Terza pelle: la casa che respira

Simona Musio La casa e l'albero
Corato - venerdì 09 giugno 2006
Terza pelle: la casa che respira
Terza pelle: la casa che respira © n.c.
Gli abiti che indossiamo, oltre ad acquisire significati estetici e culturali, rappresentano per noi una seconda pelle. Hanno la duplice funzione di proteggere il corpo dagli agenti esterni e di consentire la traspirazione.

Gli edifici in cui viviamo rivestono un ruolo analogo di “terza pelle”. E’ importante che riparino dagli agenti atmosferici e che permettano la corretta diffusione verso l’esterno del vapore che si forma negli ambienti per la presenza di persone e per il riscaldamento.

Sappiamo bene che indossare abiti di fibre sintetiche accelera la sudorazione, perché mantiene il calore all’interno, e non garantisce condizioni di comfort.
Gli abiti di cotone, di lino, di seta, di lana, di fibre naturali, sono preferibili perché tengono caldo o fresco e consentono la traspirazione.

Quando piove ci ripariamo con un ombrello impermeabile: in questo caso il fattore forma favorisce comunque la circolazione dell’aria. In estate possiamo ripararci dal sole con un ombrello di cotone, o ancora meglio grazie alla chioma di un albero.

In modo analogo, la forma e i materiali dell’edificio influiscono sui parametri del comfort ambientale: temperatura, umidità relativa, qualità dell’aria, assenza di sostanze tossiche e nocive.
La regolazione di questi parametri può essere perseguita, oltre che con il supporto di sistemi impiantistici di riscaldamento e raffrescamento, con una opportuna disposizione delle aperture in relazione all’esposizione e con una corretta progettazione della stratigrafia delle pareti e della copertura.

In questa funzione regolatrice svolta dall’involucro, i materiali strutturali, di cui si è sin qui detto nella rubrica, hanno un ruolo primario, ma altrettanto importanti sono i materiali complementari per l’isolamento termico e acustico e le finiture.

Allorché ad esempio si usi per le pareti il laterizio, dalle discrete proprietà traspiranti e igrometriche, è controproducente utilizzare un prodotto sintetico come il polistirolo per l’isolamento, così come è sconsigliabile un cemento non traspirante per i giunti di malta e per gli intonaci.

In generale i materiali naturali sono preferibili, perché traspiranti ed igroscopici: consentono utilmente la dispersione del vapore, ed impediscono il deleterio fenomeno della condensa, al contrario dei prodotti di sintesi e di quelli lavorati ad altissime temperature.

Per l’isolamento sono più adatti ad esempio i pannelli in fibre di legno.

Tra i leganti per malte e intonaci i prodotti a base di calce sono da preferire a quelli a base di cemento.

Caratteristiche del cemento, rispetto alla calce, sono la lavorabilità, ottenuta anche grazie all’aggiunta di additivi, e la rapidità di presa, ottenuta per cottura ad altissime temperature (1500°C).
A queste temperature si producono reazioni chimiche che determinano la chiusura dei pori conferendo una rigidezza utile per il fattore presa ma non per la traspirabilità, e per di più incompatibile con quella degli altri materiali.

Queste proprietà ne hanno fatto un materiale talmente apprezzato nelle moderne costruzioni per i vantaggi sui costi della mano d’opera da diventare spesso abusato anche in condizioni che col tempo si sono rivelate inadatte.

La incompatibilità con gli altri materiali da costruzione inficia spesso la durabilità dei manufatti in cemento, che frequentemente comportano problemi di manutenzione.

Inoltre erroneamente considerato vantaggioso negli ambienti umidi per le sue proprietà di impermeabilità, di fatto nella misura in cui non consente all’umidità di entrare, non le consente neppure di diffondersi e la lascia imprigionata all’interno dei muri, determinandone il deterioramento.

La calce idraulica al contrario è traspirante, igroscopica, durevole, e continua a fare presa nel tempo. Svolge pertanto molto più efficacemente la sua funzione di protezione delle murature.

Un fattore che ancora può indurre a preferire materiali sintetici è unicamente il costo inferiore che attualmente questi prodotti hanno sul mercato.
Tuttavia un più attento bilancio costi - benefici dovrebbe tener conto dei danni che il loro uso produce nel tempo sulle strutture, sul comfort, e sulle spese di riscaldamento e raffrescamento.

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