Differenziare per risparmiare: Corato sarà un’isola ….ecologica?

Il nostro comune vanta dati incoraggianti ma si è ancora troppo lontani dagli odiettivi prefissati.

Giuseppe Quercia e Benny Piarulli Libertà è partecipazione
Corato - venerdì 08 febbraio 2008
Differenziare per risparmiare: Corato sarà un’isola ….ecologica?
Differenziare per risparmiare: Corato sarà un’isola ….ecologica? © n.c.

La drammatica situazione in Campania è ormai diventata emergenza nazionale tanto che altre regioni sono state chiamate ad accogliere i rifiuti campani, tra cui la Puglia, che a sua volta proviene da una situazione di commissariamento.

In Puglia ogni anno si producono più di un milione e ottocentomila tonnellate di rifiuti, di cui appena 170 mila differenziati. Il resto finisce in discarica. Però il decreto Ronchi stabiliva che già nel ’99 i Comuni avrebbero dovuto raggiungere una media del 15 per cento per poi salire al 25 nel 2001 e al 35 dal 2003 in poi.

La Finanziaria 2007 ha aumentato i tetti portandoli al 40 per cento per il 2007, per arrivare al 60 nel 2011. Il nuovo piano, varato dal commissario regionale per l’emergenza ambientale, Nichi Vendola, ha fissato al 55 per cento l’obiettivo di raccolta differenziata entro il 2010.

In tre anni, insomma, la Puglia dovrebbe mettersi a correre, se si considera che attualmente il comune che ricicla di più (34 per cento) è san Ferdinando di Puglia, in provincia di Foggia, seguito da Melpignano (31 per cento), Tiggiano (29) e San Cassiano (28) in provincia di Lecce; da un altro centro della Capitanata, Ordona (28); ed ancora nel Salento da Alessano (26,41), San Donato (23), Sanarica (22,9).

La Regione ha puntato strategicamente sulla raccolta differenziata quando il presidente Vendola ha revocato il piano varato dal predecessore, Raffaele Fitto, basato sulla massiccia realizzazione di termovalorizzatori. Le tappe di questo processo sono state le convenzioni con CONAI e COMIECO, le campagne pubblicitarie e le iniziative tese a portare la Regione a percentuali dignitose di raccolta differenziata, il riconoscimento della forma giuridica degli ATO (Ambiti Territoriali Ottimali), nonché da ultimo il varo di un Piano con lo stanziamento di 34 milioni di euro in due anni a favore di Province ed ATO per potenziare il sistema della raccolta e far capire ai comuni – aumentando l’ecotassa a loro carico, 15 euro per tonnellata – che d’ora in poi non si scherza più. L’ecotassa, che si rifà al principio affermato in sede comunitaria per cui “chi inquina paga”, diminuirà se l’amministrazione avrà raggiunto gli obiettivi di raccolta. Il nuovo piano entrerà in vigore il 1° gennaio 2009.

I Comuni che tra il 1° primo settembre 2007 ed il 31 agosto 2008 dimostreranno di avere raggiunto il 75 per cento dell’obiettivo stabilito otterranno uno sconto del 25 per cento. Sconto maggiore per i Comuni che raggiungeranno il 90 per cento: la metà. Chi raggiungerà il 100 per cento l’ecotassa si ridurrà a soli 2 euro e mezzo per tonnellata. Le Amministrazioni comunali devono fare dunque molta attenzione. Se non forniranno on-line i dati sulla raccolta differenziata l’ecotassa verrà applicata integralmente.

Il Comune di Corato rientra nell’ambito dell’ATO BA 1 e i dati relativi alla raccolta differenziata, finora incoraggianti ma non ancora virtuosissimi, sono disponibili consultando questo sito internet.

A Corato a gestire lo smaltimento dei rifiuti è l’Azienda Servizi Igiene e Pubblica Utilità (ASIPU) che da poco ha reso noto i dati relativi alla raccolta dei rifiuti solidi urbani (RSU) e a quelli della raccolta differenziata.

«Nel 2007 – secondo Salvatore Mastrorillo direttore dell’ASIPU – abbiamo smaltito un totale di oltre 22.600 tonnellate di rifiuti, tra quelli “urbani” e quelli della differenziata. Per quanto quest’ultima, questa è stata calcolata su 14 elementi diversi che vanno dalla carta, al vetro, alla frazione organica, al legno, agli indumenti usati e altro ancora. Per queste tipologie di rifiuti, l’anno scorso abbiamo “differenziato” e smaltito 3.687 tonnellate che equivalgono al 16,31% sul totale della nostra raccolta di rifiuti».

Oltre alla necessità di aumentare la differenziata, sicuramente uno dei problemi più complessi da risolvere rimane quello dello smaltimento dei rifiuti generici: anche dalle nostre parti inizia ad esserci penuria di discariche, spesso causata da sequestri di quelle esistenti o da saturazione, a dimostrazione che l’argomento “rifiuti” è comunque di difficile gestione. Ed anche da noi si ricomincerà a parlare di termovalorizzatori (inceneritori) che riproporranno gli annosi dilemmi di natura tecnico-scientifica sui danni alla salute che potrebbe procurare.

Come per ogni scelta, andrebbero messe sul tavolo le diverse opzioni, scegliendo la “meno peggio”, con la consapevolezza che nessuna soluzione è indolore. Il dato certo è che non si può prescindere dalla riduzione attraverso la differenziazione dei rifiuti.

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