La Gelmini... piace (solo) ai cinesini

Insomma chi sono i “ragazzi del 2008”? Cosa li spinge a scendere tanto rumorosamente in piazza?

Francesco Stolfa Il Cor(ro)sivo
Corato - venerdì 07 novembre 2008
La Gelmini... piace (solo) ai cinesini
La Gelmini... piace (solo) ai cinesini © n.c.

Ci siamo svegliati una mattina di fine ottobre e ci siamo ritrovati in un altro mondo.

Il giorno prima eravamo oppressi dall’era Berluscon-Topoliniana (due leader-maximi entrambi graniticamente garantiti da una solidissima maggioranza di consensi), caratterizzata da una cupa stagnazione culturale, da un clima di generale rassegnazione, da una incipiente tendenza all’omologazione in tutti i media, dalla prospettiva apparentemente ineluttabile di un quinquennio di piatta mediocrità.

Ed eccoci, invece, di colpo proiettati in piena rivolta studentesca, con tanto di scuole occupate, genitori preoccupati (ma in gran parte consenzienti), manifestazioni di piazza, cortei rumorosi e festanti, striscioni ironici, slogans aggressivi ecc. ecc..

E il Berlusca che torna ad oscillare fra dichiarazioni tonitruanti e successive balbettanti (quanto imbarazzanti) smentite.

E il Perroncino arrembante e trabordante degli ultimi tempi, mister 75%, il signor “qui parlo solo io” che si rassegna a rimanere prudentemente dietro le quinte, inviando in TV, udite udite, per la prima volta, l’assessore competente (?), ossia il malcapitato e buon Caputo, a fare il Gelmini coratino per prendersi la sua bella dose di pesci in faccia: aveva l’inequivocabile aria da agnello sacrificale, l’altra sera, sugli schermi di Video Italia, mentre cercava di difendere l’indifendibile, accerchiato da ogni lato da insegnati, studenti e genitori incazzati, con l’unico labile baluardo di uno studentello di destra, dalla faccia pulita che conosceva a menadito il disegno di legge incriminato.

I più sorpresi da tutto ‘sto casino sembrano, per la vertità, proprio gli esponenti dell’opposizione sia nazionale che locale, svegliati di soprassalto dopo mesi di letargo politico; i quali hanno ovviamente tentato di mettersi alla testa del movimento studentesco ma, nella migliore delle ipotesi, sono stati clamorosamente ignorati dai manifestanti.

Insomma chi sono i “ragazzi del 2008”? Cosa li spinge a scendere tanto rumorosamente in piazza?

La spiegazione più stupida l’hanno messa in circolazione i soliti ambienti benpensanti coratini, sempre ben accorsati col padrone di turno e maestri nel far girare le “voci”: «questi ragazzi sono fomentati dai loro professori!».

Ma, dico, li avete visti i cortei? Non erano certo facce da lecchini quelle che urlavano né i loro slogans sembravano preparati dai docenti («Gelmini, Gelmini, vaffa….»).

Allora cosa c’è dietro? Ideologia? Politica? Semplice goliardia?

Niente di tutto questo: sono solo ragazzi arrabbiati e preoccupati per il loro futuro, messo in serio pericolo da una Ministra leghista irresponsabile che pensa solo a impoverire la scuola pubblica in un Paese come il nostro che, nel proprio futuro, può contare solo sulla qualità professionale delle sue risorse umane. E ditemi se è una preoccupazione da poco!

E ha un bel gongolare l’assessore Caputo secondo il quale – lo ha dichiarato in apertura in TV - la legge ormai è stata approvata e quindi ogni protesta è stata inutile.

Certo loro non l’hanno saputa ascoltare (e ne pagheranno il prezzo politico; già in questi giorni il consenso al governo ha avuto un tracollo) ma la protesta, come ogni manifestazione di dissenso condotta con metodi civili e democratici, non è stata inutile. Intanto il governo si è dato una bella calmata visto che non ha avuto il coraggio di ritentare il colpo di mano in tema di università (scegliendo la via più prudente e moooolto più lunga del disegno di legge).

Nel frattempo ci sono buoni motivi per sperare che le menti più lucide del PDL vorranno ascoltare la vocina interiore che dice loro sommessamente: «Gelmini ha fatto una grossa cazzata»; e magari vorranno anche tener conto degli echi sommessi di fastosi festeggiamenti lontani.

Dove mai, direte voi, si festeggia l’approvazione del decreto Gelmini? Ma in Cina, ovviamente, in India e in tutti gli altri paesi rampanti del lontano Oriente: di un’Italia impoverita culturalmente, con la ricerca scientifica e la scuola pubblica alle pezze, farebbero un sol boccone.

Ultim'ora: Barack Obama è il primo presidente nero degli USA e un vento di speranza soffia in tutto il mondo. Anche i “ragazzi del 2008” lo hanno evocato...