La raccolta "porta a porta"

Aldo Fusaro Raggio verde
Corato - venerdì 27 febbraio 2009
La raccolta "porta a porta"
La raccolta "porta a porta" © n.c.

Da poche settimane a Corato si sta sperimentando nel Centro Antico una modalità nuova per la raccolta dei rifiuti urbani.

In estrema sintesi, il sistema di raccolta attivato consiste nella raccolta dei rifiuti “porta a porta”, attraverso l’utilizzo di punti di raccolta: sono stati individuati oltre 30 punti dove poter conferire i rifiuti solo nella fascia oraria e per le tipologie stabilite.

Premesso che non sono stati ancora forniti dati ufficiali sull’andamento del nuovo servizio e sui risultati ottenuti, è tuttavia possibile fare alcune brevi riflessioni.
Innanzitutto, sull’obiettivo che questo servizio in via di sperimentazione si pone, si deve tener presente delle previsioni normative indicanti le percentuali di raccolta differenziata da raggiungere dai comuni e che parlano per il 2009 del 50% di percentuale, indicata tanto nella normativa nazionale (Vedi L.296/2006), tanto in quella regionale (Vedi Piano Regionale Rifiuti approvato Decreto Commissariale n.187/05).

Dai dati forniti dal Comune di Corato alla Regione Puglia risulta che la percentuale raggiunta a dicembre del 2008 è stata del 17,5%, per cui, alla luce dell’obiettivo normativo indicato, c’è da chiedersi se sia sufficiente la soluzione della raccolta porta a porta in corso.

A mio parere no. Per una ragione molto semplice, e cioè che, gli ottimi risultati rilevati si riferiscono ad un popolazione limitata, producono scarsa incidenza sulla percentuale complessiva dell’intero Comune e, pertanto, difficilmente si riuscirà a raggiungere l’obiettivo indicato dalla legge.

Del resto, il raggiungimento dell’obiettivo fissato dal Piano Regionale è fondamentale sul piano dell’aumento della tassa sui rifiuti. Infatti, con la L.r. 25/07 la Regione Puglia ha rimodulato il pagamento dell’ecotassa regionale sullo smaltimento dei rifiuti urbani in discarica, prevedendo un sistema di premialità per i comuni, i quali pagheranno più o meno a seconda di quanto riescono ad avvicinarsi e/o a raggiungere l’obiettivo di Piano.

La legge prevede una serie di scaglioni a seconda della percentuale di RD raggiunta, a cui corrisponde una quota di contribuzione aggiuntiva da versare per lo smaltimento in discarica e che varia da un minimo di 2,50 euro ad un massimo di 15,00 euro per ogni tonnellata di rifiuti.

Facendo due conti, per il nostro comune, stando ai dati percentuali del 2008, avremmo dovuto pagare 11 euro in più a tonnellata conferita in discarica, avendo raggiunto e superato il 50% dell’obiettivo di Piano che per il 2008 era del 32%. Per quest’anno, essendo più alta la percentuale da raggiungere, occorrerà fare uno sforzo importante per non cadere nell’ultima fascia di pagamento e quindi pagare il massimo e cioè 15 euro.

Inoltre, tale obiettivo dovrà essere raggiunto non entro dicembre 2009 ma bensì entro il 30 settembre 2009, così come prevede la legge regionale che definisce la quota di ecotassa aggiuntiva sulla base della percentuale fatta registrare nell’arco di tempo tra il 1 ottobre ed il 31 settembre dell’anno successivo.

In pratica, abbiamo solo 7-8 mesi per provare ad ottenere almeno il 50% dell’obiettivo, ovvero raggiungere almeno la percentuale del 25% facendo registrare un incremento di ben 8 punti percentuali di RD. Un punto al mese.

Stando così le cose, mi sembra oggettivamente difficile che la sperimentazione avviata ci consentirà di raggiungere l’obiettivo di legge o quanto meno di avvicinarci il più possibile.

