Intervista a Gregorio Sgarra

Gregorio Sgarra è un pittore coratino molto conosciuto per le sue icone sacre. In questa intervista cerchiamo di scoprire anche gli altri suoi lavori ed i suoi interessi.

Alfredo Ferrara ...Ma il cielo è sempre più blu!
Corato - venerdì 24 novembre 2006
Intervista a Gregorio Sgarra
Intervista a Gregorio Sgarra © n.c.

Gregorio Sgarra è un pittore coratino molto conosciuto per le sue icone sacre. In questa intervista cerchiamo di scoprire anche gli altri suoi lavori ed i suoi interessi.

Ci vuoi parlare della tua formazione? Che studi hai fatto? Dove?
Ho cominciato con il liceo artistico a Bari, poi ho continuato con l'accademia delle belle arti, sempre a Bari; poi ho esposto in varie mostre e gallerie, durante questo percorso ho frequenato un corso di iconografia a Bologna presso dei monaci. Ho collaborato con la fondazione Piccinni, creando delle scenografie.

Con Corato hai un rapporto ambivalente: lavori esattamente al centro, però qui esponi molto poco. Come mai?
Ho lavorato a Corato col comune, ho creato presepi e installazioni natalizie,degli allestimenti con la Proloco; non riesco ad avere molti stimoli. A Corato mancano dei centri dove poter realizzare ed esporre opere d'arte. Una delle poche iniziative, dove i ragazzi possono esporre ed interagire è l'estemporanea organizzata dall'Arci 'Spazi percorsi'.

Ma manca anche l'attenzione?
Sì, infatti stento a trovare persone che mi stimolino. Questo è un parere mio, non conosco le esperienze altrui.

A proposito di provincialismo, quando si parla d'arte e cultura, a mio parere, un atteggiamento provinciale è ritenere che il proprio linguaggio sia l'unica forma artistica possibile. Ciò accade molto di frequente, ad esempio, nella musica. Questo è uno dei difetti principali di chi fa o si propone di fare cultura a Corato. Tu che rapporti con le altre forme di espressione artistica: il cinema,la letteratura etc.?
Molto buono. C'è sempre interazione, non riesco a partire dalla pittura senza incontrare le altre forme d'espressione: cinema, letteratura, danza, musica. Ad esempio io adoro il cinema.

Qualche film che ti è particolarmente piaciuto?
Ho visto sette volte 'Dogville' di Lars Von Trier. E' un trattato di filosofia pura ed è esteticamente all'avanguardia.

Nelle tue opere questo tipo di spunti cinematografici lo ritroviamo?
Sì, soprattutto concettualmente. Anche a livello di idee, di luci; ma le affinità sono soprattutto di tipo concettuale.

Tu sei conosciuto soprattutto per le icone sacre. Non voglio farti domande circa queste tue opere, ma voglio chiederti se sei credente.
Sì, sono credente, cristiano.

Come interagisce la tua fede con il tuo lavoro? Ad esempio, mi viene in mente l'artista Maurizio Cattlan e le sue provocazioni al mondo cattolico.
A me piace molto Cattlan, anche se gli ultimi lavori un po' meno, li trovo un po' ripetitivi. Viene dalla scuola di Duchamp e dal dadaismo puro.

L'arte contemporanea è stata molto spesso provocatoria nei confronti della religione.
Invece ti devo dire che l'arte contemporanea si sta avvicinando molto alla spiritualità in genere

Ad esempio Battiato?
Ad esempio anche Philip Glass, un compositore che fa interagire la musica elettronica con Bach e la musica classica. Molto minimalista,ha dei richiami mistici, è molto metafisico anche usando l'elettronica e dei linguaggi contemporanei.

I tuoi lavori hanno un riferimento al sociale?
Io penso che tutti i lavori hanno qualcosa a che fare col sociale, anche se li fai per te stesso, dopo devono per forza incontrare il sociale. Anche soltanto per il fatto che le esponi e qualcuno li vede.

Ma nel senso comune quali cambiamenti pensi che i tuoi lavori possano provocare?
Io non so se un'opera d'arte provoca cambiamenti radicali nelle persone. Dipende da come leggi i lavori. A me un'opera d'arte può provocare cambiamenti radicali. Ad esempio, il dolore può provocare cambiamenti radicali.

Uno spettatore che volesse lusingarti quale reazione deve dirti di aver avuto davanti ad una tua opera?
Provo piacere quando una persona che vede una mia opera ha una reazione di repulsione. Ad esempio una signora dopo aver visto una mia opera nell'atelier non riusciva a rimanere davanti alla tela. Mi ha detto che era bella, ma è subito uscita dalla stanza. Mi piace questo tipo di reazione.

