Luca era gay ma adesso sta con lei. Embè?

Fabrizio Ventura Tempi moderni
Corato - venerdì 13 marzo 2009
Luca era gay ma adesso sta con lei. Embè?
Luca era gay ma adesso sta con lei. Embè? © n.c.

Gli echi sanremesi sono spenti.

Ma io mi sono divertito un mondo. Grazie anche ad una formula frizzante della quale devo dare atto, mio malgrado, ad un brillante Bonolis. Ma tante son le cose che mi hanno divertito.

Una su tutte è l’indignazione di un tal Grillini e di tutta la sua corte di fronte ad una canzonetta come quella di Povia.

Voglio dire: un etero può diventare gay. Un gay non può diventare o tornare ad essere etero. Che male c’è? Io francamente non l’ho capito.

Come non ho capito perché, nel 21° secolo, i gay si sentano ancora ghettizzati, discriminati, offesi.

E basta!

Sono dappertutto: in televisione, in parlamento, nel mondo della moda… Ma continuano a piangere e a rompere le balle!

Che poi, detto tra noi etero, è pure seccante e pericoloso perché, dagli oggi, dagli domani, la sacca scrotale alla fine rischia pure di danneggiarsi seriamente…

Dico questo simpaticamente, senza odio e senza astio. Magari è umorismo scorretto ma, su, non prendiamocela. I fratelli Cohen guadagnano milioni di dollari andando giù pesanti su gay, diversamente abili. Io, al limite, mi sarò guadagnato un po’ di improperi. Ma va bene così.

Tornando a bomba, pur tollerando le diversità di gusti e di orientamenti sessuali, mi infastidisce veramente tanto che ogni volta che si tocca sto tasto si debbano levare scudi a volontà e orde di indignazione legate a presunte discriminazioni.

Che parola abusata e inflazionata questa: D I S C R I M I N A Z I O N E.

A me non sembra che una canzone come quella di Povia offenda la sensibilità di uomini che preferiscono andare con altri uomini o di donne che amano altre donne.

Io credo che sia molto ma molto ma molto più offensivo un tal Guillermo Mariotto, di cui non conosco orientamenti sessuali, ma del quale e da più parti si dica essere gay, che va in televisione a dire, commentando la canzone che tante inutili tempeste ha scatenato: “una volta assaggiato non lo dimentichi…”.

Dicono che i gay abbiano una sensibilità fuori dal comune. Dopo aver sentito questo tal Guillermo Mariotto verrebbe da pensare: ma sensibilità verso chi? Verso cosa?

E’ possibile poi che quel sig. Grillini non abbia trovato nulla da obiettare al cospetto di uno che, volente o nolente, scredita tutta la categoria? E che ne so, magari si gongolava ancora per la lettera di Oscar Wilde, declamata dal sig. Benigni, per la modica cifra di € 300.000… Boh? Magari non l’avrà sentito…

E allora mi chiedo: cosa si incazzano a fare quando una delle inutili comparse del grande fratello (o grande bordello) dice che, se al mondo fossero tutti gay e lesbiche, il mondo stesso finirebbe?

In fondo, non dice nulla di sbaglito.

Se madre natura (non dico Dio perché se no sarei tacciato di bigottismo) ci ha resi diversi dotandoci, a seconda dei casi, di un pisellino e di una farfallina, una qualche ragione ci dovrà pur essere.

Pacifico che poi ognuno di noi sia libero di prendere altre strade, di sperimentare, ma non vedo motivi per cui indignarsi e far la voce grossa per contestare quelli che alla fine sono dati oggettivi.

Che sia un tentativo per acquisire voce, visibilità e posizioni di rilievo? Ma ce le hanno già, cos’altro vogliono? Beh, onestamente non lo so e rinuncio a capirlo.

Magari torno a riascoltare Luca era gay, magari m’è sfuggito qualcosa...

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