Strategie e prospettive del centrosinistra alla luce dei risultati elettorali

Analizzare il voto politico e amministrativo di Aprile 2008 a Corato è cosa abbastanza semplice dal punto di vista numerico, un po’ meno da quello politico.

Giuseppe Quercia e Benny Piarulli Libertà è partecipazione
Corato - venerdì 30 maggio 2008
Strategie e prospettive del centrosinistra alla luce dei risultati elettorali
Strategie e prospettive del centrosinistra alla luce dei risultati elettorali © n.c.

Analizzare il voto politico e amministrativo di Aprile 2008 a Corato è cosa abbastanza semplice dal punto di vista numerico, un po’ meno da quello politico.

Se è evidente che vi sono dei vincitori e dei vinti nettamente riconoscibili, non è altrettanto immediato capire le dinamiche che hanno portato a questi risultati o hanno causato i movimenti di voti che emergono.

E’ anche azzardato fare confronti con le precedenti elezioni comunali: soprattutto nell’area del centrosinistra non vi è più una sola sigla che era presente con lo stesso nome anche nel 2003. La creazione “Partito Democratico” ha avviato una serie di processi di sintesi politica che si auspicavano da tempo ma che non si riuscivano a realizzare. Veltroni ha innescato un processo che, a quanto pare, è stato contagioso.

A Corato, purtroppo, la tanto agognata unità del centrosinistra non si è riuscita ad ottenere in prossimità delle elezioni e questo ci ha lasciati sorpresi: tutti i consiglieri comunali di opposizione, negli ultimi cinque anni, hanno collaborato in maniera assidua e proficua portando avanti quasi sempre una voce comune in occasione delle diverse tematiche affrontate.

Al momento di “cagliare” non si è riusciti a trovare accordi sul nome, anzi peggio, sul metodo di identificazione del nome. Questo nonostante nelle Direzioni dei diversi partiti coinvolti si stessero affacciando nuove leve, scevre da antichi antagonismi e attriti personali.

Così se il Partito Democratico ottiene 3.450 voti per le amministrative che diventano 7.200 voti alla Camera, il Partito Socialista conta 1.150 voti alle Amministrative ma si ferma ad un tremendo 385 alla Camera, la Sinistra Arcobaleno ottiene 930 voti alle Amministrative e 760 alla Camera.

Ripetiamo che non conviene – non sarebbe né politicamente nè matematicamente accettabile - confrontare questi dati con quelli del 2003. Sarebbe possibile azzardare un confronto solo con le elezioni politiche del 2006, in base al quale si può affermare che il PD tutto sommato ha tenuto, mentre sono andati in caduta libera le altre forze del Centrosinistra, tranne Italia dei Valori che ha invece ottenuto un ottimo risultato nel 2008.

Quali le strategie e il percorso da imboccare ora?

Il dato elettorale costringe le forze del centro sinistra a lavorare intensamente sin da subito per ricostruire un radicamento sul territorio che dia al cittadino la percezione tangibile di una presenza che conti in termini politici.

La riflessione vale soprattutto per il Partito Democratico, cui entrambi aderiamo, perché più forte si è manifestato lo scarto in termini di consenso tra il dato politico nazionale e quello locale. Le attenuanti dovute al voto utile o alla novità non ancora ben recepita dall’elettorato cittadino non devono coprire gli errori che pure ci sono stati, nello stesso tempo occorre superare il clima da psicoanalisi collettiva di ricerca delle cause e dei responsabili, per individuare soluzioni e strategie. La strategia di rilancio, in questo caso deve tendere ad una maggiore incisività e apertura oltre ad una valorizzazione di quello che gia c’è.

Ad esempio la presenza femminile attiva che è superiore alla media degli altri partiti. In uno scenario politico caratterizzato da una desolante penuria di donne il PD può contare sull’unica donna presente in Consiglio Comunale (Maria Bovino), su un vicesegretario giovane (Mariangela Mosca) e su un gruppo di donne preparate e motivate presenti nel Coordinamento. Non è poco considerato che, invece, il centro destra non ha espresso un solo consigliere né il Sindaco è riuscito, per sua stessa ammissione e nonostante il plebiscito ricevuto dalla Città, a convincere una sola donna di Corato ad accettare l’incarico di assessore.

Stesso discorso può essere fatto per i giovani stavolta presenti anche in Consiglio Comunale in entrambi gli schieramenti. Ora, l’unico modo per valorizzare le risorse umane (donne e giovani in particolare) di cui si dispone è la formazione. Solo investendo sulla formazione, infatti, il Partito potrà garantirsi un contributo consapevole da parte dei militanti e per questa via assicurarsi una crescita e un ricambio senza contraccolpi.

A livello amministrativo, invece, il rilancio del centro sinistra può avvenire, stante il ruolo di opposizione, attraverso il dispiegamento di un’azione politica che, recependo i bisogni reali dei cittadini, sappia essere sia di attento e inflessibile controllo sull’operato di chi governa, sia di impulso sui temi forti di interesse generale.

Tra questi ve ne sono alcuni che noi, nel nostro piccolo, abbiamo evidenziato nel corso di questa rubrica come: il ruolo di Corato nel Piano Strategico Terra di Bari, il problema della gestione dei rifiuti e della organizzazione dell’ASIPU, le iniziative per incentivare le fonti di energia rinnovabile anche in materia urbanistica o ancora il modello di gestione del teatro comunale da adottare etc. Sono solo alcuni dei temi sui quali si potrebbe decidere non solo il futuro di una amministrazione ma le prospettive stesse di sviluppo dell’intera Città.