Tecnologia per la partecipazione democratica

Quello della partecipazione dei cittadini alle varie fasi di analisi e decisione nei vari luoghi della politica è uno dei cardini di una democrazia.

Giuseppe Quercia e Benny Piarulli Libertà è partecipazione
Corato - venerdì 23 marzo 2007
Tecnologia per la partecipazione democratica
Tecnologia per la partecipazione democratica © n.c.
Quello della partecipazione dei cittadini alle varie fasi di analisi e decisione nei vari luoghi della politica è uno dei cardini di una democrazia.

Chi non ama essere contestato, chi desidera decidere in totale autonomia, chi non ama il confronto cerca in tutti i modi di impedire la partecipazione, talvolta usando addirittura la violenza. E' il caso delle dittature o dei sistemi mafiosi.

Per fortuna viviamo in uno Stato fondato su solide basi democratiche in cui la partecipazione è non solo permessa ma invogliata. La nostra città non è da meno: non mancano conferenze aperte, partiti attivi, associazioni operanti.

Certo, non ci si può ritenere del tutto soddisfatti del numero di cittadini impegnati in questi ambiti ma, paragonando con altre realtà vicine, non siamo nemmeno l'ultima ruota del carro.

Tuttavia è bene ambire sempre a migliorare.

Una richiesta che mi sento di fare certamente è quella di aprire i luoghi comunali ai partiti politici ed alle associazioni sindacali. Nono riesco a comprendere il motivo per cui, ad esempio, la Sala consiliare o la Biblioteca comunale non siano sfruttabili dai partiti locali per organizzare conferenze, congressi, assemblee partecipative. Sono tutti momenti pubblici di altissima importanza per la vita pubblica, momenti di confronto, magari anche si scontro tra diverse idee fra cui mediare.

Leggevo recentemente di congressi di alcuni partiti svolti nelle aule consiliari in alcune città della nostra provincia (Altamura, Toritto).

Impedendo l'uso di luoghi pubblici si contribuisce a diffondere quella opinione, purtroppo sempre più diffusa tra i giovani, di politica = attività non conveniente, da non praticare, quasi incivile. Altrimenti perchè non ospitarla nei luoghi civici? Teniamo anche conto dei costi che i partiti sostengono per il noleggio di sale per convegni, cinema, ecc, soldi che potrebbero invece essere investiti per finalità migliori.

Un aiuto interessante alla partecipazione democratica può essere ricercato nelle nuove tecnologie.

Qualche anno fa' i Consigli comunali venivano trasmessi in televisione e, a quanto pare, erano anche molto seguiti.

Se non è più conveniente far arrivare una emittente televisiva, ben minori sono i costi di una diffusione sul web delle assisi comunali. Penso che l'idea sia valutabile dall'attuale amministrazione e si otterrebbero diversi vantaggi: avvicinare i giovani (utenti più usuali del web) alla politica, permettere ai cittadini di seguire da casa i consigli comunali e, non ultimo, invogliare i consiglieri a fare interventi più dettagliati.

Sempre sfruttando internet ed in particolare il sito istituzionale del Comune, penso sia improcastinabile la pubblicazione del testo di tutte le delibere e non solo dei titoli, di cui noi comuni mortali non sappiamo che farcene. Non tutti, infatti, possono recarsi alla bacheca del comune per visionare le ultime decisioni della giunta comunale o del consiglio. Da casa tutto sarebbe più comodo ed oggi è possibile farlo.

Spero che queste piccole proposte (che in molte città sono realtà) siano prese in seria considerazione, sia perchè contribuirebbero ad un progresso civico di Corato sia perchè non prevedono spese eccessive. Nel caso non vengano accettate, i cittadini dovrebbero chiedersi il perchè.