La Puglia partecipa, Corato non deve perdere il treno

Che la nostra Regione fosse un tantino indietro rispetto ad altre zone d’Italia in fatto di servizi ai cittadini, economia e prospettive non è una novità.

Giuseppe Quercia e Benny Piarulli Libertà è partecipazione
Corato - venerdì 20 aprile 2007
La Puglia partecipa, Corato non deve perdere il treno
La Puglia partecipa, Corato non deve perdere il treno © n.c.
Che la nostra Regione fosse un tantino indietro rispetto ad altre zone d’Italia in fatto di servizi ai cittadini, economia e prospettive non è una novità.

Sono sufficienti pochi dati per accorgersi del flusso continuo e consistente di giovani in cerca di lavoro che si recano al Nord, del tasso di servizio (è la percentuale di utenti serviti sul totale delle richieste di servizio) ancora basso in diversi settori (documenti, sanità, permessi, diritti in generale).

E’ ancora alto anche il tasso di disoccupazione e la instabilità di determinate realtà imprenditoriali. A tutto questo si aggiunge il non entusiasmante primato della zona Brindisi – Taranto in fatto di inquinamento: l’Espresso in edicola la settimana scorsa sbatteva le due città in prima pagina, ponendole al primo posto in Italia per la produzione di anidride carbonica e, udite udite, di diossina, oltre che di altre schifezze.

Le due centrali elettriche a Carbone pesano sulla nostra Puglia in danni ambientali più di quanto pesino, probabilmente, in vantaggi economici. Anche della nostra Corato, negli ultimi tempi, non si parla molto bene.

C’è però del buono che va menzionato e che ha suscitatol’interesse di qualcuno lì a Roma ed anche in Russia: l’alto numero di studenti universitari, l’alta specializzazione di alcune realtà economiche, la storia e la cultura ricche di intrecci ed influenze con diverse zone dell’Europa e dell’Medio Oriente. Insomma, la Puglia è in fermento, lo è sempre stata ma in questo momento è come se volesse gridarlo, dimostrarlo ed emergere.

La Puglia vuole partecipare. Partecipare e quindi liberarsi da anni di mediocrità, dovuta sia a motivi storici innegabili sia alla presenza di personaggi che l’hanno sempre considerata “cosa nostra”.

E così, grazie anche ad una politica di sviluppo economico più dinamica e lungimirante, il tacco di’Italia “si toglie il tacco”, come si è soliti dire: se abbiamo studenti e cervelli in gamba, lasciamoli approfondire la loro materia, anche fuori, per poi impegnarli, con un contratto etico sottoscritto, in esperienze lavorative in Puglia.

Questo il progetto di Bollenti Spiriti: più di tremila giovani (numero enorme, a mio avviso) avviati verso studi e master specialistici con la promessa di apportare benefici alla Puglia. Molti ragazzi di Corato hanno partecipato con entusiasmo, dimostrando grande preparazione.

Accennavo alla Russia: l’incontro a Bari di un mese fa tra numerosi membri del Governo Prodi e una delegazione russa guidata dal Presidente Putin ha avuto risvolti economici notevoli, ben al di là di quanto riportato dai servizi televisivi.

La nostra Puglia non è stata scelta a caso come luogo di incontro, ma perchè individuata come risorsa strategica e realtà in crescita: energia, banche, treni, aerei ma anche i nodi della politica internazionale, della famiglia, della cultura e della difesa.

Questi gli argomenti toccati nei bilaterali tra i ministri delle due nazioni.

Spiccano un protocollo sulla collaborazione tra Alenia e Sukhoi nel settore della costruzione, produzione e vendita di aerei super-jet 100, accordo tra Finmeccanica e Ferrovie russe per lo sviluppo congiunto di un elettrotreno regionale e per il telerilevamento del territorio di una linea ferroviaria russa (prodotto a Modugno), intesa per lo sviluppo del sistema elettrico e della generazione nucleare in Russia e nell’Europa centro orientale, credito di 100 milioni di euro per l’acquisto di macchinari italiani da parte delle imprese russe.

Il sostanzioso pacchetto è stato chiuso da due intese in campo scientifico-culturale. La prima riguarda l’accordo per l'istituzione a Ferrara di una prima sede italiana dell’Ermitage, mentre la seconda riguarda una lettera di intenti per lo sviluppo di energie rinnovabili, il fotovoltaico e l’eolico, in Puglia.

Giovani e fresche idee stanno nascendo nei nostri giardini, anche qui a Corato. Sono ottimista: non riusciranno ad essere offuscate da notizie da quarta pagina di cronaca. Le aziende sane coratine devono dimostrare di essere in grado di competere.

La nostra città non deve perdere il treno, chi ha idee e capacità vada avanti, anche senza l’aiuto di chi, istituzionalmente, dovrebbe darlo.
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