Settimana Santa, il tempo del silenzio e del rispetto per il dolore

Corato - giovedì 09 aprile 2009
Settimana Santa, il tempo del silenzio e del rispetto per il dolore
Settimana Santa, il tempo del silenzio e del rispetto per il dolore © n.c.
E’ il tempo del silenzio e del rispetto per il dolore. E’ il tempo del raccoglimento e della preghiera. E’ il tempo della riflessione e della meditazione.

E’ la Settimana Santa. Il tempo in cui celebriamo la Passione del Signore Gesù Cristo, della Sua Morte e Risurrezione, che diviene, pertanto, il tempo in cui vivere intensamente la fede personale e comunitaria.

In questo tempo e in questo clima s’inseriscono i riti di pietà popolare della Settimana Santa, che contribuiscono con antiche forme a coinvolgere e far partecipare i fedeli al dramma della morte del Cristo e alla gioia della Sua Risurrezione.

Le sofferenze di Gesù di Nazareth, dovute al tradimento, all’accusa, al pubblico ludibrio, alla sofferenza fisica che culmina nella morte, si condensano nei volti delle statue e di riflesso negli occhi dei fedeli e ci riportano in quel clima di profondo raccoglimento, che dovrebbe essere tipico della Quaresima e della Settimana Santa.

Tramandati da secoli e rinnovati nel tempo, i riti della pietà popolare costituiscono, pertanto, una delle antiche espressioni di religiosità di un popolo e, così, entrano a far parte di quel patrimonio di fede e cultura che appartiene ad una comunità.

Per questo motivo, come “turisti per casa” non possiamo tralasciare di conoscere i riti di pietà popolare della Settima Santa, tanto cari alla nostra comunità. Non vogliamo fermarci, però, ad una riscoperta superficiale, stimolata dalla curiosità e dal fascino emotivo suscitato da essi. Desideriamo compiere, invece, un breve ma intesso itinerario di riscoperta di questi riti, che ci aiuti a comprendere il loro senso religioso e le loro peculiarità culturali.