Dialogo II

I corsi musicali cui ho accennato, rappresentano un aspetto interessante, che caratterizza la vita culturale di Corato agli inizi degli anni Ottanta.

Domenico Molinini Dialoghi musicali & dintorni
Corato - venerdì 01 dicembre 2006
Dialogo II
Dialogo II © n.c.

I corsi musicali cui ho accennato, rappresentano un aspetto interessante, che caratterizza la vita culturale di Corato agli inizi degli anni Ottanta.

Quei corsi, infatti, fanno da supporto all’attività concertistica che l’Associazione organizza puntualmente. Si ottiene, così, il duplice risultato di soddisfare la domanda di ascolto musicale che viene dall’utenza più matura, e offrire a chiunque l’opportunità di compiere un congruo approccio, in loco, con l’istruzione musicale (compiendo passi concreti per avvicinare i giovani alla musica).

I docenti dei corsi (i cui costi sono assolutamente popolari) sono miei colleghi, professori di conservatorio. A marcare la valenza a tutto tondo dell’Associazione, va detto che, già nel lontano 1980, tutte le collaborazioni musicali sono configurate come coordinate e continuative (non è poco, visto che, ancora oggi, è imperante la prassi dell’evasione fiscale, compiuta sistematicamente un po’ dovunque).

Il merito di tali scelte amministrative e contabili è del Consiglio di Amministrazione (di cui sono presidente) e del Collegio dei Revisori, organi composti da figure di alto profilo civile, professionale e deontologico, che ricordo tutte indistintamente con gratitudine, stima e affetto (alcune di Loro non ci sono più).

Le loro competenze professionali, così differenti dalle mie, e così opportune in quella contingenza, hanno contribuito anche ad arricchire il bagaglio delle mie conoscenze, rivelandosi utili in seguito, quando ho avuto incarichi amministrativi ministeriali, che ritengo di aver svolto correttamente anche grazie a quelle esperienze.

Degna di nota, fin dal 1980, è la collaborazione di prestigiose Aziende sponsorizzatrici, che con i loro marchi sono presenti sui manifesti dei concerti e nei libretti di sala, che costituiscono una documentazione oggetto di diffusione internazionale. Emblematica è la presenza (salvo pochissime eccezioni) della Granoro sulla quarta di copertina dei libretti di sala.

Nel frattempo, con la collaborazione di numerosi colleghi dei conservatori pugliesi e di quello di Matera (dove ho insegnato per cinque anni, a partire dal 1978) fondo un’orchestra. Ho subito occasione di presentarla sotto gli aspetti progettuali al Presidente del Comprensorio del Nord Barese: il Consigliere Regionale Giuseppe Colasanto (in seguito Governatore della Regione Puglia) figura di grande spessore, e anch’Egli scomparso.

Il Presidente Colasanto abbraccia con entusiasmo l’idea di dare il patrocinio e la denominazione all’orchestra, che diventa, quindi, l’Orchestra del Comprensorio Nord Barese (in ogni caso opero sempre in modo che l’epicentro di tutte queste vicende sia a Corato).

A partire dal 1982, l’Orchestra è presente nella programmazione dei Concerti della Domenica. Ricordo (con nostalgia) la sera del 30 dicembre 1983. Dirigo un concerto per l’UNICEF, con in programma, la Prima Sinfonia di Beethoven e la celeberrima “Incompiuta” di Schubert. È l’ultima volta sul palcoscenico del Teatro Comunale di Corato.

L’anno successivo, in occasione delle celebrazioni per il centenario della morte del pittore Giuseppe De Nittis, l’Orchestra è protagonista di una tournée nelle città del Comprensorio. Si esibisce a Canosa di Puglia, nel Teatro D'Ambra; a Corato, nell’Auditorium C. Battisti; a Spinazzola, nel Teatro Buccomino; a Trani, nella Cattedrale (è la prima volta che sono ospite in quella città, dove dirigo, prevalentemente nella Cattedrale, decine di concerti, fino al 1999); a Barletta, nel Teatro Curci; a Ruvo di Puglia, nel Teatro Vittoria; a Minervino Murge, nella Chiesa di S. Antonio; a Bisceglie, nella Chiesa di San Domenico; ad Andria, nel Teatro Astra.

Il programma che scelgo di eseguire è interamente dedicato a Mozart, con il concerto per Flauto e Orchestra in Sol maggiore K 313, quello per Clarinetto e Orchestra in La maggiore k 622, quello per Pianoforte e Orchestra in Do minore K 491. I solisti impegnati sono i flautisti Antonio Amenduni e Michele Bozzi, il clarinettista Vincenzo Conteduca (in quel momento 1° Clarinetto all’Orchestra della Scala di Milano), ed il pianista Filippo Balducci.

Il pubblico di Corato, nel 1985, frequenta numeroso i Concerti della Domenica, mentre l’Orchestra è ormai una realtà musicale conosciuta ben oltre i confini regionali (grazie anche alla comunicazione, ed alle estese relazioni interpersonali che ogni suo elemento intrattiene a livello artistico e professionale).

Tuttavia il 1985 segna anche la sospensione di ogni attività. Non (m’) interessa, in questa sede, compiere un’analisi al riguardo: risulterebbe un improduttivo (quanto doloroso) esercizio di dietrologia, né darebbe i frutti che può dare solo un pacato, sereno e democratico dialogo (potrà mai esserci?) a più voci.