C-D-E), aggiungendovi la proposta di introduzione del lotto minimo richiesto per la realizzazione di interventi edilizi.

Si consideri che il territorio agricolo che si estende verso Nord, ossia verso il mare, e che è delimitato dalla linea ideale che unisce Via Bracco – Via Castel del Monte (Cantina Sociale) e Via S. Vittore, ricade nell'Ambito Territoriale Esteso (ATE) con valore paesaggistico normale (ATE “E”) e, quindi, non è sottoposto a vincoli particolari se non quello relativo al lotto minimo stabilito in mq. 4.500.

La residua superficie agricola, quella che si estende verso la Murgia e che rappresenta la parte più cospicua del territorio, ha un valore paesaggistico “distinguibile” (ATE “C”), cioè di tutta evidenza. In quest'ambito il lotto minimo è fissato in mq. 6.666. C'è, infine, un ATE “D”, di valore paesaggistico relativo che coincide, in linea di massima, con il Bosco comunale e con l'area che si estende intorno alla Serra Cecibizzo, alla Masseria “Scelzi” ed al Piano Mangieri, in cui il lotto minimo è stabilito in mq. 5.000. Non v'è presenza, come si diceva innanzi, di Ambito territoriale “A” di valore eccezionale e l'Ambito Territoriale “B”, di valore rilevante, è esteso a limitate aree ricadenti nelle contrade Boschigni, Masserie Nuove – Cimadomo e S. Magno (Antica cisterna). In quest'ultimo Ambito, il lotto minimo proposto è di mq.10.000.

In dettaglio, la normativa proposta prevede:

Ambito Territoriale Esteso “B”
• lotto minimo mq. 10.000;
• Esclusa ogni forma di accorpamento di fondi non contigui;
• limitato insediamento di nuova edificazione di servizio all'agricoltura e all'agriturismo;
• ampliamento della superficie utile, per una sola volta, nella misura massima del 20%, per manufatti esistenti di superficie pari o inferiore a mq. 10.000.

Ambito Territoriale Esteso “C”
• lotto minimo mq. 6.666;
• possibilità di accorpamento tra fondi non contigui esclusivamente per la realizzazione di manufatti non residenziali da parte di imprenditori agricoli in possesso di idonea certificazione;
• applicazione degli indici edilizi ed urbanistici del PRG per l'edificazione a scopo residenziale (0,03 mc/mq e 0,80% rapporto di copertura);
• possibilità, per chi non risulta imprenditore agricolo, di realizzare manufatti ad uso agricolo su una superficie pari allo 0,75 del lotto;
• ampliamento del 20% della superficie utile, una tantum, di fabbricati esistenti su superfici pari o inferiori a mq. 6.666.

Ambito Territoriale Esteso “D”
• lotto minimo mq. 5.000 e medesime prescrizioni e parametri dell'ATE “C”

Ambito Territoriale Esteso “E”

• lotto minimo mq. 4.500 e medesime prescrizioni e parametri dell'ATE “C”.

V'è da rilevare che il mancato riferimento al “lotto minimo” è un'evidente carenza del PRG in vigore. Tant'è che lo stesso PUTT/P, nelle norme tecniche di attuazione, nel farvi riferimento, ne dà per scontata la previsione in tutti i PRG.

Era necessario provvedervi e, ad onor del vero, la disciplina di cui si occupa oggi la delibera n. 168/2008 era stata proposta dall'Assessore Riccardo Mazzilli già nel 2001, suscitando una violenta reazione da parte di tecnici e partiti di centro-destra.

Tra i contestatori di oggi, ci sono i cittadini che hanno sottoscritto un manifesto de “la Destra” di protesta contro l'ipotesi di variante al PRG che prevede l'introduzione del lotto minimo in zona agricola, nella misura determinata dalla Giunta Comunale.

Personalmente ritengo la protesta non condivisibile, nella parte in cui ritiene che l'attuazione di quella delibera “sia dannosa allo sviluppo economico e sociale della Città; troncherebbe una tradizione invidiata da tutti i paesi limitrofi; creerebbe danni all'economia delle piccole e medie imprese edili; penalizzerebbe il lavoro dei braccianti agricoli”. “Possiamo capire – continua la lettera rivolta al Sindaco– che Ella, anche se solo ora, potrebbe aver scoperto innumerevoli abusi perpetrati a danno dell'ambiente, a causa di un'allegra interpretazione delle norme vigenti...”.

