Rifiuti ed Emergenza Clima

Il filo conduttore del Raggio Verde di quest'anno sarà l'emergenza clima.

Aldo Fusaro Raggio verde
Corato - venerdì 07 novembre 2008
Rifiuti ed Emergenza Clima
Rifiuti ed Emergenza Clima © n.c.
Il filo conduttore del Raggio Verde di quest'anno sarà l'emergenza clima.

Ormai, che il clima stia cambiando non è più un ritornello degli ambientalisti ma sta diventando sempre di più un'esperienza quotidiana di tutti noi. Del resto le temperature dell'ultima estate e quelle del mese di ottobre ci hanno dimostrato, al di là di ogni dubbio che i cambiamenti climatici sono un dato di fatto. Pertanto, di fronte a questa realtà la principale emergenza ambientale che dobbiamo affrontare è proprio quella climatica.

Quando si parla di emergenza clima in realtà si finisce di parlare di tutto perché ogni aspetto della nostra vita in qualche misura ha un suo impatto sul clima in termini di produzione di CO2. Così è per i nostri spostamenti, le nostre abitudini alimentari, per i nostri rifiuti, i consumi energetici, la produzione industriale etc... l'elenco sarebbe lungo. Questo implica che la questione climatica è una battaglia che va condotta senza frontiere ed a 360° senza tralasciare nessun aspetto perché tutto concorre all'aumento dell'effetto serra.

Cominciamo con l'analizzare uno di questi possibili fronti e cioè quello dei rifiuti. Analizziamo brevemente la situazione.

Lo scenario in Italia non è ancora soddisfacente la produzione dei rifiuti continua ad aumentare mentre la percentuale media di Raccolta Differenziata (RD) si ferma intorno al 24% con forti squilibri tra Nord e Sud. La normativa che su quest'ultimo aspetto si è succeduta nel tempo ha aumentato ogni volta gli obiettivi di RD da raggiungere.

Infatti, il D.lgs 22/1997 (Decreto Ronchi) fissava come obiettivo il 35 % di RD, il D.lgs. 152/05 ha invece previsto una trand di crescita dal 35% nel 2006, 45% nel 2008 e 65% nel 2012, l'ultima normativa in materia, intervenuta con la L.296/06 (L. Finanziaria 2007), ha fissato come obiettivi il 40% per il 2007, il 50% per il 2009 ed il 60% per il 2011. A questi obiettivi noi pugliesi dobbiamo aggiungere quelli della normativa Regionale fissati dal Decreto 187/05 che indicano quali obiettivi di RD da raggiungere le percentuali del 32% per il 2007, del 42% per il 2008 del 50% per il 2009 e del 55% per il 2010. La media Regionale nel 2007 si è fermata al 10,9 %, attualmente si attesta invece intorno al 12,3%.

Questi dati ci dimostrano chiaramente ed in maniera inequivocabile che da un lato esiste la forte tendenza della legislazione sia nazionale che regionale ad indicare obiettivi sempre più alti e dall’altro che la capacità di risposta dei territori alle disposizioni normative sono piuttosto insufficienti.

Ovviamente l’importanza della RD sta nel fatto che consente il recupero di molta materia prima avviata al riciclo il che ha un effetto importante proprio sul piano della riduzione della CO2. Infatti, la riduzione di emissioni climalteranti associate al riciclo, rispetto alle emissioni generabili in assenza di riciclo, è stimabile nell’intervallo tra 51 e 72 milioni di tonnellate di CO2.

Peraltro ogni incremento del 10% della quota di riciclo equivale al 15% dell’obiettivo di riduzione aggiuntivo dell’Italia (41 milioni di tonnellate), e quindi a 6,1 milioni di tonnellate, ed a circa un terzo dall’obbiettivo indicato dalle direttive europee. Ma andando a guardare più da vicino il riciclo dei singoli materiali, si scopre che per produrre un chilo di carta da cellulosa vergine occorrono 39 Joule di energia, mentre da carta riciclata ne sono sufficienti 17 Joule, Oppure, producendo una tonnellata di lattine di alluminio da materiale riciclato si risparmia fino al 96% di CO2.

Questi pochi esempi ci fanno capire quanto sia importante fare la raccolta differenziata non solo per ridurre i rifiuti in discarica ma anche, e direi soprattutto per ridurre le emissioni di CO2.

A questo punto non resta che dare uno sguardo alla situazione di Corato.

Corato nel 2007 ha raggiunto una percentuale del 16,5% che ci pone in una posizione sicuramente migliore rispetto a molti altri comuni, anche se siamo ancora molto lontani dagli obiettivi di legge nazionale e regionale. Al di la della percentuale che ora registra un incremento di oltre mezzo punto percentuale, è opportuno guardare agli aspetti positivi ed a quelli negativi del nostro sistema di raccolta. Di positivo ci sono almeno due cose: la prima è l’isola ecologiche che da sola costituisce una buona parte di quel 16,5% di RD; la seconda è dalla diffusione per tutto il centro abitato dei raccoglitori per la differenziata.

Accanto a questi due aspetti positivi c’è ne sono almeno due negativi: il primo è legato all’assenza di cassonetti nelle zone esterne di Corato che d’estate, ma non solo, diventano ricettacolo di rifiuti di ogni tipo, per cui sarebbe auspicabile la pianificazione della raccolta anche in tali zone più distanti dal centro urbano; l’altro aspetto negativo è dato dal volume dei cassonetti per la differenziata che in alcuni casi si rivelono forse piccoli con l’inevitabile spettacolo di cassonetti traboccanti o di rifiuti lasciati vicino per strada, in questo caso sarebbe opportuno fare uno studio per capire come e dove aumentare il volume dei cassonetti e migliorare così il servizio.

Tuttavia, bisogna riconoscere che ci troviamo in una situazione accettabile, è chiaro moltissimo c’è da fare, e moltissimo dipende da noi cittadini.

Del resto alla fine siamo noi quelli che devono fare la differenziata per cui solo un’assunzione di consapevolezza di tutti, Amministratori e cittadini potrà dare risultati efficaci.
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