Quindi possiamo dire che i tuoi lavori sono delle provocazioni?
No, io non voglio provocare, assolutamente! Non mi piace la provocazione.

In molte delle tue opere, quelle più personali, ritorna continuamente il corpo, perchè?
A me interessa il corpo perchè è un territorio nel quale puoi leggere le dinamiche dell'uomo. Mi piace lavorarci non solo dal punto di vista estetico, ma anche per quanto riguardo gli organi interni e su ciò che muove il pensiero. Il corpo è una superficie su cui leggi altre cose: ad esempio le mani, non sono solo mani, ma richiamano anche altro: può anche essere un desiderio o qualsiasi altra cosa.

Infatti ho notato che molto spesso, i corpi o le parti di corpi che rappresenti, hanno come sfondo una superficie nera. Sembra che abbiano molto da dire di per sè, senza interagire con nient'altro. E' così?
E' una scelta tecnica che dipende dai periodi. Se in un certo periodo voglio far emergere una mano ci metto uno sfondo nero. Essenzialmente, comunque, perchè mi piace lavorare con i corpi e, lavorando con lo sfondo nero, emergono nervature,muscoli,etc. Più che la superficie a me piace mettere in evidenza il sistema nervoso sulla pelle, i muscoli, così come lavoravano Prassitèle e Fidia. A me piace lavorare su ciò che sta sotto. Inoltre mi piacciono molto le forme del desiderio: secondo me l'unica cosa che spinge l'uomo è il desiderio: è questo che lo fa rinascere. E poi mi incuriosisce come il desiderio sia manipolato dal potere e dai sistemi di controllo, perchè non è una cosa naturale è una cosa che ci viene costruita.

Mi piace vedere il corpo come un qualcosa dove andare a leggere il desiderio dell'uomo. E ultimamente sto lavorando su come il corpo che nasce naturale venga cndizionato da sistemi di controllo e dalla tecnologia (e qui ci possono essere implicazioni politiche,religiose,etc.). Dall' Ottocento la tecnologia ha cambiato profondamente il modo di vivere e l'anatomia dell'uomo. Arte e scienza devono andare di pari passo: è una necessità per l'artista interagire con le nuove tecnologie: l'arte non si può fermare ad interpretare il mondo così come lo vede. L'arte religiosa è invece un'altra cosa. E' per questo che io sono credente: per me l'arte sacra non ha bisogno della scienza, la spiritualità va oltre...

Non ha bisogno di linguaggi codificati?
Esattamente. Una persona o ha fede o non ce l'ha. Sì, è vero, dei grandi teologi come Agostino e Martin Buber hanno analizzato il tema della fede, ma la fede è un dono. Puoi cercarla, sì, ma nella ricerca hai già questo dono.

Dai corpi che dipingi emerge sempre una grande inquietudine, spesso ci sono immagini deformate, corpi allungati o compressi, perchè?
A me interessa la pluralità dei punti di vista dell'uomo: un malato mentale,una persona diversa o un estraneo se lo vedi da un altro punto di vista ha un'armonia tutta sua. Dipende tutto da come ci imposta il sistema:
se per il sistema è normale fare qualcosa, va bene; se non accetti determinate regole, assumi un aspetto diverso; i miei lavori sono una metafora di questo. Quando una persona deve scegliere può intraprendere o la strada principale o le strade secondarie: a me non piace quando le persone intraprendono la strada maestra, piuttosto è più interessante per me che prendano le strade secondarie; proprio prendendo queste strade, che possono essere le più pericolose, è possibile conoscersi meglio ed arricchirsi. La strada maestra è sempre quella: ci sono delle tappe standard, mentre non si vuole che si intraprendano le altre: anche le cliniche sono dei sistemi di controllo del corpo nelle quali si decide cos'è normale (ad esempio la temperatura corporea); bisogna prendere un medicinale per rientrare nel benessere, ma un benessere innaturale. Le cliniche sono dei centri di potere più forti delle chiese e del sistema politico.

Prima stavi parlando di ' via maestra' e 'armonia interna dei corpi': per chi non intraprende la 'via maestra' trovare un'armonia interiore è una cosa molto più difficile, visto che molto importante è il consenso degli altri.
Senza questo l'armonia non è impossibile ma più difficile. Tu, da artista...

...Io non mi sento un artista, sento d'essere una persona che sta ricercando, lavorando, sperimentando, però artista è una parola troppo grossa.