A questo punto, sarebbe stato più opportuno destinare risorse per un intervento più generalizzato o in un quartiere magari più popoloso i cui risultati avrebbero certamente inciso di più sulla percentuale complessiva di RD.

La sperimentazione ha tuttavia alcuni meriti. Il primo è certamente quello di avviare finalmente anche nel nostro comune una modalità nuova di raccolta e che, al di là delle percentuali che si raggiungeranno, metterà in evidenza l’inefficacia dell’attuale sistema di raccolta differenziata stradale di prossimità che, come detto prima, ci pone a percentuali (seppur non bassissime) comunque lontane dagli obiettivi indicati. Pertanto, quanto meno sarà utile per rendersi conto dell’assoluta necessità di cambiare il sistema di raccolta differenziata nell’intera città.

Altro elemento positivo, anche se oggettivamente secondario, è quello del miglior decoro del Centro Antico per la mancanza di cassonetti, rendendolo più bello ed accogliente. Bisogna notare però che, molto probabilmente, per ottenere appieno questo risultato, sarebbe stato meglio attivare un sistema di raccolta porta a porta direttamente presso le utenze e non con i punti di raccolta, come invece si è fatto, perché è fuori di dubbio che in alcuni casi, questi, si possano trasformare in micro discariche che nulla hanno in comune né con la raccolta differenziata e né con il decoro urbano (purtroppo è già successo).

Di negativo, la sperimentazione ha il neo di non consentire al nostro comune di raggiungere gli obiettivi di legge, per cui si auspica che non si tradurrà in un aumento dell’ecotassa con possibili ripercussioni sui cittadini. Su questo punto, bisogna precisare che il nuovo sistema per il calcolo dell’ecotassa, secondo quanto previsto dalla L.r. 25/07, sarebbe dovuto entrare in vigore a partire da gennaio 2009 ma che l’azione congiunta dalle ATO e dall’ANCI ha fatto posticipare al 1 luglio del 2009 l’entrata in vigore della legge. Se ci saranno, è da quella data che si cominceranno a constatare i primi aumenti.

Bisogna riconoscere, comunque, che molti dei ritardi e delle inefficienze del servizio sono da attribuire all’ATO BA 1 che, da quando è stata costituita, non ha praticamente fatto nulla, né dal punto di vista della pianificazione, né tanto meno da quello dell’investimento delle risorse finanziare da destinare all’incremento delle raccolte differenziate che sono state erogate dalla Regione Puglia.

L’ATO, infatti, a seguito della fine dello stato emergenziale per i rifiuti in Puglia ed il conseguente rientro nella gestione ordinaria, è tornata al suo stato di inerzia che ci sta portando ad un futuro complicato.

Oggi, evitare tutto questo pare difficile, ma è opportuno sin da ora gettare le basi per un miglioramento della situazione.

Innanzitutto, l’ATO deve procedere immediatamente alla redazione del Piano d’Ambito e ad investire le risorse ottenute per l’incremento della RD; quindi la nostra Amministrazione potrebbe adottare subito, o comunque in tempi ragionevoli, altre soluzioni, come avviare subito la raccolta porta porta anche in quartieri residenziali molto più popolosi, in modo da avere un effetto positivo sull’incremento complessivo della percentuale di RD ed impedire l’incremento dell’ecotassa.

Un’ulteriore soluzione potrebbe essere quella di organizzare per l’intera città il porta a porta dell’umido, lasciando la raccolta della frazione secca al sistema esistente, in modo da raggiungere anche in questo caso, percentuali di miglioramento significative. Tutto questo ha dei costi certamente maggiori e richiede a tutti noi cittadini un impegno maggiore nel differenziare i rifiuti, ma sinceramente credo che sia arrivato il momento per tutti di assumersi le proprie responsabilità e sviluppare il proprio impegno civile.