Multe incerte

Corato - venerdì 07 maggio 2010
Multe incerte
Multe incerte © n.c.

Gentilissimi amici della rubrica Avvocati online vorrei sottoporvi alla vostra attenzione un piccolo problema a me occorso. In Aprile mi è stato notificato un verbale di contestazione emesso da un Comando di Polizia Municipale di un comune limitrofo, nel quale mi si contesta la violazione dell’ art. 146/3 del Codice della Strada, commessa mediante la mia autovettura. Secondo il verbale, tale presunta infrazione sarebbe avvenuta in data 29.02.2o10 ad un’ intersezione sema-forizzata.

Nel verbale si legge che l’ infrazione è stata rilevata tramite apparecchiatura denominata Traffiphot III SR. Con il suddetto verbale mi viene irrogata una sanzione amministrativa pari ad € 143,00 ed una sanzione accessoria di decurtazione di 6 punti dalla patente di guida. Sono andato a ritirare copie fotografiche scattate dallo strumento rilevatore, ma da queste non emerge con chiarezza l’ infrazione addebitatemi. Come posso tutelare i miei diritti senza instaurare un giudizio ?
M.B.

Al quesito risponde il dottor Carlo Colonna, abilitato al giudizio possessore del titolo master di II livello in diritto del lavoro.

Il verbale notificato al signor M.B. potrebbe essere impugnato senza intraprendere alcuna azione giudiziaria .L’ art. 203 del Codice della Strada afferma che entro 60 giorni dalla notifica di un verbale di contestazione o dalla contestazione se questa avviene immediatamente alla rilevazione dell’ infrazione, è possibile proporre ricorso al Prefetto del luogo della commessa violazione, da presntarsi all’ ufficio o comando a cui appartiene l’ organo accertatore, ovvero da inviarsi agli stessi con semplice lettera raccomandata con ricevuta di ritorno.

Entrando nel merito della questione, che riguarda una presunta violazione dell’ obbligo di arresto della marcia del veicolo alla presenza di una segnalazione semaforica di colore rosso, è possibile che il verbale sia affetto da vizi che ne inficerebbero la validità, vediamo di esaminarne alcuni tra i più ricorrenti nella pratica comune.

Tra i possibili motivi di opposizione vi è la mancata informativa , mediante cartelli posti nelle vi-cinanze del semaforo, che indichino la presenza di telecamere agli utenti della strada, i quali “de-vono essere informati che stanno per accedere o che si trovano in una zona video-sorvegliata e dell’eventuale registrazione. Infatti il Garante per la protezione dei dati personali ha previsto, con un provvedimento a carattere generale del 29 aprile 2004, che gli scopi perseguiti dalla vide-osorveglianza devono essere determinati, espliciti e legittimi in ogni caso possono essere perse-guite solo finalità determinate e trasparenti, ossia direttamente conoscibili attraverso adeguata comunicazione e/o cartello di avvertimento al pubblico” .

Per tale, il Garante ha individuato, ai sensi dell’art. 13, comma 3, del D.Lgs. 30.6.2003, n.196 (di seguito Codice della Privacy) un modello semplificato di informativa “minima”, che deve avere un formato ed un posizionamento tale da essere visibile, inoltre la stessa deve fornire una serie di elementi, previsti dall’art. 13 del Codice della Privacy, anche con formule sintetiche, ma deve es-sere chiara e senza ambiguità.

Nel caso di specie, nella zona sottoposta a videosorveglianza con il rilevatore automatico Traffi-phot III SR, “o nelle immediate vicinanze della stessa..” occorrerà verificare la presenza di segna-letiche che avvisino gli utenti della strada di essere sottoposti a videosorveglianza. In mancanza di questi il verbale è affetto da un vizio di nullità L’art. 4 della legge 168/2002 ha stabilito l’obbligatorietà delle informazioni al conducente in merito alla presenza sulla strada che sta per-correndo, di apparecchi atti a rilevare automaticamente il superamento dei limiti di velocità o altri tipi di infrazione. La Circolare del 03.10.2002 del Ministero dell’Interno Dipartimento della Pub-blica Sicurezza, al punto 7 - in merito all’informazione all’utenza-, stabilisce che l’avviso dell’utilizzazione dei dispositivi può essere dato con qualsiasi strumento di comunicazione dispo-nibile e cioè anche attraverso pannelli a messaggio variabile, comunicati scritti o volantini conse-gnati all’utenza, annunci radiofonici o attraverso i media.

