I libri che hanno sempre qualcosa da dirci

Ogni giorno percorriamo le diverse strade della nostra vita, prendiamo mille decisioni, facciamo gesti a volte sempre uguali ma che sappiamo essere diversi, parliamo con persone conosciute e spesso accade che queste le vediamo come se fosse la prima volta

Patrizia De Leonardis Il compagno di viaggio
Corato - venerdì 23 febbraio 2007
I libri che hanno sempre qualcosa da dirci
I libri che hanno sempre qualcosa da dirci © n.c.

Ogni giorno percorriamo le diverse strade della nostra vita, prendiamo mille decisioni, facciamo gesti a volte sempre uguali ma che sappiamo essere diversi, parliamo con persone conosciute e spesso accade che queste le vediamo come se fosse la prima volta.

Il nostro modo di essere, quello che noi siamo in quel momento, ci porta a vedere quello di cui abbiamo bisogno ecco perchè possiamo “vedere” quella persona diversa da come la ricordavamo.

Allo stesso modo sfogliamo pagine di libri che ci sembrano note eppure molto spesso assumono per noi un significato diverso. A volte scorgiamo tra le parole un significato che non avevamo neanche pensato o sperato di trovare.

Libri che ci sembrano vecchi li mettiamo da parte, come fossero abiti smessi, scoprendo poi, dopo qualche anno, che hanno ancora tanto da dirci e da darci.

I classici della letteratura sono fari per ogni lettore, sono punti di riferimento che accompagnano le nostre giornate ed è cosa nota che, sono tante le persone che hanno nelle loro tasche o nelle loro borse piccoli libri da poter aprire aspettando un treno o stando in coda in uno studio medico. In questo modo l’attesa potrà essere meno snervante se nel frattempo leggeremo una poesia di Emily Dickinson, o il finale travolgente di una storia d’amore, o ancora scopriremo che l’assassino non è il maggiordomo.

Alcuni libri, quindi, riflettono il nostro modo di essere, di pensare, il nostro modo di vivere di quel momento, del momento sociale che attraversiamo, e ad ondate alcuni libri “tornano sul luogo del delitto”.

E’ il caso di tre libri che ultimamente i coratini hanno prediletto negli acquisti sempre lontano dalle classifiche di vendita che sono un’altra cosa.

Si tratta di “Donne che corrono con i lupi” di Clarissa Pinkola Estes edito da Frassinelli, “L’amico ritrovato” di Fred Uhlman e “Il piccolo principe” di Antoine de Saint Exupéry.

Il primo è sempre stato presente da quando la libreria ha cominciato la sua attività, anche perchè la libreria, molto frequentata dalle donne, al suo interno ha una parte dedicata a loro, anzi a noi. Infatti argomenti quali l’autostima femminile , l’essere madre, il rapporto con i figli, i diritti umani negati, la bellezza “cercata” del corpo, il rapporto con i genitori, l’essere figlia trovano spazio.

“Donne che corrono con i lupi” è un libro di quelli che ogni donna dovrebbe leggere e portare con “sè”. Insegna a vedere quella parte dell’essere donna che le stesse spesso dimenticano e che alcune purtroppo non conoscono.

Non sanno di averla, non sanno che doni può portare, non sanno come la propria vita può migliorare conoscendo quella piccola parte, che è la loro “parte selvaggia”, che ha una forza potente che non riconosciuta ti soffoca la vita. E’ quella parte di “sè” che ha l’intuito, la vigilanza nel non farsi accorpare in modelli che sono prestabiliti, è anche l’orgoglio del corpo e della mente a cui appartengono. Quella parte selvaggia è la poesia delle donne, è la loro scrittura, la loro creatività, il loro desiderio riconosciuto e perseguito, ma soprattutto il loro amore e quello di cui sono capaci. Se le donne sono felici anche chi è intorno a loro è felice.

“L’amico ritrovato” di Fred Uhlman, da sempre letto per se stessi e tante volte regalato, è uno di quei libri che ti mette un pensiero in testa: quello dell’amicizia.

Grazie ad esso capisci che l’odio, il rancore, la rabbia, guardando indietro nel tempo, non hanno più senso e in parte si acquisisce un senso di pace interiore ritrovando quello che si pensava d’aver perso. E’ il racconto dell’incontro e dello scontro del pensiero, dell’ideologia, è il racconto dell’amicizia tra due etnie, tra due ragazzi , è il racconto del sentimento dell’amicizia.

E infine l’intramontabile “Il piccolo principe” letto dai bambini e dagli adulti che esordisce così: “a tutti i grandi che sono stati bambini ma non se lo ricordano più”. E’ una fiaba sull’amicizia, sulla vita:

... “In quel momento apparve la volpe.
"Buon giorno", disse la volpe.
"Buon giorno", rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
"Sono qui", disse la voce, "sotto al melo…."
"Chi sei?" domandò il piccolo principe, " sei molto carino…"
"Sono la volpe", disse la volpe.
" Vieni a giocare con me", disse la volpe, "non sono addomesticata".
"Ah! scusa ", fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
" Che cosa vuol dire addomesticare?"
" Non sei di queste parti, tu", disse la volpe" che cosa cerchi?"
" Cerco gli uomini", disse il piccolo principe.
" Che cosa vuol dire addomesticare?"
" Gli uomini" disse la volpe" hanno dei fucili e cacciano. E' molto noioso!
Allevano anche delle galline. E' il loro solo interesse. Tu cerchi le galline?"
"No", disse il piccolo principe. " Cerco degli amici. Che cosa vuol dire addomesticare?"
" E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami…"
" Creare dei legami?"
" Certo", disse la volpe. " Tu, fino ad ora per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma.se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo."
" Comincio a capire", disse il piccolo principe.


Il vostro amico è il vostro bisogno saziato.
É il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza.
É la vostra mensa e il vostro focolare.
Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace.


(Kahlil Gibran)

Alla prossima....

Altri articoli
Gli articoli più letti