«Fermare la febbre del pianeta»

Aldo Fusaro Raggio verde
Corato - venerdì 19 giugno 2009
«Fermare la febbre del pianeta»
«Fermare la febbre del pianeta» © n.c.

Durante questi mesi, abbiamo affrontato una serie di argomenti rifiuti, mobilità, inquinamento atmosferico, energia.

Tutti aspetti legati dal più generale tema dei cambiamenti climatici che sempre di più è stato messo al centro del dibattito pubblico ed internazionale tanto da diventare oggetto anche di discussione al prossimo G8 dell’Aquila. In questo contesto si è cercato di porre l’accento su particolari emergenze che riguardano il nostro territorio e la nostra città soprattutto per mettere in evidenza l’interdipendenza tra le questioni globali e quelle locali e di come a livello locale si stiano combattendo i grandi processi globali.

Un esempio è stato quando abbiamo parlato di energia e della scelta del nostro Governo di ritornare al nucleare. Bene, in quell’occasione evidenziammo come se da un lato le scelte energetiche Nazionali si stanno orientando su fonti fossili inquinanti, i territori dal basso stanno compiendo scelte diverse puntando tutto sulle rinnovabili ed in primis su fotovoltaico ed eolico.

Del resto, sia la Puglia che sempre di più scala le vette delle classifiche tra le regioni che producono più energia da fonti rinnovabili, vedi il primato per quanto riguarda la produzione da eolico che ha raggiunto negli scorsi mesi la quota record di 946 MW di potenza installata, sia il nostro Comune che secondo il rapporto Legambiente - GSE Comuni Rinnovabili si è piazzato al 4 posto nella classifica dei Comuni per la diffusione di fotovoltaico in base al numero di abitanti, raggiungendo la cifra di 3560 KW, si stanno dimostrando all’avanguardia in questo settore. La nostra esperienza costituisce quindi, un segno tangibile di come le scelte dei singoli stiano innanzitutto ponendo un argine ai cambiamenti climatici riducendo il fabbisogno di energia prodotta da fonti tradizionali ed in seconda battuta stiano contrastando scelte nazionali regressive, inutili e contrarie alla tendenza dei più importanti paesi europei.

Altro tema affrontato è stato quello dei rifiuti. Anche in questo caso, se la ricetta nazionale punta sostanzialmente su impianti di incenerimento, vedi la vicenda campana, i territori stanno dando risposte differenti. In primis la politica regionale che anziché puntare sull’incenerimento dei rifiuti sta concentrando tutti i sui sforzi per creare davvero un ciclo virtuoso a partire dalla riduzione per arrivare sino al recupero energetico passando dall’aumento della raccolta differenziata. In questo caso il nostro comune, rispetto a quanto accade per le rinnovabili, ha assunto un atteggiamento più timido puntando sulla sperimentazione del porta a porta solo nel centro antico e lasciando invariato il servizio di raccolta nella altre zone della città, raggiungendo risultati nella raccolta differenziata positivi ma ancora troppo lontani da qualsiasi obiettivo fissato dalla legge.

È anche vero che di questa situazione è responsabile anche l’immobilismo dell’ATO BA1 che non ha fatto nulla di quello che le compete come compiti assegnati dalla legge, lasciando in definitiva alla buona volontà dei sindaci l’avvio di politiche virtuose. Ancora una volta quindi l’invito è quello a praticare sempre la raccolta differenziata e chiedere sempre di più sistemi più efficaci di raccolta anche nell’ottica della riduzione delle tasse soprattutto in funzione del passaggio da tassa a tariffa. Del resto non dobbiamo mai dimenticare che differenziare i rifiuti significa ridurre considerevolmente la produzione di CO2 il che in prospettiva di lotta ai cambiamenti climatici non è un aspetto che va tenuto in secondo piano.

Altra questione, affrontata più a livello locale che generale, è stata quella della mobilità e dell’inquinamento atmosferico. Con Mal’aria, quest’anno organizzata in collaborazione con l’ASCI della Parrocchia di S. Francesco, abbiamo acceso i riflettori su di una delle principali arterie cittadine asserragliate dal traffico: Via Andria. Quest’ultima è segno tangibile di come sia importante per la qualità della vita nel nostro comune cominciare ad occuparsi concretamente di mobilità, e di traffico. Anche qui si scontano il ritardo di politiche nazionali che poco fanno per incentivare sistemi di mobilità alternativi ed ecologici lascando tutto alla responsabilità degli Enti Locali, che molto spesso sono incapaci di avviare politiche virtuose ed importanti. A tal proposito, si devono sottolineare alcune eccezioni la più importante delle quali è certamente l’esperienza di Bari e dei Park & Ride che hanno cambiato completamente il volto della città capoluogo.

Infatti, sono oltre circa 5.000 i veicoli che non entrano più in centro città ma si fermano nei tre Park & Ride periferici risolvendo così uno degli atavici problemi della città: la doppia e tripla fila in centro, con importanti benefici in termini di qualità dell’aria e di emissioni di CO2. Ora, l’efficacia di tale sistema è reso possibile anche grazie all’avvio della tariffazione concentrica per la sosta a pagamento con l’introduzione di un sistema per cui più ci si avvina al centro più si paga.

Noi a Corato non abbiamo gli stessi problemi di Bari, ma certamente ci sono zone della città (penso a Via Andria appunto, ma anche a via Ruvo) invase dal traffico, ed a cui occorre dare delle risposte nel più breve tempo possibile. Le strategia potrebbero essere tante, ma quella che più mi convince è quella di puntare sull’aumento delle zone interdette al traffico, sviluppo delle piste ciclabili ed in aggiunta la realizzazione di parcheggi di scambio in aree più periferiche a cui si dovrebbe aggiungere un servizio navetta che porti in centro le persone.

Al di la delle singole problematiche è evidente che parlare di rifiuti, energia e mobilità significa parlare di clima e che tutte queste questioni hanno il loro filo conduttore proprio nell’ottica della lotta ai cambiamenti climatici.

Per quest’anno ci fermiamo qui, ma la priorità resta sempre la stessa: fermare la febbre del pianeta.

Grazie a tutti i lettori.

Altri articoli
Gli articoli più letti