Tra centro e periferia: come cambia la città

Si stanno definendo in questi giorni le modalità di partecipazione di Corato alla gara per l’accesso ai finanziamenti regionali per la riqualificazione delle periferie (PIRP).

Simona Musio La casa e l'albero
Corato - venerdì 11 maggio 2007
Tra centro e periferia: come cambia la città
Tra centro e periferia: come cambia la città © n.c.
Si stanno definendo in questi giorni le modalità di partecipazione di Corato alla gara per l’accesso ai finanziamenti regionali per la riqualificazione delle periferie (PIRP).

Si è posta la questione se puntare l’attenzione sulla proposta di riqualificazione di un quartiere periferico o piuttosto mirare a convogliare i fondi per il recupero del centro antico. Quest’ ultima possibilità è contemplata dal bando, che definisce la “periferia” non necessariamente in relazione alla ubicazione ma alle condizioni di degrado.

Di fatto il cuore fisico di Corato ha avuto una storia di abbandono particolarmente lunga e critica.

Sin da quando si ebbe la prima svolta decisiva nel miglioramento delle condizioni igieniche di vita, le difficoltà di riconvertire le prestazioni dell’antico nucleo abitato portò a preferire la realizzazione di nuovi quartieri piuttosto che la riconversione degli edifici esistenti.

Una questione irrisolta i cui aspetti problematici si sono perpetuati e ingigantiti e che si aggiungono oggi ad altre criticità che riguardano anche i quartieri periferici.

Le aree centrali, semicentrali e peri-urbane hanno acquisito nel tempo ruoli di maggiore o minore importanza in relazione alle contingenze sociali ed economiche, mentre è mancata la realizzazione dell’ equilibrio necessario per la qualità urbana.

Di conseguenza, oggi Corato si trova ad affrontare più livelli di criticità, contigui e correlati:

• riqualificazione funzionale del centro antico
• recupero delle periferie, sia sul piano qualitativo dell’edificato che sul piano della riqualificazione simbolica degli spazi comuni e delle connessioni con il centro
• sistema generale delle infrastrutture e dei servizi


Una situazione che fa riflettere su come questo tipo di problematiche non ammettano ritardi e come oggi si renda necessario un approccio complessivo al problema, possibile solo attraverso lo strumento urbanistico generale: il PUG, che assume un ruolo di primaria importanza per la città sotto tutti gli aspetti.

Nodo cruciale nella pianificazione urbanistica è dunque la sua dimensione di “sistema”, che ne definisce il carattere pubblico e rende particolarmente importante il coordinamento e la condivisione delle finalità.

Per la soluzione del sistema sarà preventivamente necessario individuare le costanti che lo caratterizzano cioè condurre una ricognizione del patrimonio esistente sotto tutti gli aspetti:
• patrimonio residenziale
• servizi
• infrastrutture commerciali e produttive
• infrastrutture di collegamento
• emergenze culturali e ambientali


Ad esempio, la questione dell’equilibrio tra recupero e nuova costruzione scaturisce dalla definizione di soglie di opportunità in relazione alle condizioni funzionali, impiantistiche, strutturali nonché al contesto di intervento.

In seguito alla valutazione degli aspetti prettamente fisici e ai dati riguardanti l’esistente, le considerazioni sulle vocazioni e sulle potenzialità di sviluppo organico della città potranno utilmente scaturire dall’approccio partecipativo.
Tra questi aspetti è auspicabile che emergano ad esempio ipotesi di coordinamento tra le risorse imprenditoriali e quelle culturali, così come tra la tendenza a decentralizzare, pur qualificandola, la funzione abitativa e l’intento di rivitalizzare il centro.