Italia primo paese al mondo per il consumo di acque minerali

Oltre gli svantaggi economici per le famiglie, questa consuetudine implica l'incrementarsi dei rifiuti italiani.

Aldo Fusaro Raggio verde
Corato - venerdì 21 marzo 2008
Italia primo paese al mondo per il consumo di acque minerali
Italia primo paese al mondo per il consumo di acque minerali © n.c.
Lo sapevate che l'Italia è il primo paese al mondo per il consumo di acque minerali?

Questo dato che forse ai più può sembrare insignificante, in realtà costituisce un triste primato italiano che produce ogni anno ben 9.000.000.000 di bottiglie di plastica per non parlare della CO2 prodotta dai camion che la trasportano percorrendo in lungo ed in largo l’intera penisola.

Ma volendo chiederci il perché di questo eccessivo consumo di acqua in bottiglia, la risposta purtroppo è molto semplice.

In effetti è forte nella convinzione comune che l'acqua di rubinetto, cioè quella pubblica non sia buona, non sia sicura, non sia controllata, per cui il ricorso all'acquisto di acque minerali diventa indispensabile e “necessario”.

In realtà l’acqua pubblica che arriva ogni giorno nei nostri rubinetti è sottoposta annualmente a 271 campionamenti ogni 10.000 utenze servite e su di essi vengono misurati ben 3.883 parametri, per cui, dire che l’acqua pubblica non sia controllata non è assolutamente vero. Dunque l’eccessivo ricorso alle acque minerali non è assolutamente imputabile alla qualità dell’acqua pubblica.

In verità è evidente che in materia di acqua, ma il ragionamento potrebbe essere esteso a tutti i consumi in generale, ci troviamo di fronte ad un bisogno indotto dalla pubblicità. Infatti, le aziende produttrici di acque in bottiglia spendono annualmente ben 379 milioni di euro in pubblicità proprio per farci credere che la loro acqua sia migliore di quella erogata pubblicamente.

Inoltre è da considerare la differenza di prezzo che esiste tra l’acqua in bottiglia e quella pubblica.

L’acqua pubblica costa in media 2000 volte meno rispetto a quella in bottiglia.
Ora, senza voler fare allarmismo o criminalizzare l’acqua in bottiglia, emerge molto chiaramente che ridurre il consumo di acqua in bottiglia determina vantaggio economici ed ambientali di grande importanza.

I vantaggi economici gli abbiamo visti e non richiedono commento. I vantaggi ambientali riguardano innanzitutto la riduzione della produzione dei rifiuti.

In effetti, la questione legata all’utilizzo dell’acqua di rubinetto, nasce proprio da questa necessità e cioè di intervenire nella riduzione a monte dei rifiuti, attuando così la prima della 4R previste dalla normativa europea in materia di gestione e smaltimento dei rifiuti. Tale normativa prevede che i rifiuti vengano gestiti attraverso una serie di passaggi: al primo posta c’è appunto la Riduzione dei Rifiuti, quindi il riuso ed il riciclaggio, e infine il recupero energetico. Questa serie di passaggi costituisce il cosiddetto Ciclo Integrato dei Rifiuti.

Allora, se delle altre tre R del Ciclo Integrato dei Rifiuti si sente molto spesso parlare, e qualcosa si sta muovendo, la prima R resta del tutto inattuata o quanto meno sconosciuta ai più.

Per questo Legambiente ha condotto una serie di campagne proprio per far prendere consapevolezza a tutti noi dell’importanza della riduzione dei rifiuti attraverso semplici comportamenti quotidiani.

Infatti, qualche settimana fa abbiamo lanciato la campagna Disimballiamoci che aveva come obiettivo quello di sensibilizzare tutti i consumatori a scegliere i prodotti con meno imballaggi o quanto meno a dare consapevolezza di quanto spreco di materia c’è nel confezionamento dei prodotti. Ora è il momento di Imbrocchiamola, una compagna dedicata proprio all’acqua pubblica e alla necessità di ridurre il consumo di acqua in bottiglia per provare a fermare una produzione di bottiglie di plastica assolutamente insostenibili, inaccettabile e come ho provato a dire prima assolutamente ingiustificata.

Anche qui è una questione di stili di vita.

A Corato abbiamo la fortuna di avere moltissime fontane da cui molti di noi prendono gratuitamente l’acqua che consumiamo, ma i consumi di acqua in bottiglia sono ugualmente molto elevati altrimenti non si giustificherebbero le montagne di acqua che vengono vendute nei supermercati cittadini.

Provo a lanciare una provocazione.

Qui di seguito ci sono i dati della qualità dell’acqua per quanto riguarda Corato, che ci vengono messi a disposizione dal sito dell’ Acquedotto Pugliese provate a confrontarla con le etichette delle acque in bottiglia e poi ……magari ne riparliamo!

Media di pH Unità di pH 7,9
Media di Residuo fisso a 180°C mg/l calc 282
Media di Torbità NTU 0,2
Media di Temperatura °C 12,3
Media di Durezza totale G.F. 16
Media di Fluoruro mg/l F 0,2
Media di Cloruro mg/l Cl 14,5
Media di Nitrato (spettrofot. UV) mg/l NO3 3,4
Media di Batteri coliformi a 37°C (Membr.filtr.) UFC/100 ml 0
Media di Escherichia Coli UFC/100 ml 0

Colgo l’occasione per augurarvi buona Pasqua.
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