Il primo segreto

Come è difficile iniziare! E’ la terza volta che ricomincio a scrivere questo primo articolo.

Giuseppe Tandoi Il segreto dei Custodi
Corato - venerdì 02 febbraio 2007
Il primo segreto
Il primo segreto © n.c.
Come è difficile iniziare! E’ la terza volta che ricomincio a scrivere questo primo articolo.

Il folle desiderio di raccontarti ogni scoperta, mi ha fatto comporre finora pagine infarcite di concetti, richiami e immagini. Al solo rileggerli, io stesso ho avuto le vertigini.

Ora, con calma, riprovo. Se affretto troppo il passo, fermami per favore, non voglio camminare da solo, voglio averti al mio fianco.

Cominciamo dal cortometraggio che ho realizzato, dalla storia che ho raccontato. Te la racconto per iscritto, nel caso tu non avessi visto il corto. Il giovane Abram, il protagonista del film, è convinto che la Custode, una guaritrice che abita nella foresta, sia un’imbrogliona e vuole dimostrarlo tessendole un tranello.Questa è la giusta vendetta che spetta a chi non ha guarito sua madre, morta ammalata.

Con la complicità del suo amico Petricciolo, Abram si finge malato e giunge al cospetto della Custode, nel tempio dove la donna cura i malati.

Abram mentendo, afferma di essere malato, afferma che la sua fronte scotta per la febbre. La Custode toccandogli la fronte constata che Abram è davvero malato e gli rivela che degli spiriti maligni tormentano la sua anima.Per Abram queste sono solo parole prive di senso, esagerazioni che gli danno un’ulteriore prova di trovarsi di fronte ad una imbrogliona.Però non è ancora arrivata l’ora di smascherarla e deve continuare la farsa seguendo le indicazioni che gli dà la custode.

Così rimasto solo in piena notte si spalma una presunta pozione magica, che sa tanto di sangue di pecora.Per completare il rito canta anche il richiamo magico, una lunga E che pronuncia rendendolo simile ad uno stridente belato.

Tuttavia, nonostante lo scetticismo di Abram, la pozione e il richiamo funzionano e giungono gli spiriti della notte.Sono lupi affamati, attirati dal belato e dall’odore del sangue.
Abram fugge spaventato nella foresta. Per salvarsi si tuffa in un lago e qui passa la notte.

Prima di addormentarsi ha un flash back della sua infanzia, legato proprio a quel lago. Ricorda che da piccolo aveva trovato la madre galleggiare in acqua e, pensando che fosse morta, aveva cercato di rianimarla.In realtà non stava affogando ma era solo uno scherzo e, ridendo del figlio spaventato, lo aveva rimproverato perché non bisognava temere la morte, ma la vita, vera condanna dell’uomo.

L’indomani Abram si risveglia febbricitante.Torna al tempio, ma ora è veramente ammalato. Petricciolo, giunto insieme alla custode, si stupisce della febbre dell’amico, mentre la Custode afferma che la cura ha funzionato.Rivela così il proprio inganno ed invita Abram a dire la verità. Abram confessa: il suo vero male non è la febbre, il suo vero male è la rabbia che nutre per la Custode, colpevole di non aver salvato sua madre.

E’ in questo momento che la Custode rivela il primo segreto. Riguarda la malattia.

Quello che ho scoperto e di cui ti parlerò più approfonditamente nel prossimo articolo è che la malattia non è causata da un agente esterno che ci aggredisce per eliminarci. I germi patogeni, considerati i responsabili della malattia, in realtà non lo sono. Il loro compito è, piuttosto, quello di manifestare nel fisico la malattia.

La malattia, in realtà, siamo noi stessi a generarla.

La malattia è solo il sintomo di un disagio interno che stiamo vivendo, di un conflitto che non riusciamo a risolvere. E la malattia guarisce veramente quando questo conflitto è risolto. I farmaci possono eliminare temporaneamente i sintomi nel fisico, ma se il disagio dell’anima è ancora vivo, la malattia si ripresenta o cambia semplicemente forma.

E’ questo che la Custode cerca di spiegare ad Abram. Lei non ha potuto guarire la madre perché il suo conflitto interiore non era superato. Questa verità è la madre stessa a rivelarla al figlio, nella visione finale del film. Accade infatti che Abram domanda perdono alla Custode e lei decide di curarlo dalla febbre.

Gli intona un canto di guarigione e in quel momento Abram ha una visione. Rivede la madre sul letto di morte. Magicamente la donne torna alla vita e gli parla. Gli confessa di aver perso la gioia di vivere. La sua anima desiderava morire, desiderava fuggire dai dolori della vita, e la malattia l’ha aiutata.

La malattia, infatti, non è una punizione. Questo è il secondo segreto. La malattia è in realtà una forma di guarigione.

So che queste parole ti sconvolgeranno, è esattamente l’opposto di quello che hai sempre creduto. E’ l’opposto di quello che la medicina afferma…

Ma ora è tempo di fermarmi. I motivi di questa mia asserzione li troverai nel prossimo articolo.

Grazie della tua paziente attenzione.