Rendere competitiva la pianificazione urbanistica

Cosa c’è di più interessante di un momento in cui si possono apportare idee e proposte per collaborare con gli organi preposti alla redazione di questi Piani?

Giuseppe Quercia e Benny Piarulli Libertà è partecipazione
Corato - venerdì 14 dicembre 2007
Rendere competitiva la pianificazione urbanistica
Rendere competitiva la pianificazione urbanistica © n.c.

La nostra città si appresta a varare il nuovo Piano Urbanistico Generale, quello che un tempo veniva chiamato Piano Regolatore.

Rispetto ai Piani che venivano studiati diversi decenni fa, quelli attuali hanno bisogno di coprire uno spettro di discipline ben più ampio: se un tempo il fine principale era la pianificazione edilizia per far fronte a grandi spostamenti di popolazione ed a importanti cambiamenti socioeconomici, oggi gli aspetti più importanti di cui tener conto sono la vivibilità, la salubrità dell’ambiente, il traffico veicolare, la logistica commerciale. Il tutto da programmare per almeno una ventina d’anni.

L’occasione è ghiotta: cosa c’è di più interessante di un momento in cui si possono apportare idee e proposte per collaborare con gli organi preposti alla redazione di questi Piani?

Dico di più: la Legge obbliga i municipi ad indire incontri pubblici in cui la gente possa esprimere le proprie proposte. Il Comune di Corato, che come sappiamo sta vivendo la fase cruciale dell’iter che si concluderà con il nuovo Piano Urbanistico Generale, ha già organizzato alcuni incontri a cui purtroppo i cittadini non hanno dato un caloroso apporto. Di questo comportamento passivo bisognerebbe chiedersi i motivi e comportarsi di conseguenza per suscitare interesse ed invogliare alla partecipazione.

Tuttavia l’iter deve procedere e dopo il DPP (Documento Programmatico Preliminare) il passo successivo è quello della stesura del Piano Urbanistico Generale. Durante gli incontri su questo argomento organizzati dalla Regione Puglia negli ultimi mesi, uno degli aggettivi accostati al Piano era “competitivo”. Argomento effettivamente nuovo e, a dire il vero, poco toccato negli incontri pubblici coratini.

Competitività nel senso di “potenza” tecnica e sociale del Piano, tale da riuscire a far fronte a cambiamenti e rischi che si potrebbero verificare nel corso degli anni. Non più, dunque, un Piano che risolve problemi e stabilisce luoghi, ma un programma di azione pronto a competere con le trasformazioni sempre più veloci che la storia ci presenta.

Un aiuto importantissimo (e non un vincolo come alcuni potrebbero considerare) alla competitività è venuto dal DRAG (Documento Regionale di Assetto Generale), approvato dalla Regione Puglia con delibera 1328/2007 il 3 agosto 2007.

Esso detta gli indirizzi, i criteri e gli orientamenti per la formazione dei Piani, imponendo la presenza, al loro interno, di una previsione strutturale e di una previsione programmatica.

Ma, fatto del tutto nuovo, è che il Documento Regionale è finalizzato a migliorare i processi di pianificazione urbanistica comunale per la salvaguardia dei valori ambientali e culturali del territorio, stimolando i comuni alla redazione di PUG intercomunali. Città come Monteleone (FG), Monopoli, S. Giovanni Rotondo e Surbo (LE) hanno già concretizzato tali innovative direttive.

E’ facilmente intuibile l’importanza di questa novità anche per la nostra città: Corato non è un’isola, dicevamo qualche puntata fa in questa rubrica, e i dettami del DRAG portano proprio in questa direzione.

Il nostro Comune deve, se vuol restare competitivo con il suo nuovo PUG, negoziare, collaborare, progettare INSIEME a chi lo circonda: le caratteristiche, sia positive che negative, del territorio sono comuni a più realtà comunali e solo l’unione delle forze può renderci davvero competitivi: che si tratti di combattere il dissesto idrogeologico o di costruire insieme il Parco rurale dell’Alta Murgia; che si tratti di sfruttare le energie alternative o progettare strade.

L’invito è per i cittadini a partecipare e far valere il proprio “potere di parola”; per gli amministratori quello di tener ben presente che ormai, da soli, non si va da nessuna parte.

Altri articoli
Gli articoli più letti