“Beata te che vivi a Roma…”

Il substrato della vita dell'autrice della rubrica che, come quella di tutti, è fatta di preziose gioie ma anche di inevitabili dolori.

Corato - venerdì 13 giugno 2008
“Beata te che vivi a Roma…”
“Beata te che vivi a Roma…” © n.c.
“Beata te che vivi a Roma”!
“Beata te che giri il mondo”!
e nei casi peggiori …
“Beata te che te lo puoi permettere”!

Ecco, questo è quanto mi sento ripetere da un po’ di anni a questa parte quando, tornando a Corato, incontro Parenti ed Amici o meglio coloro che, all’interno delle due categorie, mi conoscono meno.

Penso purtroppo di non rivelarvi nessun arcano andando a descrivere lo stress della mia giornata tipo.

Doverosa premessa è che considero i miei ritmi comunque confrontabili con quelli di un/una Coratino/a che svolge un’attività impegnativa, magari al di fuori del Comune, per esempio a Bari. L’unica aggravante, per me, è rappresentata dal Raccordo Anulare!!! Proviamo a sorridere insieme…

Prima regola: tutti gli orari sono molto “indicativi”… tranne quello della sveglia!

Ore 8:30 del mattino: sono sul Raccordo Anulare sperando che non abbiano chiuso alcuna uscita, che non ci siano lavori straordinari in corso (quelli ordinari sono perenni!), che non ci siano manifestazioni e/o incidenti!

Ore 9:30 del mattino: le speranze erano vane, il display elettronico recita “Rallentamenti(!!!) da Salaria a Tiburtina”, non è importante la causa (tanto è quasi sempre ignota!), quel che conta è che sei ancora sul Raccordo Anulare!!! A questo punto, per tenere sotto controllo la tensione che comincia a crescere (ti stanno sicuramente aspettando i Fornitori di MILANO!!!) cominci ad occupare la mente con qualcosa di utile che ti faccia illudere che non stai buttando via tempo prezioso…di solito studi inglese.

Ore 10:00 del mattino: sei in Azienda con estremo ritardo. I Fornitori Milanesi sono già al terzo caffè e tu ti giustifichi con il classico “Scusate, c’era traffico sul Raccordo”.

Ore 13:00 del pomeriggio: hai finito i tuoi primi incontri (i Fornitori Milanesi sono ormai a pranzo…beati loro!) e ti prepari ad una meritata pausa (leggi frugale/triste pasto veloce!) ma…questo è anche il momento in cui sono finiti gli impegni esterni del tuo Capo Supremo che ovviamente ti convoca per una chiacchierata tranquilla prima del pranzo (il suo!).

Ore 14:30 del pomeriggio: sei finalmente tornata nella tua stanza, per rifocillarti ti rimane ovviamente la sola possibilità di attingere alle scorte in Ufficio e mangiare in dieci minuti mentre leggi le notizie on-line (se non sei aggiornata … cosa racconti ai Fornitori Milanesi per sdrammatizzare il ritardo?).

Ore 19:00 della sera: è stato un pomeriggio fruttuoso, hai lavorato con concentrazione, bene! Puoi tornare a casa!?! Ma ecco uno dei tuoi collaboratori affacciarsi sulla porta proferendo le parole che più temevi: “Penso sia il momento di parlarti della mia crescita professionale…”! Hai il dovere di ascoltarlo e riportare al Capo Supremo.

Ore 21:00 della sera: sei a casa (il Raccordo era libero!!!). Finalmente ti puoi concedere una meritata cenetta. Apri il frigo…è VUOTO! I negozi sono chiusi ormai da un’ora, ti rimane la rosticceria … chiude alle 21:30!

Ore 23:00 della sera: hai scambiato i commenti sulla giornata e condiviso il “pasto luculliano” con chi ti è vicino. E’ ora di leggere un buon libro e regalare almeno un’ora a te stessa.

Domani devi essere in aeroporto alle 7:30, ma quel che è più grave è che fra te e l’aeroporto ci sono almeno 50 Km di Raccordo Anulare!!!

Tutto questo, che ho tentato di descrivere con una buona dose di ironia, è solo il substrato della mia vita che, come quella di tutti, è fatta di preziose gioie ma anche di inevitabili dolori. Ma questi ultimi sono irrilevanti tanto…TU VIVI A ROMA!!!

Un caro saluto a tutti i miei amici “Conterronei”!

P.S. E’ ovvio che quando “gli incauti” esclamano quanto sopra, solitamente si esprimono in dialetto. Per questo chiedo aiuto all’amico di Rubrica Benedetto Leo: “Scusi Professore, come si scrive correttamente nel nostro dialetto l’espressione “Beata te che vivi a Roma”? La ringrazio e la seguo con piacere. Marialuisa.
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