Clamoroso! Indagata l’intera classe politica coratina

Le accuse: “procurato aborto” e sevizie ai danni del nascituro!

Francesco Stolfa Il Cor(ro)sivo
Corato - venerdì 01 gennaio 2010
Clamoroso! Indagata l’intera classe politica coratina
Clamoroso! Indagata l’intera classe politica coratina © n.c.
L’inchiesta è una vera bomba giudiziaria perché coinvolge non solo i Sindaci ma anche tutti i Segretari Generali, alcuni Dirigenti e i maggiori esponenti della classe politica coratina, di centrodestra e di centrosinistra, avvicendatisi negli ultimi sedici anni (considerando però il livello di ricambio generazionale dei nostri politici, si tratta in realtà sempre delle stesse persone).

La notizia ha dell’incredibile perché si tratta di persone di dichiarata fede cattolica che quindi dovrebbero difendere strenuamente la vita, sin dal concepimento.

Si tratta, però, di una notizia certa: siamo persino riusciti a ottenere copia dell’avviso di garanzia appena notificato. È possibile visionarlo cliccando qui (i nomi degli indagati sono cancellati per dovere di privacy).

Il pubblico Ministero titolare dell’inchiesta, dr. Salvatore Di Corato, da noi intervistato in esclusiva, ci ha però dichiarato che la parte lesa, tale signora Tina Popolazione (Diminutivo di Coratina), madre del bambino, non è affatto esente da responsabilità e, anzi, dovrebbe forse considerarsi, almeno sul piano morale, come la maggiore responsabile del misfatto.

Il dr. Di Corato ci ha anche confessato di essere sostanzialmente pessimista sull’esito di questa inchiesta perché il Giudice che dovrebbe deciderla, dr. Tino Elettorato (Diminutivo di Coratino), si è già occupato della questione in passato, assolvendo pie-namente tutti i responsabili.

Ha anche aggiunto che, sulla base di sofisticati sistemi di analisi endouterina, i consulenti della Procura avevano potuto accertare che, forse a causa delle vessazioni subite, lo stesso nascituro aveva manifestato uno scarso attacca-mento alla vita e persino una sorta di rassegnata propensione al suicidio.

Per maggiori (e più serie) informazioni sulla vicenda si rinvia al pezzo di Francesco Stolfa nelle news