Per farsi un'idea…

Giuseppe D’Introno Politica al giovanile
Corato - venerdì 10 marzo 2006
Per farsi un'idea…
Per farsi un'idea… © n.c.
Nonostante io appartenga a quella parte di cittadini che ha già deciso per chi votare, ho voluto immedesimarmi nei panni di un giovane elettore rientrante in quel 21% di gente che secondo i sondaggi non ha ancora ben chiare le idee in vista del 9 e 10 aprile.

Una percentuale importante che sembra far gola a tutti i partiti, soprattutto ora che le due coalizioni sembrano molte vicine nelle intenzioni di voto. E allora: Destra o sinistra? Sinistra o destra? Votare, non votare? Che dilemma!

L’ elettore dubbioso non è certo paragonabile al personaggio del ragionier Ugo Fantozzi che si rinchiude in casa per giorni e giorni per seguire le famose tribune parlamentari, ma sicuramente è un cittadino che cerca di riflettere e informarsi prima di decidere su che simbolo apporre il proprio consenso. Non credo, e non voglio pensare, ai giovani indecisi come a quella becera fascia di elettori tecnicamente chiamati “band wagon”, cioè di chi sceglie all’ultimo momento cosa votare per poter salire sul “carro dei vincitori”, ma ritengo al contrario che tale indecisione sia più collegabile alla difficoltà dei partiti ad interpretare il vero linguaggio dei giovani.

Per iniziare a orientarsi al voto potrebbe giungere utile la consultazione dei programmi elettorali dei due schieramenti, ma purtroppo devo prendere atto che pochi sono disponibili a farlo.

Per obiettività bisogna ammettere che il programma del centrodestra è di più facile lettura e comprensione perché racchiuso in 20 pagine di cose concrete. Invece, quello dell’Unione può essere ritenuto il caso letterario dell’anno, visto che si tratta di un prolisso compendio enciclopedico di 281 pagine paragonabile alla migliore produzione inglese di Jerome e Wodehouse.

Allora, non resta che affidarsi alle notizie riportate dai media!

La faziosità di quelli che fino a pochi giorni fa potevano apparire giornali liberi (Corriere della sera...in testa) e la poca indipendenza di molti giornalisti militanti portano a indispettire l’elettore e a lasciarlo incerto fino all’ultimo.

Se a tutto questo si collega il fatto che non si sia avuto ancora un serio faccia a faccia televisivo fra i due leader, si può tranquillamente concludere che gli indecisi resteranno tali fin dentro la cabina elettorale.

E’ successo che per diverse settimane, quello che alcuni pensano possa diventare il futuro presidente del “coniglio” Prodi sia scappato perché intimorito dal confronto diretto con Berlusconi il quale si è perfino reso disponibile a parlare con una sedia vuota (..ma cosa potrà mai raccontare ad una sedia,poi?!). Questi atteggiamenti di “scontro senza dialogo” innervosiscono i giovani e non creano i presupposti per una decisione tranquilla e ragionata.

Ai giornalisti che lo hanno incalzato sul perché non volesse partecipare al duello tv, Prodi ha risposto con battute inconprensibili: «Basta con ’ste menate»…locuzione padana non particolarmente aulica per chi promette serietà quando salirà al governo della Nazione.

Dopo tanti tira e molla, forse, si è giunti ad un accordo di massima sul “faccia a faccia” televisivo, anche se Prodi sembra stia cercando una scorciatoia attraverso la proposta di fare il programma su Sky , cioè su una pay tv digitale che l’80% degli italiani non possiedono.

La gente non ha alcuna intenzione di pagare per poter assistere al confronto politico, ma chiede che questo venga trasmesso sulle reti Rai augurandosi di ascoltare qualcosa di meglio del Festival di Sanremo e della canzone del Piccione.

Mi scuseranno tutti gli scienziati della comunicazione e gli spin doctor assoldati per questa campagna elettorale, ma credo che continuando a questa maniera e perseguendo la scelta dello scontro politico fine a se stesso, si avrà come unico risultato quello di scoraggiare i cittadini e far apparire i due sfidanti più due Tafazzi, che i principali concorrenti alla sedia di Palazzo Chigi.

Per chi non lo ricordasse Tafazzi era quello strano personaggio di “Mai dire gol”, vestito di nero con pannolino, che esprimeva il suo masochismo prendendosi allegramente a bottigliate nelle parti intime. E godeva visibilmente mentre attendeva tutto concentrato a questa pratica autolesionistica.

Non sembri irriverente, ma confesso che l’accostamento mi è venuto in mente osservando certi comportamenti – della serie “facciamoci del male”- abbastanza diffusi durante questa lunga campagna elettorale. C’è, purtroppo, un piccolo particolare non ininfluente: Tafazzi agiva da solo e faceva male soltanto a se stesso; questi emuli di Tafazzi, invece, potrebbero far male anche a noi.

Dalla persona che salirà al Governo dipenderà il nostro domani e le scelte importanti riguardanti la tutela o meno della famiglia tradizionale, il Valore o meno della vita nascente, l’allargamento o meno del welfare alle coppie omosessuali, il contrasto o meno al terrorismo islamico, il riconoscimento o meno delle radici cristiane e tanto altro ancora.

A questo punto, tutti ci auguriamo che nelle prossime settimane i due schieramenti inizino a confrontarsi apertamente sui grandi temi, parlando con sincerità al cuore e alla mente dei cittadini e dei giovani, usando parole concrete, semplici, cariche di umiltà e ricordando prima a se stessi e poi agli altri che si viene eletti per servire lo Stato e non per servirsene.

Nel frattempo che gli indecisi decidano, mi auguro che tutti prendano coscienza di quanto sia importante - prima di ogni altra cosa - andare a votare.