Finchè c'è Mastella (e non solo lui) non c'è speranza!

I politici italiani sono da decenni sempre gli stessi. I problemi...anche.

Fabrizio Ventura Tempi moderni
Corato - venerdì 08 febbraio 2008
Finchè c'è Mastella (e non solo lui) non c'è speranza!
Finchè c'è Mastella (e non solo lui) non c'è speranza! © n.c.
Io soffro di artrosi cervicale, ragion per cui periodicamente mi sottopongo a sedute di massaggi.

Una decina di giorni fa andai a prenotarli presso il nostro ospedale e mi fissarono l’inizio della terapia al 31 marzo prossimo. Un paio di mesi d’attesa per 10 sedute di massaggi che, se il fisioterapista di turno è di buona lena, durano l’una 10 minuti, un quarto d’ora.

La mia smisurata buona fede e il mio incondizionato credere nel prossimo mi portano a pensare: “vabbè, saranno oberati di lavoro e di prenotazioni. Aspetterò. Mal che vada per lenire la botta che ogni tanto mi aggredisce collo, spalla e braccio mi sparo un antidolorifico, con buona pace e ringraziamenti da parte del mio stomaco”.

Penso però che, mentre un’artrosi può aspettare un paio di mesi, un tumore, un cancro o una leucemia hanno tempi d’attesa diversi e, ghignando, ti divorano dall’interno corpo e anima cosicché quando arriva il momento della tac o della risonanza loro effettivamente vengono bene sulla pellicola. E’ il resto a risultare irrecuperabile.

Ora mi rendo conto che probabilmente sto facendo retorica. Onestamente non mi interessa. Non me ne frega proprio niente.
Si fa retorica parlando delle cose che vanno a scatafascio qui in Italia. E’ risaputo.

E’ altrettanto risaputo, e questo è il problema più grave, che se ne parla praticamente da sempre ma soluzioni alle nostre miserie non se ne trovano mai.
Ed in questi giorni ho capito il perché.

E’ noto che il governo Prodi è morto. Verrebbe da dire che era già nato morto ma fare ironia in questo caso assomiglierebbe troppo allo sparare sulla Croce Rossa. Quindi mi limito a confermare: è noto che il governo Prodi è morto.
L’ipotetico governo Marini non si è nemmeno riusciti a concepirlo. Troppi uteri in cerca d’autore e quindi nulla da fare e allora tutti al voto che ci sono milioni di euro (NOSTRI) da bruciare nella caccia al cartellone più bello ed, eventualmente, da mettere da parte per una vecchiaia serena caso mai non si riesca ad essere ri-eletti (?).

C’è qualche buontempone che parla pure della prossima legislatura come una legislatura costituente, dimenticando volutamente che sono ormai vent’anni che se ne parla, c’è qualcuno che ha già chiamato Bertolucci per il remake di “Io ballo da sola” e c’è qualcun altro che, per rimanere in tema cinematografico, fa il verso al compianto Albertone nazionale col suo “Tutti dentro”. Senza, peraltro, che nei precedenti due anni si sia riusciti a cambiare una sciagurata legge elettorale che preannuncia nuovamente scenari da survivor e caccia al voto nei reparti geriatria. Sperando almeno che ci siano risparmiati poi vergognosi e penosi brindisi, sputacchiate e degustazioni varie…

Dopo questa divagazione, forse doverosa, torno ai motivi per cui in Italia le cose non cambieranno mai.

Intanto le stesse facce sempre negli stessi posti. Cosa che si riproporrà il prossimo aprile; basta guardare i nomi e le facce dei papabili candidati a governarci. Due nomi? Berlusconi e Veltroni che ormai sono vecchi, vecchi e vecchi.

Ma ciò che più (non ho ancora deciso) mi fa incazzare o mi fa preoccupare è che un soggetto come Mastella potrebbe ancora una volta risultare decisivo.
Vi risparmio la storia personale di questo elemento che è ormai nota, vista la letteratura a lui dedicata, porcherie (e solo quelle) comprese.
Però voglio anche sottolineare che se un animale politico come questo è ormai da trenta anni radicato come una piovra nello scenario politico italiano, parenti ed affini compresi, la colpa sia anche nostra. Perché noi mettiamo certa gente in certi posti. Poi Berlusconi prima, Prodi dopo e forse Berlusconi ancora, se lo caricano sul loro carrozzone per assicurarsi la possibilità di farsi i loro affari spacciandoli come governo dell’Italia. Ed il gioco è fatto.

Questo è un caso unico al mondo e purtroppo tipicamente italiano: un faccendiere il cui partito prende a livello nazionale l’1,4% dei voti, tiene in scacco ormai da decenni, per un motivo o per un altro, la politica italiana, ingrossandosi come un maiale.

Il problema è che il maiale, arrivati ad un certo punto, lo si utilizza per ricavare ottimi prosciutti, squisite salsicce e succulenti cotechini senza buttar via nulla. Questo qui, che comunque le fattezze e la stazza del maiale ce le ha, sa solo ingrossarsi ma non produce nulla di buono. E nonostante ciò non ci si decide a buttarlo via!

Allora non ci stupisca più dover aspettare mesi e mesi per esami o terapie alle volte neanche tanto complicate, non ci stupisca più se i conti pubblici sono simili a dei crateri, non ci stupiscano più le nostre buste paga ferme dal 2000, non ci stupisca più la Campania che continua ad affondare nella merda, non ci stupisca più nulla.

Se il mondo politico italiano non si libera di tutti i suoi parassiti nulla cambierà mai. Perché, volenti o nolenti, è il mondo politico che determina l’andazzo delle nostre povere vite.
Semplice semplice.

Auguri a tutti per il prossimo 13 aprile!
Altri articoli
Gli articoli più letti