Appunto! La condizione critica del territorio agricolo comunale merita un intervento deciso. Ed è necessario farlo anche a costo dell'impopolarità, perché, oltretutto, il PRG non risolve il problema della realizzazione, con regole precise, di manufatti in zona agricola: la localizzazione di opere ed interventi, cioè, non risulta puntualmente ammissibile in applicazione delle Norme Tecniche di Attuazione del PRG.

Meriterebbe sottolineare come sarebbe stato sufficiente conferire al PUTT/P la rilevanza che merita, adottando, magari, un Piano di secondo livello, per specificarne e correggerne la parte relativa al nostro territorio e coglierne i vantaggi anche di natura finanziaria previsti dalla Regione, ma lo spazio a disposizione non lo consente.

Torniamo alla deliberazione di Giunta. Nel merito si potrebbe ragionare, come fa la Destra, sulle dimensioni del lotto minimo, ma se si considera che il territorio agricolo di maggiore interesse per la costruzione di edilizia residenziale è proprio quello premurgiano e murgiano, quello, cioè, che ha un valore paesaggistico evidente (ATE “C”), una minore estensione del lotto, considerata la possibilità data di accorpare fondi non contigui, potrebbe portare ad un deprecabile fenomeno di intensificazione edilizio-residenziale che comprometterebbe il necessario equilibrio tra aree urbanizzate e aree libere.

Si tenga conto, peraltro, che le disposizioni di cui all'art. 51 della L.R. n. 56/80 consentono espressamente l'asservimento di terreni non confinanti tra loro, addirittura anche condotti in locazione, per l'edificazione di nuove costruzioni destinate alla residenza da parte di imprenditori agricoli, coltivatori diretti e braccianti.

Si rischierebbe, quindi, di realizzare interi villaggi e lottizzazioni abusive, come è già avvenuto in molti casi, che andrebbero a compromettere la salvaguardia della destinazione agricola del suolo e le sue caratteristiche ambientali. Se poi questo diritto di costruire edilizia residenziale in zona agricola si riconosce anche a chi non abbia la qualifica di imprenditore agricolo, come previsto dalla Regione Puglia e non da molte altre Regioni, si comprende quanto necessario sia porre un limite a questo andazzo.

La tutela dell'ambiente e del paesaggio, infatti, produce effetti benefici in termini di qualità della vita, di sviluppo sostenibile e di marketing territoriale, che superano di gran lunga gli effetti negativi sullo sviluppo economico e sociale che la Destra, erroneamente, dice di temere. La zona agricola, com'è noto, costituisce il polmone dell'insediamento urbano ed assume la funzione decongestionante e di contenimento dell'aggregato urbano.

Non è possibile, pertanto, non convenire sulla necessità di introdurre il lotto minimo per ciascun “comparto” dell'Ambito Territoriale Esteso.

Ciò che non capisco, che non condivido, è il metodo, il procedimento seguito.

Che senso ha adottare una delibera di proposta, al Consiglio Comunale, di variante al PRG e non portare, ancora oggi, a distanza di oltre quattro mesi, il provvedimento di adozione della variante stessa, in modo da rendere operanti le norme di salvaguardia, fatto salvo il diritto riconosciuto ai cittadini di presentare osservazioni ed opposizioni?

Che senso ha adottare e pubblicare un provvedimento senza efficacia alcuna, quando sarebbe stato sufficiente portare la proposta all'esame dell'apposita commissione consiliare e, subito dopo, all'esame del Consiglio Comunale?

Chi può allontanare il sospetto che si sia voluto condizionare il mercato dei suoli o che la delibera si sia rivelata come un “avviso ai naviganti”?
Si dirà: dal 15 ottobre 2008 abbiamo “congelato” l'esame dei progetti edilizi in zona agricola.

Certo, ma questo è un vero e proprio abuso! E' un comportamento illegittimo che lede un diritto dei cittadini a vedersi esaminati i progetti in applicazione della normativa in vigore e pone i funzionari nella condizione di venir meno ad un loro preciso dovere».