L'aspetto biologico della malattia

Il significato della malattia sprofonda nel grande mistero dell’origine divina dell’uomo.

Giuseppe Tandoi Il segreto dei Custodi
Corato - venerdì 02 marzo 2007
L'aspetto biologico della malattia
L'aspetto biologico della malattia © n.c.
Il significato della malattia sprofonda nel grande mistero dell’origine divina dell’uomo.

Prima però di inoltrarmi nell’aspetto spirituale della malattia, voglio iniziare da quello biologico, partendo da quelle ricerche scientifiche in grado di aprire uno spiraglio sul mondo invisibile dell’anima.

Gli studi principali che hanno sconvolto il mio concetto di malattia sono quelli compiuti dal medico tedesco R. G. Hamer.

Per quasi venti anni, il dott. Hamer è stato primario del reparto di ginecologia della clinica oncologica universitaria di Monaco, occupandosi di diversi casi di tumore.

Nel 1976 il dott. Hamer, con la moglie ed i suoi quattro figli, volle ritirarsi in Italia. Il 18 agosto 1978, il principe Vittorio Emanuele di Savoia, sparò nel pressi dell'isola Cavallo al figlio del dott. Hamer, Dirk, che stava dormendo in barca.

Per più di tre mesi Dirk lottò tra la vita e la morte e alla fine morì. Questa perdita inaspettata cambiò la vita del dott. Hamer e della sua famiglia.

Poco dopo la morte di suo figlio, infatti, il dottore si ammalò di cancro ai testicoli e gli venne il dubbio che la sua malattia potesse essere in rapporto allo choc della morte di suo figlio e quindi che il suo tumore al testicolo non fosse scaturito da una "cellula impazzita", ma dovesse essere in relazione al cervello. Chiese, allora, ai suoi pazienti se anch'essi avessero vissuto un avvenimento terribile e scoprì che tutti, in effetti, avevano subito un evento traumatico prima di ammalarsi.

Dopo diversi studi il dott. Hamer capì che le malattie sono in realtà dei programmi biologici di sopravvivenza inscritti nel cervello per la continuazione della specie umana.

Egli afferma che l’essere umano è costituito da una triade indissociabile: mente-cervello-corpo. Il cervello, influenzato dalla mente, gestisce tutte le funzioni del corpo.

Ogni volta che l’essere umano si trova in situazioni di pericolo, il cervello attiva un programma di sopravvivenza nel corpo. Il cervello, però, a differenza della mente, non distingue se i pericoli sono reali o semplicemente figurati, comunque interviene con una malattia. Il compito biologico della malattia è quindi quello di permettere la sopravvivenza in caso di minacce esterne. Adesso vediamo come, attraverso un esempio.

Se un amico inaspettatamente ci tradisce, ci può capitare di vivere questo trauma come una situazione simbolicamente difficile da “digerire”. Questo accade nella nostra mente. Il cervello, invece, recepisce la situazione come se fosse reale, come se avessimo inghiottito un “boccone troppo grosso” e non riuscissimo a digerirlo nello stomaco.

Il cervello sa che se un boccone non viene digerito nei tempi normali, c’è il rischio che l’intero corpo muoia. Ecco che, allarmato dal presunto pericolo, esaspera la funzione digerente dello stomaco generando una gastrite, oppure se il “boccone” è più resistente, attiva un tumore, cioè cellule in più dello stomaco che incrementano l’attività digestiva dell’organo.

Secondo il dott. Hamer ogni programma di sopravvivenza viene disattivato dal cervello solo nel momento in cui il problema è superato, quindi la malattia passa in fase di guarigione.

Nel nostro caso il “boccone indigesto” non esiste nella realtà fisica, ma la gastrite o il tumore dello stomaco si fermeranno soltanto quando il boccone sarà digerito. Come bloccare il programma di sopravvivenza?

Ecco che qui è necessario il lavoro di consapevolezza del malato. Egli deve riconoscere il vero “boccone indigesto” che ha causato la malattia, in questo caso la rabbia per il tradimento subito dall’amico, e deve quindi digerirlo nella mente e nel cuore.

L’Amore e il Perdono sono il succo digestivo più efficace per liberarci della rabbia.

Una volta superato il trauma, il cervello riceve il messaggio che il boccone è stato digerito, il corpo passa in fase di guarigione e l’attività dello stomaco si normalizza, le cellule tumorali vengono eliminate dal corpo stesso.

Il dott. Hamer afferma che nella maggioranza dei casi non è necessario intervenire con i farmaci, la chemioterapia o gli interventi chirurgici, basta lasciare al corpo il tempo di guarire secondo i suoi ritmi naturali. Anzi, molto di frequente, le cure tradizionali rallentano la guarigione, spesso provocando la morte.

I microbi che vengono considerati la causa delle malattie, sono, invece, dei collaboratori della natura per generare la malattia, in molti casi il loro compito è quello di eliminare le cellule tumorali. E’ sempre il cervello che determina l’attività delle nostre difese, il sistema immunitario. Solo lui può bloccare le difese e permettere ai microbi di proliferare e generare così la malattia. Nel corpo, tra l’altro, abbiamo più microbi che cellule!

Questo è un piccolo accenno degli studi del dott. Hamer, che purtroppo in questa sede non mi è possibile approfondire. Egli, infatti, analizza i significati di tutte le malattie, i conflitti che le hanno provocate e il decorso di ciascuna.

Affronta inoltre l’effetto e i pericoli delle terapie convenzionali. Su internet sono disponibili altre informazioni e i libri del dott. Hamer. Puoi consultare il sito www.nuovamedicina.com .

Il dott. Hamer purtroppo non è molto conosciuto, in quanto le sue scoperte sono fortemente osteggiate dagli interessi delle lobby farmaceutiche e del sistema sanitario mondiale. E’ stato cacciato dagli ospedali e dalle università e persino radiato dall’albo dei medici. Continua ancora a subire una dura campagna diffamatoria ed è stato più volte ingiustamente incarcerato.

Ma, tralasciando la situazione di Hamer, mi auguro di aver in parte chiarito il meccanismo biologico che lega un conflitto interiore alla malattia fisica. Capire questo meccanismo è fondamentale per vedere la malattia in un’ottica completamente diversa. Da questo punto è possibile proseguire verso i piani più sottili dell’essere. Ne parleremo nel prossimo articolo. Grazie.