«Una scomoda verità»

Aldo Fusaro Raggio verde
Corato - venerdì 05 dicembre 2008
«Una scomoda verità»
«Una scomoda verità» © n.c.
«...una libertà che diventerà realtà nella misura in cui al primo posto non ci sarà l'accaparramento delle risorse (diamanti, ferro, caucciù, petrolio ecc.) ma i volti dei suoi abitanti, i volti dei bambini e bambine che hanno ricevuto nomi pieni di coraggio e di speranza...».

Con queste parole p. Mauro Armanino ci racconta nel suo libro «Cinque nomi per dire Liberia», presentato a Corato presso la Charitas giovedì 27 Novembre 2008, la Liberia uno dei tanti Paesi Africani, ricchissimi di risorse naturali, ma resi poveri da un occidente egoista e ceco, dominato da logiche di guerra e che considera l'intero continente Africano solo come terra di conquista e di sfruttamento. Partendo quindi dalle suggestioni offerte da p. Mauro faccio una breve riflessione su quella che deve essere considerata l’altra faccia dei cambiamenti climatici: la povertà dei territori cosiddetti del terzo mondo.

Questa, come direbbe il premio Nobel Al Gore, è una scomoda verità che ci confina tutti nell'angolo di una domanda molto semplice: fino a quando la terra potrà reggere gli attuali livelli di sfruttamento delle risorse?

Questa in fondo è la domanda radicale a cui oggi noi dobbiamo dare una risposta. Del resto gli stessi cambiamenti climatici, non sono altro che l'effetto delle politiche scellerate dell'occidente o meglio dei paesi industrializzati che per decenni hanno immaginato di poter continuare a d aumentare i loro livelli di benessere senza tener conto alcuno non solo dell'Ambiente ma anche delle povertà che stavano costruendo nelle zone marginali del mondo.

Peraltro, la nostra economia si regge su di un indicatore principale che è la crescita del PIL cioè il Prodotto Interno Lordo il che significa che la crescita della produzione dei consumi è stato il valore trainante degli ultimi secoli senza tener conto che la crescita nasconde dietro o forse anche dentro di se l'impoverimento di tutte le aree che da quella crescita non sono coinvolte.

Questa realtà, che non può ormai essere messa in discussione tanto è evidente, risulta maggiormente aggravata dall'emergenza clima le cui causa vanno tutte ricercate nel modello di sviluppo e nello stile di vita occidentale. Da questa conclusione infatti, è partita tutta l'elaborazione culturale e scientifica che ha portato alla sottoscrizione del protocollo di Kyoto, ma soprattutto è il pilastro del rapporto uscito lo scorso anno dell'IPCC che ha stabilito in maniera inequivocabile la relazione tra attività umane e cambiamenti climatici.

É evidente quindi che sono ormai note tanto le cause che gli effetti dovuti ai cambiamenti climatici di cui la povertà può essere considerato un tragico e terribile effetto collaterale al quale noi oggi dobbiamo una risposta.

I 135 mln di poveri che stanno scappando non solo dalla guerra, di cui sarebbe necessario un approfondimento a parte, ma soprattutto dalla desertificazione, dalla fame e dalla povertà causate dall'aumento della temperatura e dai cambiamenti climatici, ci chiedono interventi immediati e non più rinviabili a chissà quando; ci parlano di un mondo ormai spaccato in due dove da un lato lo sfruttamento sta affamando intere popolazioni e dall'altro la continua necessità di migliorare le condizioni di vita sta mettendo in serio rischio la vita dell'intero pianeta.

Le risposta alle questioni ambientali, ed ovviamente i cambiamenti climatici che ne costituiscono oggi la parte più importante, davvero possono rappresentare la risoluzione adeguata alle emergenze che oggi interessano l'intero pianeta. così per quanto riguarda la questione energetica, è così per le vicende legate all'alimentazione, a quanto concerne le immissioni inquinati......

Oggi risolvere la questione ambientale e climatica significa invertire drasticamente la rotta. É necessario consumare meno energia, sviluppare le energie alternative, ridurre la produzione dei rifiuti e favori il loro corretto smaltimento, ridurre le immissioni in atmosfera inquinati, migliorare la qualità della nostra alimentazione, in sintesi occorre una vera è propria rivoluzione verde che come ribadito da Rifkin può davvero rappresentare un volano formidabile per l'occupazione e per la crescita dell'economia.

In questi giorni si sta svolgendo a Poznan in Polonia la conferenza dell'ONU sul clima ed è pertanto fondamentale che il nostro Governo non si tiri indietro e segua le indicazioni che vengono dalla UE e dagli altri Grandi Paesi Europei Francia e Germania. É necessario seguire la direzione della riduzione delle emissioni, lo sviluppo delle rinnovabili e l'efficienza energetica così come annunciato dal presidente americano eletto Barak Obama che ha annunciato la svolta degli Stati Uniti proprio in questa direzione. Sbagliato è il ricorso al nucleare che poco centra con la lotta ai cambiamenti climatici ma rappresenta un passo indietro inutile e costoso.

Il mondo è tutto attaccato recita uno slogan della nostra associazione cerchiamo quindi, di non dimenticare mai che la povertà in fondo è figlia della nostra ricchezza e che è sempre di più necessario impegnarci per cambiare le sorti di questo pianeta.
Altri articoli
Gli articoli più letti