Ma io... volevo solo vendere la pizza

Le braccia erano incrociate, anch’esse aspettavano! Lo sguardo si spostava ritmicamente da un un vecchio apparecchio telefonico di colore grigio ad un orologio che, invece, inesorabile , non aspettava nessuno.

Patrizia De Leonardis Il compagno di viaggio
Corato - venerdì 20 aprile 2007
Ma io... volevo solo vendere la pizza
Ma io... volevo solo vendere la pizza © n.c.
Le braccia erano incrociate, anch’esse aspettavano! Lo sguardo si spostava ritmicamente da un un vecchio apparecchio telefonico di colore grigio ad un orologio che, invece, inesorabile , non aspettava nessuno.

Che buffa la vita, tutto all’improvviso può essere diverso, tutto può cambiare da un momento all’altro e senza un preavviso, un segnale che possa, almeno in parte, presagire qualcosa.

Eppure nell’aria c’è sempre qualcosa....

Tutto era stato fatto per bene: un piccolo annuncio su un giornale specializzato, un numero di telefono cerchiato in rosso, rosso come il desiderio e la passione, un curriculum inviato e un orario stabilito in cui la telefonata sarebbe arrivata.

Sapeva di essere il migliore, sapeva che gli sarebbe bastata solo un’occasione per dimostrare quanto la sua capacità fosse innegabile, sapeva anche che, intorno a lui, molti avrebbero beneficiato della sua competenza e soprattutto, cosa non trascurabile, del suo buon umore e della sua innegabile capacità di vedere le cose in positivo. Amava la vita, le era grato e, per questo, le difficoltà non lo spaventavano, tutto faceva parte del gioco,un gioco che lui amava e a cui, nelle difficoltà, non si sottraeva.

“Il lavoro non arriva, non importa quella occasione mi sta aspettando è solo questione di tempo” questo era solito dirsi.

Sul tavolo su cui era poggiato c’erano molti libri su come inventarsi un lavoro . “Aveva studiato”, nella sua mente mille ipotesi erano pronte, aspettavano anche loro…

Sapeva anche che questa era un’occasione rara e una delle ultime che gli veniva offerta, poi avrebbe dovuto pensare ad altro.

Il telefono squillò e una voce educata e cordiale lo invitò per il giorno seguente a presentarsi presso il giornale, ora, sul serio , l’avventura sarebbe iniziata...

Alzò lo sguardo vide l’ora, chiuse gli occhi, per un attimo fu come se volesse fermare il tempo e godere appieno di quella sensazione quasi sconosciuta di felicità, poi quello stesso sguardo lo indirizzò verso la finestra, verso il suo angolo preferito e vide tanta gente in strada che camminava. Provò ad immaginare quali pensieri avessero quelle persone, da quali desideri fossero mossi i loro passi, provò anche ad immaginare quali colori colorassero le loro vite.

Guardò ancora l’ora, era quasi il tramonto di una felice giornata, una luce tenue e soffusa stava coprendo quella parte di mondo, quale momento migliore per condividere questa magia con la persona che si ama, si disse , e così prese le chiavi della macchina e corse da lei, dalla donna con cui condivideva la sua idea di vita, quel regalo era anche per lei...

Sul tavolo, accanto a un pacchetto di sigarette dimenticato, c’era un piccolo libro, la sua ultima spiaggia , una fascia rossa aveva pubblicizzato la quinta edizione: “Volevo solo vendere la pizza” di Luigi Furini Edizione Garzanti, forse adesso non sarebbe più servito...

P.DL.

Ho voluto raccontare una piccola storia per introdurmi nel mondo del lavoro e attraverso questa storia parlare di un piccolo libro che è giunto alla terza edizione. Mi sono posta un problema di natura morale se è giusto parlare di un libro che di fatto scoraggia abbondantemente il mettersi in proprio, ma poi mi sono detta che se ci sono delle difficoltà non è nascondendole o evitandole che le stesse possono sciogliersi.

Non è che i libri servono anche a questo? Se no, che compagni di viaggio sarebbero?

“Volevo solo vendere la pizza” di Luigi Furini Edizione Garzanti è il racconto tragicomico di un giornalista che ha voluto provare, sulla propria pelle, ad aprire una pizzeria d’asporto. Ha imparato che chi vuole intraprendere un tipo di attività simile, o un’attività che abbia a che fare con il cibo deve seguire una miriade di corsi, dal primo soccorso, alla prevenzione degli infortuni, all’antincendio, ha anche scoperto che c’è un numero preciso di trappole per topi che non deve mancare e anche un decalogo che insegna quante volte bisogna lavarsi le mani.

Nella prefazione Marco Travaglio parla di un libro politicamente scorrettissimo perchè “oltre ogni misura veritiero meglio di un trattato economico” , basti pensare che siamo, per la nostra burocrazia, all’82° posto, dopo il Kazakhistan la Serbia, la Giordania e la Colombia.

Ma non per questo bisogna scoraggiarsi anzi, come per il protagonista della storia, per ognuno di noi c’è sempre quell’occasione che ci sta aspettando (almeno si spera!).

Il lavoro è stato il protagonista questo mese nella rubrica Compagno di Viaggio e questi i libri più venduti proprio sul lavoro:

1) “Volevo solo vendere la pizza” di Luigi Furini edizioni Garzanti
2) “Cento lavori orrendi Storie infernali dal mondo del lavoro” a cura di Dan Kieran Edizioni Einaudi
3) ”Fabbrica” di Ascanio Celestini Edizioni Donzelli
4) “Una notte al Call center” di Chetan Bhagat Rizzoli Editore
5) “Fabbriche” di Antonio Galdo Edizioni Einaudi
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