Campagna che vai, chiesetta che trovi

Alla scoperta delle chiese rurali.

Corato - venerdì 28 marzo 2008
Campagna che vai, chiesetta che trovi
Campagna che vai, chiesetta che trovi © n.c.

Quest’anno, più degli altri, l’unione delle ricorrenze della Santa Pasqua e della primavera è stata molto stringente, visto che la grande festa cristiana è stata celebrata a pochi giorni dall’inizio ufficiale della nuova stagione, il 21 marzo.

E’ un connubio molto significativo ed espressivo quello costituito dal “passaggio” o dalla rinascita interiore che caratterizza la Pasqua e dal risveglio della natura che contraddistingue il clima primaverile.

Nell’immaginario collettivo questo legame di ricorrenze si è tradotto spesso in raffigurazioni che avvolte riscontriamo sui biglietti d’auguri pasquali: il volo di una rondine che lambisce un campanile o un variopinto albero in fiore accanto ad una chiesetta di campagna.

Possono sembrare immagini romantiche tratte da un mondo a noi lontano nel tempo e nello spazio, ma se in questo periodo ci dovessimo inoltrare in alcune stradine delle nostre campagne potremmo scoprire che sono degli scorci reali che appartengono al nostro paesaggio campestre.

Sono diversi, infatti, gli edifici di culto presenti nell’agro coratino, ma molti di più dovevano essere sino ad un secolo fa; alcuni sono stati distrutti perché inutilizzati e abbandonati, altri sono stati trasformati, perdendo la loro originaria funzione.

Fortunatamente, della maggior parte di essi ne rimane memoria grazie ad alcuni documenti e alla toponomastica, cioè all’intitolazione di alcune strade e zone che ricordano l’antica esistenza in quell’area di una chiesetta e del santo venerato in essa. In epoca medievale, questi edifici venivano costruiti a servizio dell’esigenze religiose di quanti abitavano i vari casali disseminati sul territorio di Corato; ma, con la crescita del borgo cittadino e il progressivo spopolamento dei casali, divennero i luoghi di culto di riferimento di tanti uomini che dediti alle attività agricole e pastorali abitavano in modo stagionale o costante il territorio rurale.

Emblematico è il caso della chiesetta di San Magno che sorge a circa 13 km dalla città nel suggestivo territorio murgiano, in una località abitata dall’uomo sin dal periodo protostorico. L’agro circostante è stato denominato, sin dal medioevo, col nome del santo a cui è dedicata la chiesetta: Magno, secondo vescovo della diocesi di Trani che in base alla tradizione agiografica venne martirizzato a metà del III secolo. Il piccolo edificio di culto ad aula unica è costruito su di una neviera e la sua esistenza è attestata sin da 1128, quando venne donato, insieme a numerosi terreni della zona (definita “matina”), dal Conte Goffredo al Capitolo presbiterale di Corato.

Anche l’origine della chiesa di Santa Lucia è ritenuta molto antica, come confermerebbero sia la dedicazione ad una delle prime e più venerate martiri della storia della chiesa, sia la sua ubicazione nei pressi della Via Traiana, la grande strada romana di età imperiale completata nel 109 d. C. che collegava Roma con l’Adriatico.
L’edifico attuale risale all’epoca moderna e presenta un impianto a croce commissa, cioè ad aula unica longitudinale con transetto sul fondo, dove è affrescato un dipinto cinquecentesco raffigurante Santa Lucia, modificato nel corso del Settecento. Durante il XVIII secolo, infatti, l’edificio venne rinnovato e si procedette alla realizzazione del portale con timpano spezzato e del piccolo campanile a vela.

A poca distanza da questa chiesetta dovrebbe esisterne un’altra, dedicata a San Silvestro come testimonia l’intitolazione di una strada di tale zona (nei paraggi del Ristorante “Donna Beatrice”). Anch’essa, quindi, era ubicata nei pressi della Via Traiana vicino al nostro centro abitato e probabilmente è stata trasformata, nel corso del tempo, in un piccolo casolare di campagna ancora esistente.

All’attività pastorale degli Ordini Religiosi è da collegare la presenza di altre chiese nell’agro coratino, edificate probabilmente su committenza degli stessi o semplicemente affidate alla loro cura. Si tratta di tre chiese dedicate alla Vergine Maria e intitolate alla “Madonna delle Grazie”, nella zona rurale di Bracco, alla “Madonna di San Giovanni”, su Via vecchia Barletta e “Santa Maria dei Frati”, presso Via di Scannagatta.

La prima è un edificio ad aula unica di origine probabilmente cinquecentesca, retta dai frati Minori Osservanti fino all’Ottocento e Santuario fino agli anni Cinquanta del Novecento. Al XVII secolo, invece, dovrebbe risalire la chiesa della “Madonna di S. Giovanni” che presenta un ambiente unico longitudinale concluso da un transetto e dall’abside. Anch’essa è stata retta dai Francescani Osservanti ed è stata sede di un “lazzaretto”, come testimonia il ritrovamento di vani ipogei con numerose ossa umane, durante i lavori di ristrutturazione degli anni Novanta del Novecento.

La chiesa di “S. Maria dei Frati”, invece, venne abbattuta all’inizio del Novecento e in quell’occasione, come ricorda lo storico locale M. Cimadomo, vennero ritrovati i tre Miliari della Via Traiana, oggi custoditi nel Palazzo di Città.

Infine, ricordiamo la chiesetta di San Luca che per le sue piccolissime dimensioni possiamo considerare una semplice ma graziosa cappella rurale. E’ facilmente rintracciabile imboccando lo svincolo per Corato dell’ex Strada Statale 98, in direzione Andria, successivo al distributore di benzina “Esso”. Grazie al suo particolare timpano curvilineo, posto a coronamento della piccola facciata, cattura, infatti, l’attenzione di quanti percorrono quella strada.