Ma da quello che ho capito in questo cammino di ricerca ti stimola molto di più ricercare quelle forme di armonia più difficili.
Sì, le persone che vengono giudicate dagli altri come dei diversi stanno cercando la propria strada, è per questo che non diventano dei cloni. Non bisogna imitare i filosofi, i cantanti etc., bisogna essere se stessi, anche nei propri limiti, perchè resta la cosa migliore. Se si è appartati è facile essere considerati degli estranei, dei “ fuori-legge”, queste persone hanno una loro autonomia anche mentale, ma di questo devono essere consapevoli, altrimenti si ricade in un altra forma di errore.

Le poche tue opere che ho potuto vedere, mi sono sembrate opere 'silenziose': la componenete vocalica sembra mancare, i corpi parlano molto di più per la posa in cui stanno. E' così? E se sì, perchè?
Io non riesco ad associare la musica alla pittura, perchè sono dei livelli diversi di lettura delle cose. Il quadro ha in sé già una sua musicalità: nei colori... Quando la gente cerca di associare ad un lavoro, ad un'immagine una determinata musica si può avvicinare ma restano due linguaggi diversi; è come se io dicessi 'ti voglio bene' verbalmente e poi lo manifestassi senza parlare, toccandoti oppure te lo facessi capire pregando per te. Nei miei quadri c'è musicalità, in tutti i miei ultimi lavori ad esempio c'è Bach, anche la tecnica, quella della 'toccata e fuga': prendere il modulo e sezionarlo, riproporlo etc. è minimale come la musica di Glass. Il modulo ritorna, si spezzetta, si suddivide, il lavoro viene analizzato matematicamente. Gli ultimi lavori che sto facendo sui corpi (allungamenti, scomposizioni, etc.) sono tutti lavori matematici: è come una specie di spartito dove posizioni le cose, poi ne togli una, poi la rimetti aggiungendoci qualcosa. Infatti sono poco istintivi e molto più concettuali, sono molto più legati alla filosofia.

Ti faccio un esempio molto banale: nell'urlo di Munch, che pure ha una sua musicalità, l'angoscia viene espressa soprattutto con la vocalità...
...l'urlo di Munch puoi associarlo a degli strumenti musicali o a un suono elettronico fortissimo, distorto; però a me non piace questo tipo di concezione perchè non aggiunge né toglie niente al quadro. Ci sono artisti che lavorano con la musica, ad esempio i video-artisti associano la musica all'immagine, però si parte con l'idea di fare dei videoclip; invece per me che creo dipinti tradizionali, classici, fiamminghi con la tecnica delle velature, l'unica cosa che può essere attuale è l'uso del digitale; ma io non credo che le opere siano attuali se si usa il digitale, antiche se si usa il pennello. Ad esempio per me un'opera del Caravaggio è attualissima, e un'opera di un artista contemporaneo che usa il digitale non necessariamente è attuale: è contemporaneo perchè la fa in questo momento storico, però se non mi da emozioni significa che forse non tutti quelli che usano il digitale o fanno video-installazioni sono artisti. Se Giotto usasse il computer adesso potrebbe aver fatto i cerchi col mouse o col pennello, l'importante non è lo strumento che usi ma la persona che ci sta dietro.

A Corato sei conosciuto soprattutto per le icone sacre, invece per i lavori che senti più tuoi da chi hai ricevuto più attenzione?
A Milano sto lavorando parecchio, poi sto presentando dei lavori in una galleria di Bari; io qui mi sento a casa, sto bene, è una delle terre migliori per lavorare, ma come vetrina no. La maggior parte degli artisti, anche quelli che espongono a New York, in Cina o a Chicago, allestiscono i loro laboratori, in cascine e campagne, ad esempio della Toscana. Per me la Puglia per lavoare è un territorio ottimo, perchè c'è la pace e la tranquillità necessaria...

Questo è un lato sia positivo che negativo: perchè la creazione è un atto solitario e la nostra è una terra che fa sentire molto soli; questo è positivo quando si crea, negativo quando si cerca un riscontro...
Hai ragione. 

Qui a Corato in molti vengono da te per chiederti consigli sulla pitture, vero?
Vengono molte signore, insegnanti, gente che fa mestieri davvero disparati: la maggior parte non viene dagli istituti d'arte, ma da ragioneria, dal liceo classico, dallo scientifico ed hanno delle potenzialità incredibili.

Corato è veramente piena di gente che vuol fare arte, che potrebbe fare parecchio, se solo ci fossero scuole, gallerie.. Purtroppo si aprono solamente pub e negozi! Quando vado a Milano, nel giro di una settimana ho tremila stimoli, torno a Bari e vedo che arrivano solo gli scarti delle mostre, allestite malissimo, illuminate malissimo, ed è un peccato perchè la terra che abbiamo meriterebbe di più

In bocca al lupo
Crepi!