Rifondazione politica

Giuseppe D’Introno Politica al giovanile
Corato - venerdì 23 giugno 2006
Rifondazione politica
Rifondazione politica © n.c.

Quello che mi appresto a scrivere è il mio ultimo articolo nella rubrica “Politica al giovanile” prima della pausa estiva.

In questi mesi di collaborazione con CoratoLive.it ho ritenuto giusto e opportuno parlare della condizione di disagio politico generazionale che vivono i giovani degli anni 2000 e le tante difficoltà che incontrano nel momento in cui decidono di impegnarsi in politica.

Sono stati tanti i complimenti che ho ricevuto per quello che ho scritto e molti sono i giovani (militanti di sinistra, centro e destra) che mi hanno confidato che sotto questo punto di vista anche dalle loro parti le cose non vanno troppo bene.

Il dato incontrovertibile è che a molti facciamo paura ed è per questo se cercano di tenerci a bada opponendosi in tutti i modi alla nostra crescita politica e amministrativa.

A tal riguardo, potrei portare il mio personale esempio di giovane impegnato in politica, ma è meglio non parlarne perché qualcuno potrebbe riconoscersi in tale descrizione e impermalirsi.

Bisogna prendere atto del fatto è che se i partiti fanno fatica ad attirare nuova gente è per colpa di tali atteggiamenti sbagliati. Ma nonostante tutto noi andiamo avanti perché è la Militanza la nostra forza e il senso di Comunità il nostro sostegno.

Il dato incontrovertibile è che i giovani riescono a fare la differenza e a distinguersi sempre e comunque da un modo fin troppo spensierato di pensare a quello che significa politica.

Tutto questo ci induce a pensare alla politica come ad una entità da rifondare e rilanciare attraverso altri percorsi e altre vie.  Alla luce di questi problemi, sono davvero tanti i partiti dei quali è necessario decretare il fallimento politico-progettuale.

Forse la mia formulazione può apparire brutale e scomoda, ma la ritengo fin troppo realista.

Da sempre sono stato convinto che una forza politica che tarpa le ali ai propri giovani e ostacola la loro crescita è un fallimento ad orologeria, che prima o poi è destinato a implodere su se stessa.

Dunque, inutile coltivare illusioni di crescita e prospettive future nei luoghi in cui i giovani vengono messi da parte, relegati a garzoni di bottega o più semplicemente a yesman.

Quello della mancanza di una nuova e qualificata classe politica dirigente, la ritengo la necessità più dolorosa e più immediata che i partiti devono affrontare. Meglio, dunque, esaminare al più presto questo problema e cercarlo di risolvere.

Ed è per questo importante motivo che lancio la mia proposta e il mio appello ai tanti amici e giovani militanti nei tanti partiti cittadini, affinché si possa iniziare una seria e articolata discussione che abbia come unico obiettivo il bene della nostra Comunità. Si, proprio così: il bene della città, perché c’è il rischio che la politica sia rappresentata – a destra come a sinistra – da “antipolitici” per eccellenza e arrivisti che utilizzano le proprie cariche per propri interessi personali e di bottega.

La mia speranza è che in questi mesi estivi vengano elaborate idee e strategie per far sì che la nostra voce non resti inascoltata o ignorata.

Per questo, ritengo necessario che nelle prossime feste politiche organizzate dai partiti cittadini diventi centrale la discussione bipartisan su quelle che devono essere le vie per far nascere e crescere nuove idee e nuove speranze politiche.

Aspettando una nuova stagione giovanile, auguro a tutti buone vacanze!

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