Corato non è un’isola

La rubrica seguirà il filone già impostato con i precedenti scritti: politica locale, associazionismo, proposte per rendere la nostra città più dinamica.

Giuseppe Quercia e Benny Piarulli Libertà è partecipazione
Corato - venerdì 26 ottobre 2007
Corato non è un’isola
Corato non è un’isola © n.c.
Il terzo ciclo di articoli di questa rubrica inizia con una novità: saremo in due a curarla, con me c’è Benny Piarulli.

Come si dice spesso, Benny è amico di tante avventure: ci conosciamo nel ‘94 nell’associazione “Sinistra giovanile solidarietà e progresso”, fondiamo insieme con altri amici il circolo Arci “La Locomotiva” nel ’97 e partecipiamo all’interassociativo “Corato Viva”.

Dal lato politico la sintonia si concretizza con la nascita dell’Ulivo e nel lavoro locale per la campagna elettorale di Romano Prodi nel 1996. Ultimamente ci siamo ritrovati per la grande svolta verso il Partito Democratico.

La rubrica seguirà il filone già impostato con i precedenti scritti: politica locale, associazionismo, proposte per rendere la nostra città più dinamica ed al passo con le realtà più all’avanguardia dal punto di vista civico ed economico. Ci sarà tuttavia un filo conduttore ben preciso e sintetizzato nel titolo dell’articolo: “Corato non è un’isola”.

Cercheremo di analizzare volta per volta quelli che ormai sono dei legami imprescindibili per la vita di un comune: i rapporti con gli altri enti, il far parte di “piani” di sviluppo integrati, l’aderire a progetti comuni e mediati tra le differenti esigenze.

Quelli che ad una prima superficiale lettura potrebbero apparire come vincoli, scopriremo essere in realtà delle opportunità in cui credere e per cui lavorare, combattendo quella sfiducia e quel conservatorismo classico di alcuni centri urbani tra cui, a volte, si è distinta la nostra Corato.

Piano Strategico, Città Metropolitana, Patti Territoriali, Comunità, DRAG, Cooperazioni, Progetti Intercomunali, ecc saranno i temi che toccheremo nei prossimi articoli. Ormai alcuni bandi di finanziamento costringono le città ad associarsi per progetti comuni, stessa cosa accade per la gestione moderna delle risorse energetiche, dello smaltimento dei rifiuti, delle risorse comunitarie.

Noi coratini dovremmo ormai prendere atto di essere parte integrante di un “sistema” e non singola realtà autosufficiente.

Succede da anni con le Aziende, le Scuole, le Associazioni culturali con ottimi successi in termini di divisione del lavoro e condivisione di risorse. Lì dove c’è stata cooperazione si è sviluppato un sistema di economia florido e competitivo, un sistema sociale ben funzionante, una logica di interventi sostenibile perché rispettosa delle generazioni future.

Con queste premesse porteremo avanti la nostra rubrica sperando nell’interesse e nei feedback dei lettori.