Donadoni: vittima sacrificale

Nemmeno l’osannato Lippi avrebbe fatto di meglio in quest’europeo.

Fabrizio Ventura Tempi moderni
Corato - venerdì 27 giugno 2008
Donadoni: vittima sacrificale
Donadoni: vittima sacrificale © n.c.

Scusate, ma è tempo di europei.

Ne parlo anch’io, con una certezza ed una presa di posizione.

La presa di posizione parte da una convinzione che ormai aleggia nel nostro paese: chiunque vada al governo può farsi le leggi che preferisce in barba ai milioni di elettori che lo spediscono sulla poltrona che si trova ad occupare. La mia presa di posizione è questa: se Berlusconi può generare leggi ad personam io allora posso crearmi pezzi ad personam. Non saremo mai pari, ma vuoi mettere la soddisfazione di poter fare qualcosa ad personam?

La certezza invece è che Donadoni sia stata una vittima sacrificale per riassorbire la sbornia mondiale e far sì che il suo sostituto, mr. Lippi, arrivasse e iniziasse il suo lavoro nella condizione di chi può solo migliorare ciò che è stato fatto prima del suo arrivo.

Lo dico subito: io non avrei mai esonerato Donadoni. Ma non gli avrei riservato nemmeno il trattamento indegno e vergognoso che gli ha riservato la F.I.G.C., con Abete e Matarrese in testa. Motivi? Tanti.

Intanto nemmeno l’osannato Lippi avrebbe fatto di meglio in quest’europeo. E probabilmente Donadoni due anni fa avrebbe vinto i mondiali.

Perché? Perché la forma fisica delle due nazionali a due anni di distanza era un po’ agli antipodi: due anni fa, tanto per fare un esempio, Grosso e Zambrotta sembravano gli eurostar Londra-Parigi. Oggi sembrano i tanti odiati Far West che i miei coetanei ricorderanno bene.

Oppure Toni. No. Toni no. Era un paracarro due anni fa e tale è rimasto. Solo che quando girano 10 giocatori su 11 la pecora zoppa non la vedi. Se ne girano 2 o 3 allora te ne accorgi, eccome!

Infatti 2 anni fa c’era un Cannavaro pallone d’oro, c’era un Pirlo miglior giocatore del mondiale, un Materazzi in stato di grazia.
Oggi Cannavaro è rotto, Pirlo è un po’ sgonfio e Materazzi è tornato alla sua normale mediocrità.

E poi vogliamo ricordare l’ingrediente fondamentale che ha risvegliato il nostro orgoglio, tanto da spingerci in finale? Due anni fa ci andammo a giocare un mondiale forse più per lavare l’onta di calciopoli piuttosto che per vincerlo.

Se andiamo un po’ più indietro con la memoria, il girone di qualificazione ai mondiali non lo stravincemmo, Lippi si trovò spesso sulla graticola e l’unica dimostrazione di forza assoluta, durante la competizione iridata, l’abbiam data vincendo 3 a 0 con l’Ucraina, formazione di modestissimo valore. Dopo aver sudato, e non poco, con, udite udite, l’Australia. Battuta con un generosissimo, se non inesistente, rigore poco prima della fine dei tempi regolamentari.

Poi si è vinto: onore e gloria ai vincitori.

Dopo di che Lippi è stato furbo e lungimirante, d'altronde Bearzot docet. Certo, lasciare il trono, soprattutto in Italia, da vincitore è cosa assai insolita (vero onorevoli tutti?). Ma evita il dopo sbronza con annesse figuracce.

Ed ecco servito l’agnello da sacrificare. Onestamente dei 56 milioni di commissari tecnici in Italia, tutti pensavano di avere più chances di Roberto Donadoni. Ed infatti quei furbacchioni della F.I.G.C., con cavilli vari, hanno scelto lui.

Cavilli utili a silurarlo vergognosamente al momento opportuno, avendo come scusa valida la ragion di stato. Perché si sa, in Italia la ragion di stato è il pallone, altro che!

Ora torna Lippi. Osannato. Acclamato come un re in esilio, amato dai suoi sudditi.

Un bel cammino in discesa per la qualificazione ai prossimi mondiali (basti vedere il nostro girone eliminatorio per farsi un’idea) e magari, complici congiunture astrali favorevoli, ci regala il bis mondiale.

Risultato: Lippi dio e Donadoni pollo. Semplice semplice. Ma io credo sia sbagliato. Sbagliatissimo.

In fondo siamo usciti dagli europei ai rigori avendo a disposizione una squadra fisicamente a terra. Ma se vediamo le pagelle dei giocatori in campo alla fine dei tempi regolamentari, oltre a Chiellini, anche Casillas è stato decisivo, più di Buffon.

Zeman, che torna ad allenare, e purtroppo non in Italia (vai a capirne i motivi…), ha provocatoriamente e giustamente (dico io) affermato: “La differenza tra l’Italia di Lippi e quella di Donadoni sta tutta nella fortuna.”.
C’è chi vince ai rigori, c’è chi perde.

E mentre formulo ‘sta accozzaglia di pensieri, Villa stende definitivamente la Russia, mandando la Spagna dritta dritta in finale.

Penso io: se Donadoni, senza nemmeno aver preso un gol dalle Furie Rosse, è stato silurato, ribadisco vergognosamente, Hiddink, che di pappine ne ha prese tre, da oggi sarà spedito sicuramente in qualche gulag…

Basta così per questa stagione. Domenica tutti davanti alla TV: c’è Spagna – Germania. Io con questo finale così indeterminato vi ringrazio e vi saluto. Forse ci rivedremo. A settembre o giù di lì.

Ora musica. Sergio Caputo va benissimo. Il pezzo? Beh, naturalmente: Espana!

P.S.: scusate ma questa la voglio segnalare. Stamattina fermo ad un incrocio extramurale – via alberto mario. Ragazza che tenta di attraversare sulle strisce ma nessuno dei simpatici automobilisti transitati si ferma (chi parlava allegramente al cellulare, chi, senza cintura, accelerava e altre cose carine di questo genere su cui preferisco sorvolare).

Allora penso bene di occupare maldestramente l’incrocio a rischio incidente, poiché una zuzzurellona di autista impegnata in una conversazione telefonica su Bot, Cct, Btp, per poco non mi parcheggiava sulla fiancata, se non altro per consentire alla sventurata ferma da mezz’ora sulle strisce di attraversare e riprendere il suo cammino per chissà dove.

Ovviamente col finestrino aperto, ho lasciato partire tutta la mia ammirazione verso il senso civico di cui deborda Corato.

Senza intenti politico-polemici mi permetto di suggerire al nostro sindaco: dopo aver pensato di proporre a sindaci esterni la bitumazione delle strade che ci portano al mare (la bitumazione delle nostre s’è magicamente interrotta dopo il 15 aprile u.s.), perché non pensa di far organizzare corsi di educazione civico – stradale visto che nella nostra ridente cittadina posta a 232mt. sul livello del mare l’educazione manca completamente?

Partendo dalla dimostrazione pratica di come si allacciano le cinture di sicurezza, passando poi all’insegnamento, ai più testoni, che non si bestemmia contro chi sta cercando disperatamente di attraversare sulle strisce, ci si ferma e basta.

Porgo ringraziamenti anticipati.

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