Difensore civico al traguardo?

Giacomo De Lillo Cronache dal Palazzo
Corato - venerdì 30 gennaio 2009
Difensore civico al traguardo?
Difensore civico al traguardo? © n.c.

La versione che ha preceduto l’ultima dello Statuto comunale prevedeva che il Difensore Civico dovesse essere eletto, a scrutinio segreto, da mille cittadini scelti, mediante sorteggio, fra gli iscritti nelle liste elettorali, con modalità tali da garantire una rappresentanza proporzionale degli iscritti in ciascuna sezione elettorale.

Era un metodo originale, forse unico in Italia, che mirava al rafforzamento della posizione di terzietà, anche rispetto al Consiglio comunale, del Difensore Civico.

Successivamente si ritenne che la procedura elettorale prevista fosse alquanto macchinosa e, allo scopo di accelerarla e semplificarla, si convenne di modificare lo Statuto e di affidare la elezione del Difensore Civico al
Consiglio comunale, attraverso un sistema di votazione che avrebbe reso partecipe della scelta anche la minoranza consiliare.

Si decise e si deliberò, infatti, già nel Settembre 2007, che il Difensore Civico, in prima seduta ed in primo scrutinio, dovesse essere eletto con il voto favorevole di almeno i quattro quinti dei Consiglieri, Sindaco compreso, e che, ove il quorum non fosse stato raggiunto da alcuno dei candidati, si dovesse procedere, nella medesima seduta, ad una seconda votazione, di ballottaggio tra i due candidati maggiormente suffragati, all’esito della quale sarebbe stato eletto chi avesse ottenuto il voto dei tre quarti dei Consiglieri.

Ove nessun candidato fosse stato eletto, si sarebbe proceduto ad ulteriore votazione, in successiva seduta da tenersi entro trenta giorni, fermo il quorum dei tre quarti. Qualora, anche in questa ulteriore seduta tale quorum non fosse stato raggiunto, si sarebbe dovuto procedere ad un nuovo bando entro i successivi trenta giorni.

E’ avvenuto, nella seduta di Consiglio comunale del 27 Gennaio, che nella votazione di ballottaggio tra i due candidati maggiormente suffragati, nessuno abbia conseguito il numero di voti richiesto. Nella prima votazione, infatti, l’Avv. A. Dell’Accio ha ottenuto 23 voti, il Dott. Giuseppe Pisicchio 7 voti e l’Avv. S. Quatela 1 voto.

Nella seconda votazione, quando per l’elezione del Difensore Civico sarebbe stato sufficiente un quorum di 23 voti, l’Avv. Dell’Accio ne ha ottenuti 22 e il Dott. Pisicchio 7. Due Consiglieri hanno deposto nell’urna, rispettivamente, una scheda bianca ed una nulla.

La maggioranza, potendo contare su 23 voti, compreso quello del Sindaco, avrebbe potuto eleggere il Difensore Civico: è certo, dunque, che al suo interno non vi è stata unanimità di consensi sul candidato indicato.

Ma anche l’opposizione ha perso un’occasione per dimostrarsi propositiva e responsabile davanti ad un provvedimento che si presentava come una conquista del centrosinistra.

In severa linea di principio, la maggioranza non può e non deve pretendere di imporre dictat, ma è altrettanto vero che la minoranza non debba, artificiosamente e pregiudizialmente, contrapporsi alla maggioranza, esercitando un “veto a prescindere”, quando se ne presenti l’occasione.

Il Sindaco, entro sessanta giorni dall’insediamento del Consiglio Comunale, avrebbe dovuto rendere pubblico l’avvio del procedimento per l’elezione del Difensore Civico. Lo ha fatto a distanza di oltre sei mesi, violando una norma statutaria: un comportamento politicamente criticabile ma, in qualche modo, “comprensibile”.

Il Difensore Civico, infatti, nell’esercizio delle proprie funzioni di tutela dei cittadini nei confronti dell’azione amministrativa e nell’attività di impulso, di indagine e, in alcuni casi, di controllo preventivo di legittimità sugli atti della Giunta e del Consiglio Comunale, rappresenta per i cittadini e per le minoranze consiliari, una garanzia, un punto di riferimento autorevole.

E’ evidente che, per le stesse ragioni, Egli si ponga come occhiuto “controllore” dell’attività del Consiglio comunale, della Giunta, dei Dirigenti e dei Funzionari e, quindi, non sia considerato un... alleato della maggioranza.

Ora, che ci si aspetti, finalmente, a distanza di diciannove anni dalla legge n. 142, la introduzione di una nuova figura istituzionale che, a mente dell’art. 11 del D. Lgs. N. 267/00, ha il compito di segnalare, “anche di propria iniziativa, gli abusi, le disfunzioni, le carenze ed i ritardi dell’amministrazione nei confronti dei cittadini”, è del tutto legittimo. Creare difficoltà sul traguardo di questo lungo percorso, sia da parte della maggioranza che della minoranza, significherebbe ritardare o pregiudicare il salto di qualità che all’Amministrazione verrebbe imposto in termini di efficienza, di legalità e di trasparenza della propria attività.

Sono rimasti in gara due concorrenti “ugualmente” degni di svolgere quella funzione: Entro il 27 febbraio vi dovrà essere una nuova seduta di Consiglio comunale: non si cerchino e non si offrano alibi di alcun genere. Si giunga ad un voto unanime e si elegga un Difensore Civico che sia espressione non di una parte, ma di tutto il Consiglio comunale.

E’ noto, peraltro, che ciascun cittadino può contestare negligenze o inadempienze del Difensore Civico con atto scritto indirizzato al Presidente del Consiglio comunale e che un quinto dei Consiglieri comunali può, quando vi siano fondate ragioni, promuovere una procedura di revoca del medesimo.

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