Dialogo VI

Si può dire che il 1994 sia l’anno della consacrazione ufficiale dell’Orchestra e Coro Civico di Corato.

Domenico Molinini Dialoghi musicali & dintorni
Corato - venerdì 20 aprile 2007
Dialogo VI
Dialogo VI © n.c.
Si può dire che il 1994 sia l’anno della consacrazione ufficiale dell’Orchestra e Coro Civico di Corato.

Grazie alla pubblicazione del CD Canto di Natale nel mondo (che diviene un oggetto di culto per i coratini sparsi in Italia e all’estero) il complesso è conosciuto e apprezzato oltre i confini pugliesi, mentre (fatto che accade ancora adesso), da ogni parte d’Italia, cori ed orchestre mi chiedono il materiale musicale per poterlo eseguire.

Nel corso dello stesso anno organizzo per Corato una serie di appuntamenti musicali tra i quali un concerto di arie e cori d’opera che dirigo nel Chiostro (stracolmo) del Palazzo di Città. Ricordo con piacere che nel cast dei solisti c’è il soprano Maria Pia Piscitelli, allora agli inizi della brillante carriera che dopo pochi mesi la vede sul palcoscenico della Scala e di altri grandi teatri in Italia e nel mondo.

L’anno si chiude con il concerto natalizio che, oltre che nella Chiesa Matrice di Corato, si tiene nella Cattedrale di Trani, in quella di Bari, nella Chiesa Matrice di Casamassima e nel Duomo di Cerignola. Il 1995 inizia con una conferma del successo di cui gode l’Orchestra e Coro Civico: l’Amministrazione Comunale di Molfetta mi invita a dirigere un concerto nella Cattedrale cittadina, per commemorare il suo Vescovo, l’indimenticabile don Tonino Bello, Presidente della Pax Cristi .

L’invito mi riempie di emozione e orgoglio: dirigere un concerto per don Tonino Bello e dirigerlo a Molfetta, città di grande spessore musicale (grazie all’impegno profuso per decenni dall’ottimo musicista e didatta, don Salvatore Pappagallo), legata a doppio filo con Riccardo Muti. Infine va detto che del Coro Civico fanno parte parecchi molfettesi, ben felici di esibirsi nella loro città.

È necessario, a questo punto, aprire una parentesi: mi riferiscono, infatti, come taluni “eminenti soloni” coratini, non vedano di buon occhio che del Coro e dell’Orchestra facciano parte anche artisti provenienti da altre città. Il fatto, per i “signori soloni coratini” sarebbe in palese contrasto con la denominazione dei complessi. Qualora tale assunto rispondesse a verità, non sarebbe che una riprova della diffusa ignoranza che, in Italia, domina in tema di musica e di questioni musicali (non a caso occupiamo il terzultimo posto nella graduatoria internazionale).

Inoltre, in tal caso, sposalizio perfetto, l’ignoranza coinciderebbe con una manifestazione di futile e anacronistico campanilismo. Non occorre, poi, tanto acume per comprendere come neppure l’Orchestra e Coro del Teatro dell’Opera di Roma possano essere composte da musicisti provenienti solo da Roma!

E, anche se non mi occupo di calcio, immagino che similmente accada per le squadre, siano esse di serie A oppure B oppure Zeta, e quindi neppure la squadra del Corato (correggetemi se sbaglio) penso sia formata da atleti coratini D.O.C.G..

Ma, si sa: Corato e i coratini sono una umanità strana, capaci di slanci straordinari ma anche di atti (la cronaca di questo stralcio del 2007 ne è testimone) che talvolta mi inducono a pensare ai Sepolcri Imbiancati o, se vogliamo essere più prosaici, a ciò che il detto pugliese recita giaccia sotto il nitore della neve … Non a caso, difatti, il 1995 è l’ultimo anno in cui l’Orchestra e Coro Civico di Corato si esibiscono in Corato. Ma torniamo ai primi mesi dell’anno.

Accetto l’invito dell’Amministrazione Comunale di Molfetta e decido di eseguire il Requiem di Mozart. Inizio a lavorare duramente con il coro, avvertendo subito che, prima dell’inizio della concertazione vera e propria, esaminerò la preparazione di ogni corista, ascoltandolo da solo ed escludendo chi non conosca perfettamente la parte.

Nel frattempo cerco i cantanti solisti e, quindi, formo il quartetto. Per il manifesto ed i programmi di sala del Requiem ho scelto come soggetto un’opera che prediligo per l’intenso e drammatico misticismo di cui è pervasa, la Deposizione dalla croce di Rogier van der Weyden, che l’intervento degli sponsor, Granoro, Emme Emme Mercedes e Battista Caffè, permette sia riprodotta artisticamente e in manifesti di grande formato.

Prima dell’esecuzione molfettese fisso tre altre esecuzioni: la prima nel Duomo di Cerignola l’11 aprile, la seconda nella Chiesa Matrice di Corato il 12 aprile. Segue una pausa di riflessione. Quindi, il 27 aprile c’è l’esecuzione nella Chiesa Matrice di Triggiano ed il 28, finalmente, quella nella Cattedrale di Molfetta.

La esecuzione molfettese conclude mirabilmente uno dei più bei capitoli del l’Orchestra e Coro Civico di Corato ed è un dei momenti che ricorderò fino alla conclusione della mia esistenza. Il caso vuole che nel pubblico che gremisce la Cattedrale di Molfetta un signore riprenda l’intero concerto e mi faccia dono della videocassetta.

L’audio è quello delle registrazioni video amatoriali e talvolta il video è difettoso, tuttavia, il documento è preziosissimo (il Sindaco di Molfetta lo invia anche al M° Muti): costituisce una prova tangibile dello spessore dell’Orchestra e Coro Civico di Corato e mette in luce l’entità dell’errore compiuto da quei politicanti, si badi, non politici, che negligentemente ed in pieno stato di cecità culturale ne hanno determinato sostanzialmente la fine.

(Nel prossimo numero vi proporremo il video cui si accenna nella fine di questo Dialogo)
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