C'è bisogno di una Destra pop

Giuseppe D’Introno Politica al giovanile
Corato - venerdì 19 maggio 2006
C'è bisogno di una Destra pop
C'è bisogno di una Destra pop © n.c.
A parte la parentesi felice della nostra Corato(…o infelice a seconda da che parte la si guarda!!) la destra in Italia è andata malino in generale. Ma quello che salta più agli occhi è che la sinistra è riuscita a prendere più voti alla Camera che al Senato,questo fenomeno non succedeva da circa vent’anni.

Che cosa significa?

Significa che i giovani italiani dei primi anni 2000 si sentono meno attratti dalla destra di quanto non fossero quelli dei primi anni ’90. Le spiegazioni sono tante e articolate, fra cui questo senso diffuso di precarietà fra quella che molti studiosi indicano come la generazione “low cost”. Ma c’è probabilmente una spiegazione più semplice e piuttosto scomoda: il centrodestra, non è riuscito a comunicare di essere quello che è: una forza di modernizzazione e di rinnovamento.

Ha mandato in cortocircuito il diretto dialogo con i più giovani perché non ha saputo spiegare e comunicare loro cosa vuol dire destra, nonostante la nostra Italia è piena di cose di destra, da dire e narrare.

Parlo di una destra poco detta e molto praticata, ancora in attesa di essere raccontata e rappresentata politicamente in forma compiuta. In questi anni non si è riusciti a collocare la politica nei luoghi dell’immaginario, del costume e dei simboli mediatici. Infatti, per creare consenso intorno ai processi di modernizzazione occorre inventarsi nuovi linguaggi, possibilmente popolari.

Oggi la politica, a destra come a sinistra, se non è Pop non affascina e non seduce i giovani, corre il rischio di minoritarismo e soggezione al neocentrismo del pensiero unico e omologante.

I giovani, non hanno bisogno di burocrati o di esempi in giacca e cravatta. Per attrarli, si devono pizzicare le corde giuste dell’immaginario diffuso, altrimenti il “prepolitico” resta lì dov’è, consentendo la deriva tecnocratica. Ma Pop non è certo il saluto romano di Paolo Di Canio o il nostalgismo del Ventennio, quello forse fa folklore e non incide minimamente sulle scelte della gente.

La Pop politica quasi mai segue le mode, ma le anticipa e le produce. Però per riuscire a tanto ci vogliono studio e tanta cultura. Forse in questi anni la destra ha frainteso la sua sfida culturale.

L’immaginario pop per vivere ha bisogno di culture, canzoni, film, romanzi, giornali e giornalisti, di miti e simboli.

Solo se si percorrerà questa articolato percorso sul terreno delle Idee e di avanguardia si potrà creare un alternativa culturale e politica valida per il prossimo futuro, altrimenti si potrà ritornare a vincere ma si governerà senza emozionare né lasciare un segno importante del proprio passaggio.