Licenziamento e tutela dei diritti

Corato - venerdì 09 aprile 2010
Licenziamento e tutela dei diritti
Licenziamento e tutela dei diritti © n.c.

Gentilissimi membri della rubrica Avvocati online, vorrei sottoporre alla vostra attenzione un mio problema.

Dal giugno 2006 mi fu impedito l' ingresso presso l' officina dove lavoravo dal gennaio 2005, come operaio metalmeccanico. Il titolare mi disse che vista la carenza di commesse dovuta alla crisi economica, da quel giorno avrebbe fatto a meno di me.

Pochi giorni fa da verifiche che ho effettuato presso il centro territoriale dell'impiego comunale ho scoperto che nel Settembre 2006, l' azienda mia datrice di lavoro, comunicò il mio licenziamento al medesimo centro territoriale. Vorrei sapere quale sia il modo per tutelare i miei diritti, visto il fatto che per iscritto non mi è stato mai comunicato alcun licenziamento, ma mi è stato materialmente impedito di accedere alla mia posizione lavorativa.

Al quesito risponde il dottor Carlo Colonna, abilitato al patrocinio giudiziale, possessore del titolo master di II livello in diritto del lavoro.

Il licenziamento comunicato solamente al centro territoriale per l‘ impiego e non al lavoratore è radicalmente inefficace e nullo per inosservanza della forma scritta imposta pena appunto la nullità dall’art. 2 l. 15 luglio 1966 n. 604 e novellato successivamente dall’art. 2 l. 11 maggio 1990 n. 108. Ai sensi dell’articolo 18 del contratto collettivo nazionale metalmeccanici inoltre, tanto il licenziamento che le dimissioni devono essere comunicati per iscritto al lavoratore. Pertanto anche se per assurdo,(cosa impossibile in questo caso vista la comunicazione al centro territoriale per l' impiego del licenziamento) il rapporto di lavoro fosse stato interrotto per dimissioni del lavoratore rassegnate oralmente, queste non sarebbero valide perchè non comunicate per iscritto .

Il rapporto di lavoro pertanto non ha mai avuto fine. In tema di inefficacia del licenziamento la Cassazione Civile, sez. lav. nella Sentenza del 13 aprile 2000, n.4760 ha affermato: “ Qualora il lavoratore deduca di essere stato licenziato oralmente e faccia valere in giudizio l’ inefficacia o l’ invalidità di tale licenziamento, mentre il datore di lavoro deduca la sussistenza di dimissioni del lavoratore, il materiale probatorio dovrà essere raccolto, da parte del giudice di merito, tenendo conto che, nel quadro della normativa dei licenziamenti, la prova gravante sul lavoratore è limitata alla sua estromissione dal rapporto, mentre la controdeduzione del datore di lavoro assume la valenza di un’ eccezione in senso stretto, il cui onere probatorio ricade sull’eccipiente ai sensi dell’ art. 2697 comma 2, c.c..

In base a questo principio competerà al datore di lavoro dimostrare la validità del licenziamento, dovendo per lo meno esibire in giudizio la ricevuta della raccomandata con cui è stata effettuata l' ipotetica comunicazione del licenziamento al lavoratore. Il licenziamento in questo caso quindi è tamquam non esset (come se non esistesse) poiché il lavoratore non ha mai avuto la conoscenza dell’interruzione del rapporto di lavoro in forma scritta, forma ad substantiam necessaria ad interrompere il vincolo sinallagmatico. La semplice comunicazione del licenziamento da parte dell'azienda datrice al centro territoriale per l' impiego, non sortisce alcun effetto nell' ambito del rapporto di lavoro, vigente tra le parti, che resta pienamente valido. Il lavoratore ha quindi diritto ad essere “reintrodotto” in servizio e a percepire tutte le retribuzioni spettantigli dal momento dell’estromissione sino alla effettiva riammissione, poiché il rapporto non ha mai avuto formalmente termine.

La cosa più opportuna che il nostro lettore dovrebbe fare è rivolgersi ad un legale ed iniziare una controversia giudiziaria volta in primo luogo al recupero delle retribuzioni spettanti dal giugno 2006 (retribuzioni dovute al lavoratore a prescindere dall'effettiva erogazione dell'attività lavorativa presso l' azienda che ha estromesso il nostro lettore, qualora questi non abbia svolto attività lavorativa presso altro datore di lavoro) e al suo reinserimento nel contesto lavorativo.