Altro motivo possibile di nullità del verbale è la mancanza del certificato di taratura dello stru-mento rilevatore. Prima di proporre ricorso occorrerà chiedere mediante un’ istanza all’ ente ac-certatore l’ esibizione del certificato di taratura. Qualora la Polizia Municipale rimanesse inot-temperante, o risultasse sprovvista del certificato summenzionato, la rilevazione risulterebbe in-valida poiché non conforme alle prescrizioni nel decreto ministeriale 4130/2004 L’ art. 3 del de-creto succitato afferma: . “ Le Amministrazioni che utilizzano documentatori fotografici di infra-zioni al semaforo rosso in maniera automatica sono tenuti a fare eseguire verifiche ed eventuali tarature dell’apparecchiatura, con cadenza almeno annuale, a supporto della corretta funzionalità dei dispositivi stessi.

La documentazione corrispondente dovrà essere tenuta agli atti per almeno cinque anni. Infatti secondo le norme Uni 30012, a cui l’ Italia aderisce, ogni strumento di rile-vazione delle infrazioni dovrebbe essere corredato del certificato di taratura, che deve contenere per i dati identificativi dell’ente che lo emette, i dati identificativi dello strumento rilevatore tara-to, i campioni di riferimento utilizzati per eseguire la taratura e loro riferibilità ai Campioni Na-zionali, il risultato della conferma metrologica, l’errore massimo ammesso per ogni misura, l’identificazione della persona che esegue la conferma metrologica, e l’identificazione della per-sona responsabile per la correttezza delle informazioni registrate.

Altro motivo su cui fondare l’ opposizione del ricorso è l’ inidoneità della documentazione foto-grafica a provare l’ infrazione.

La documentazione fotografica per essere valida ai fini della prova dell’ infrazione deve consi-stere in almeno due fotogrammi, di cui uno all’atto del superamento della linea d’arresto e l’altro quando il veicolo in infrazione si trova circa al centro dell’intersezione controllata”. Di conse-guenza, se l’autovettura nella seconda foto, risultasse ad esempio posizionata subito dopo il se-maforo rosso, non vi sarebbe la prova che essa abbia attraversato l’incrocio con il semaforo rosso, potendosi essere fermata subito dopo il semaforo, non aver attraversato l’incrocio, non aver crea-to quindi alcun pericolo per la circolazione .Lo scopo della norma, infatti, non è quello di pu-nire chi oltrepassa il semaforo con la luce rossa, ma di impedire lo scontro con le auto che attraversano l’incrocio perché hanno dalla loro parte la luce verde del semaforo.

Questo orientamento è stato seguito in un caso analogo dal Giudice di Pace di Caserta nella Sentenza del 14.01.2008. Non solo ma lo steso Decreto Ministeriale 1130 del 2004 disciplinate il funziona-mento del photored, dispositivo analogo se non identico a quello con cui è stata rilevata l’ infra-zione nel caso di specie afferma all’ art. 2 afferma che affinchè una rilevazione possa effettuarsi in maniera automatica senza l’ ausilio del personale di polizia è necessario che devono essere scattati, per ogni infrazione, almeno due fotogrammi, di cui uno all’atto del superamento della linea d’arresto e l’altro quando il veicolo in infrazione si trova circa al centro dell’intersezione con-trollata”. Lo stesso orientamento inoltre è stato seguito dal Prefetto di Bari in alcune Ordinanze pronunciate in seguito alla proposizione di ricorsi da utenti della strada.