Io boicotto le Olimpiadi

La torcia olimpica è approdata in Cina e sta viaggiando allegramente col benestare di un governo criminale che reprime sul nascere e nel sangue ogni democratico tentativo di opposizione.

Fabrizio Ventura Tempi moderni
Corato - venerdì 02 maggio 2008
Io boicotto le Olimpiadi
Io boicotto le Olimpiadi © n.c.
Eccomi qua, in ritardo cane (sembra un po’ la storia della mia vita…) nel consegnare ai posteri l’ennesimo pezzo della mia rubrica che scelsi di chiamare “Tempi Moderni”.

Amo lo sport.

Quello vero, quello sano, quello inteso come metafora di vita dove ti è consentito partire alla pari con il tuo “avversario” e dimostrare, solo con le tue forze, se puoi primeggiare, se puoi stare al vertice o se puoi fare il comprimario, con la possibilità, in seguito, di poter ribaltare l’esito iniziale ed ambire alla vetta.

Amo lo sport e fisso quelle due parole: “Tempi Moderni”. Chiedendomi perché.

Perché oggi mi trovo a scrivere e a commentare di qualcosa che nulla ha a che vedere con i tempi moderni né tanto meno con l’amore per lo Sport.

L’altro giorno ascoltavo l’intervista di una promessa del calcio che gioca nel Milan, tale Pato, che diceva di voler diventare il migliore di tutti (aspirazione legittima e realizzabile, a parer mio) e di voler vincere la medaglia d’oro alle prossime Olimpiadi in Cina, col suo Brasile.

Io son rimasto disarmato da tanta spontaneità. Da tanta esuberanza. Ma questa promessa del calcio sa che non saranno mai moderni i tempi in qualsiasi stato in cui vige la negazione dei più elementari diritti civili? E i suoi colleghi sportivi lo sanno?

La torcia olimpica è approdata in Cina e sta viaggiando allegramente col benestare di un governo criminale che reprime sul nascere e nel sangue ogni democratico tentativo di opposizione.

Quella fiamma accesa, simbolo di libertà e pace, perché lo sport è anche e soprattutto questo, cozza tremendamente con la situazione politica del paese ospitante le prossime Olimpiadi. Situazione che non sto qui a descrivere per il semplice fatto che è storia di ogni giorno, arricchita sempre più da nefandezze e vergogna.

Io penso che le Olimpiadi si disputeranno. Penso pure che il Brasile vincerà la medaglia d’oro grazie alle prodezze di quella promessa che risponde al nome di Pato.

A meno che, per una volta, non siano le coscienze dei singoli a decidere, mandando in malora sponsor milionari e la vergogna cinese dando un senso Nobile alla loro carriera sportiva.

Troppi interessi in gioco, troppi soldi in circolo e si sa: come per la politica, anche lo sport oggigiorno è in mano, o meglio, in ostaggio delle multinazionali.

Aldilà di una credibilità (che non c’è), vi immaginate quanti soldoni perderebbe il governo (?) cinese se ci fosse un boicottaggio totale?

Io, affidandomi alle coscienze degli uomini e all’intelligenza degli atleti, mi auguro che qualcuno cominci a tirarsi indietro per non essere complice, neanche tanto inconsapevole, di crimini mascherati da finta democrazia e dai cinque cerchi, che invece tanto stonano accanto alla negazione dei diritti civili.

Io lo spero. Intanto, per quel poco che conta, continuo ad urlare il mio dissenso e a boicottarle, queste Olimpiadi poiché non vedrò nemmeno una gara in tv.

Giusto un’ultima cosa: qualche anno fa ricordo con quanta pomposità, peraltro condivisibile, fu voluto ed accolto il passaggio della fiamma olimpica nella nostra ridente cittadina. Ma si trattava di una manifestazione che si sarebbe svolta in un paese Democratico. Con forti interessi, con gli sponsor di mezzo, ma per lo meno Democratico.

E non in un paese dove la Democrazia è morta.

Bene, io se fossi stato eletto, visto che puzzo ancora di elezioni, un pensiero sulla celebrazione del funerale della democrazia l’avrei fatto in modo “pomposo”, con tanto di bara, e non di fiaccola, da passare da un tedoforo – becchino all’altro.

Un segnale ufficiale di una presa di posizione contro chi non è degno di appropriarsi del significato Nobile di una competizione che nobili radici porta con se.

E’ un’idea, forse ingenua, magari stupida, ma io preferisco dar retta a quel tale che una volta mi disse che i grandi gesti e le grandi imprese non saranno mai realmente grandi se non sono accompagnati da un briciolo di stupidità e da una sana dose di ingenuità…
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