Memorie dimenticate

Fabrizio Ventura Tempi moderni
Corato - venerdì 20 febbraio 2009
Memorie dimenticate
Memorie dimenticate © n.c.

Mi piace osservare. Tanto. Guardarmi attorno mentre cammino, corro, viaggio, navigo. E quando osservo prendo nota.

Ultimamente ho preso nota di un paio di cose che mi hanno fatto decisamente incazzare.

Prima: 27/01/2009 scritte su un paio di muri di Corato: “ieri piangevano, oggi massacrano. Israele boia” e “27 gennaio: vuoto di memoria”.

Seconda: 10/02/2009 scritta trovata su internet accanto a qualche immagine di qualche fantomatico aspirante Che: “anche Tito l’ha insegnato: un fascista nella foiba non è reato”.

Sulla prima, per quanto assurdo mi sembri che nel 2009 esista ancora certa pochezza cerebrale, trovo sconcertante che esista anche una imbecillità trasversale. Mi spiego: ci sono destroidi che, con becero revisionismo, negano che milioni di ebrei siano stati sterminati durante uno dei periodi più neri della storia mondiale.

Dall’altra i sinistroidi che, pur condannando l’Olocausto (mi viene da pensare: per ragioni di opportunismo?), oggi vorrebbero radere al suolo Israele ed i suoi abitanti, allenandosi per questo, bruciando bandiere.

E magari quando lo fanno, sono avvolti da uno dei simboli più spu…, più inflazionati e trendy: la bandiera della pace.

Io non so chi c’ha ragione e chi no, cantavano tre tipi un po’ di anni fa. Neanche io lo so e, riallacciandomi ad un discorso iniziato trenta giorni fa, continuo ancora a chiedermi perché sia così difficile fare un passo indietro rispetto alle nostre posizioni per il raggiungimento di un fine comune che sia la quiete (perché pace è un vocabolo troppo inflazionato) tra i popoli della terra.

E mi devo incazzare di prima mattina passando di fronte a certe scritte che, colpevolmente, rimangono ancora lì.

Non faccio il moralista né il moralizzatore ma visto che, a livello istituzionale, nei tempi attuali, piace tanto la visibilità per ogni minima ordinaria sciocchezza, perché non si organizza una “pubblica pulitura” dei muri? Se non altro per non rinnovare di giorno in giorno, l’offesa di una memoria di sangue che deve obbligatoriamente far parte della nostra memoria.

Seconda.
L’offesa di un altro sterminio, sicuramente di proporzioni minori rispetto all’Olocausto ma non per questo meno importante, già di per se negli anni coperto, volutamente e colpevolmente coperto, da un agghiacciante velo di indifferenza.

E’ odioso dover leggere certe cose, è odioso giustificare certi crimini, è odioso offendere la memoria di migliaia di persone trucidate a freddo celandosi dietro l’alibi del termine fascista.
Ed è ipocrita, visto che certe aberranti affermazioni vengono da coloro i quali hanno preso a mitizzare la resistenza, omettendo però opportunamente che mischiati alla stessa, c’erano anche criminali che non hanno esitato ad ammazzare donne e bambini solo per il semplice gusto di farlo.

Ogni fenomeno ha i suoi lati positivi ed i suoi lati oscuri ma continuare a fare distinzioni tra l’uno e l’altro solo per una pseudo distinzione politica è davvero stupido oltre che odioso.
Le giornate della memoria servono a questo: a non dimenticare chi ha patito sofferenze, chi è stato massacrato per le idee criminali di qualche esaltato.

Possibile che nonostante si chiamino Giornate della Memoria tanti ancora non lo ricordino?